Hang music – Klaim e La vita di Adele

 

 

Tempo fa avevo commentato il film La vita di Adele di Abdellatif Kechiche (Palma d’Oro a Cannes 2013) sottolineando fra l’altro i riferimenti e le citazioni narrative (Marivaux), artistiche (Schiele, Klimt) e filosofiche (Sartre), (https://artobjects.wordpress.com/2015/03/01/la-vita-di-adele-exarchopoulos-a-kechiche-2013/), senza dimenticare il fumetto di Julie Maroh Il blu è un colore caldo (2010) cui la sceneggiatura si ispira, sia pure liberamente (https://artobjects.wordpress.com/2015/03/16/il-blu-e-un-colore-caldo-julie-maroh-adele-2/).

Colpevolmente ho trascurato la colonna sonora che non è semplicemente un sottofondo o un commento distratto alle scene, ma ne è parte integrante. Lungo tutto il film i protagonisti si ritrovano ad ascoltare, cantare, danzare e a urlare canzoni, dalle manifestazioni studentesche (On lâche rienHK & Les Saltimbanks) al Gay Pride (Epic – Sandro Silva & Quintino, e altre), dai locali gay alle feste (I Follow Rivers, Lykke Li, WhistleSporto Kantes, etc), fino alla scuola dove Adele insegna, nella scena in cui i bambini danzano in cerchio facendo finta di battere un tamburo (Bonbon – Marlène Ngaro (musica tradizionale della Guinea). Ci sono anche Mozart (al Museo), AC/DC, Johnny Halliday, Billy Joel, ABBA.. Un mix multiculturale, come del resto lo sono i protagonisti, in particolare gli studenti.

Nella scena in cui Adele incrocia per la prima volta Emma, Klaim, un musicista di strada, seduto per terra, batte uno strano strumento a forma di disco volante, che si chiama hang, e che produce questo strano suono, metallico dolce e ammaliante allo stesso tempo, che accompagna lo stato d’animo trasognato di Adele mentre attraversa la piazza cercando di non finire sotto qualche macchina! La stessa musica poi la ritroviamo alla fine del film, ma senza il musicista, quando Adele, vestita di blu, abbandona il vernissage della mostra di Emma, ormai definitivamente legata a Lise.

Lo hang è uno strumento che sembra sintonizzarsi in particolar modo coi luoghi di transito, i cosiddetti non luoghi urbani, strade, piazze, tunnel della metro. E’ uno strumento a percussione composto da due semisfere appiattite in acciaio temperato, ha un diametro di 53 cm e un’altezza di 24 cm, e viene suonato con il polso, il palmo e le dita delle mani. Il primo modello di hang venne messo a punto nel 2000 dai suoi ideatori, due artigiani di Berna (CH), Felix Rohner e Sabina Schärer, proprietari della PANArt, sulla base di una continua ricerca sulle percussioni etniche di mezzo mondo, fra cui in particolare quelli steel pan originari di Trinidad e Tobago. Essendo uno strumento prettamente artigianale, ne sono state realizzate poche centinaia di esemplari. Dal 2009 la PANArt ha cominciato a produrre un’evoluzione dello hang, il gubal, dalle sonorità più calde e profonde, che alcuni considerano complementari allo hang. Sfortunatamente di quest’ultimo è diventato molto difficile acquistarne qualche esemplare. Ci sono strumenti simili, sempre artigianali, ma con sonorità e materiali differenti, che vengono chiamati genericamente handpan : Bellart Bells (ES), Caisa (DE), Halo (USA), Spacedrum (FR), SpB (Russia), Disco Armonico (IT).

Per ulteriori approfondimenti, video, articoli, libri, etc, si può visitare il sito http://panart.ch/en/

 

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TRUE DETECTIVE 1×02 – Vivo o morto? – If I Live or If I Die (Cuff the Duke)

Una buona serie TV non può non avere una buona colonna sonora, e quella di True Detective curata da T Bone Burnett è sicuramente ben scelta e azzeccata, con una serie di songs favolose alcune delle quali note molte altre no. E qui scatta la curiosità. Dove beccare tutti questi bei brani folk-blues-psychobilly che fanno molto Stati del Sud, Louisiana in particolare, dove è ambientata la storia, e ricordano le  raccolte di garage punk  tipo Pebbles o Nuggets?

Più ci si addentra nella Realtà più ci si perde nei suoi meandri, nei suoi link, dove nessuno è innocente o sano di mente. La Verità Assoluta rivelata dal Predicatore di turno finisce per diventare un incubo mostruoso. Un viaggio all’inferno.

Apocalypse Now, Kurtz.

Il paesaggio della Louisiana, il bayou. Una marcia nell’orrore.

 

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Una recensione critica molto interessante di True Detective è stata pubblicata dall’ottimo Quit the Doner su Vice (http://www.vice.com/it/read/true-detective-fine-serie), però consiglio di leggerla dopo aver visto almeno qualche episodio della serie:

“Il personaggio di Rust è la punta dell’iceberg di quell’estetizzazione varia e sostanzialmente muta onnipresente nella serie e che ha entusiasmato così tanto parte del pubblico. I paesaggi, le location, l’abbigliamento dei personaggi, la sigla sono curati in maniera maniacale all’insegna della solennità e della contaminazione, pur sforzandosi in tutti i modi di apparire minimi e “naturalmente” decadenti. ”   (ça suffit!)

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It’s up to you Lord, it’s up to you
But do I still have time to choose
I am liking what you provide
Lord if you hear me, I’m falling down, yeah

If I don’t follow after you
What happens then, will I still lose
My faith is weary, my soul is too
Lord if you hear me, I need some proof, yeah, yeah

If I live or if I die
If I live or if I die

(If I live or if I die)
It’s up to you Lord, it’s up to you
(If I live or if I die)
What do I gain, what do I lose
(If I live or if I die)
Will you provide me answers
(If I live or if I die)
Will you accept me
(If I live or if I die)
Lord if you hear me, I need some truth, yeah, yeah

If I live or if I die ( x9)”

 

http://cufftheduke.ca/

 

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Noi non crediamo che la verità resti la verità  quando le viene tolto il velo” (F.Nietzsche, La gaia scienza)

 

Marty – Secondo i vigili del fuoco del luogo quella Chiesa era andata a fuoco 4 mesi prima. Non avevano trovato impronte. Venne diramata una segnalazione per la Chiesa degli Amici di Cristo. E una settimana dopo ci ritrovammo a Franklin. Seguivano la dottrina del Risveglio. Una religione molto antica. Vi lascio immaginare che cosa ne pensasse il mio devotissimo partner.

(…)

Predicatore (Joel Theriot) – Gesù Cristo, Gesù Cristo, le tue braccia si aprono e chiudono. Gli echi della mia vita non potranno mai contenere una sola verità su di Te. Tu muovi la piuma nella cenere. Tu tocchi la foglia con la sua fiamma (Amen! Amen!).

Rustin Cohle – Trasferimento di paura e disprezzo di sé stessi, uniti a un tramite autoritario. E’ una catarsi. Lui assorbe la loro paura con la sua oratoria. Per questo motivo è efficace in proporzione al numero di certezze che riesce a proiettare. Alcuni antropologi linguistici pensano che la religione sia un virus del linguaggio, che riscrive percorsi nel cervello, offusca il pensiero razionale.

(dialoghi tratti da “The Locked Room”, ep. 1×03)

 

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Moscow Coup Attempt – The Failure of Shortwave Radio (music & movie)

   The Failure of Shortwave Radio (2005)  è il primo album dei Moscow Coup Attempt ispirato alle “number stations”,  le misteriose radio utilizzate soprattutto dalle reti di spionaggio, i cui suoni rumori e messaggi criptati sembrano particolarmente adatti e suggestivi per musica e film di tipo documentaristico o “found recordings”, sullo sfondo di intrighi internazionali e manovre occulte. Senza dimenticare naturalmente i film di spionaggio della Guerra Fredda e i loro temi musicali. Molti dei motivi di The Failure…  (che su YouTube trovate suddiviso in 7 parti) sono derivati dagli interludi musicali delle Number Stations e tentano di catturarne l’atmosfera di mistero e di brivido, ma con lieve disincanto. Come un thriller in cui ci si lascia coinvolgere o avvolgere, piacevole e spaventoso allo stesso tempo. Uno “stream of inconscious”, un flusso di interpretazioni nascoste     (coperte) dei fallimenti della comunicazione non solo fra le Nazioni, ma fra gli individui.  Fra mistero e musica.

Dopo The Failure of Shortwave Radio, la seconda uscita di The Moscow Coup Attempt  è Insomnia (2006-7),  cui è seguita la compilation di brani inediti Recidivism (2007), e  Transmissions From the End of the World (2010), una esplorazione musicale e filmica dell’isolamento.

 

“I was interested in film-music, and some of the moodier offspring there-of. Then I became completely obsessed with shortwave radio “numbers stations”. I really don’t feel like explaining what numbers stations are for the 500th time. [I] started making music for my own little movie in my head involving numbers stations and musical themes derived there from. Then [I] started doing collage work with archive film to go to the music. Now it’s turned into a film and music thing. I work with film while I write the music to go together from the start, assembling footage while I work on the music. That’s why I put out CDs and DVDs now as opposed to the first album that was just a music release. [I] started working with singers too. Vera Ostrova is my siren, and everybody should love her.
Now I’m rambling.”

(Derek Whiteacre, fondatore della band “cinematica”, The Moscow Coup Attempt, Los Angeles; dall’intervista a PBS 106,7 FM.org.au/, 1.11.2007)

http://www.moscowcoupattempt.com/

The Bottom Feeder – Jiri Barta + Nurse With Wound

 

Cosa succede quando si mettono insieme il Magnetospirillum magnetotacticum col surrealismo di Jiri Barta? Più o meno qualcosa tipo David Lynch + Angelo Badalamenti, surrealismo + pop music stralunata. Immagini tratte dai film del regista praghese Jiri Barta The Last Theft (1987) e The Club of the Laid Off (1989), musica: “The Bottom Feeder” tratto a sua volta dall’album Tbe Bacteria Magnet dei Nurse With Wound. Joyeux Noël à tout le monde!

Krysař – Jiří Barta

Krysař (The Pied Piper / The Rat-catcher) è un film d’animazione diretto da Jiri Barta nel 1985, ispirato a una vecchia leggenda tedesca meglio nota come Il pifferaio magico di Hamelin, dalla città della Bassa Sassonia in cui si suppone che avvennero, nel XIII secolo, i fatti cui si ispirò una lunga serie di versioni, rielaborate poi dai fratelli Grimm nelle Saghe Germaniche. Fra le tante versioni e adattamenti, il film di Jiri Barta è ripreso dall’adattamento di Victor Dyk . La storia credo sia abbastanza nota, ed è intesa da Barta come una metafora della decadenza di una società basata sull’avidità. Ma il contenuto morale è secondario rispetto agli eventi tragici che prendono le mosse  dall’invasione dei topi, fino all’apparizione del catalizzatore, il pifferaio magico venuto dal nulla, che prima incanta e stermina i topi, e poi, per vendetta gli stessi abitanti. Nella leggenda originaria in realtà non si trattava di topi, aggiunti nel XVI secolo, ma di bambini, protagonisti di un tragico avvenimento su cui esistono varie teorie: forse annegarono nel fiume, o forse furono vittime di un’epidemia (peste, ballo di San Vito), oppure furono protagonisti della Crociata dei bambini o di migrazioni di bambini, assai frequenti nel XIII secolo, e il Pifferaio era il loro reclutatore.

Anche il cinema ha contribuito, fin dagli esordi, a fornire i suoi adattamenti (The Pied Piper of Hamelin, T.Marstone, 1911, e P.Wegener, 1917), secondo varie angolazioni e generi, dal musical all’horror. Molti dei film d’animazione erano naturalmente rivolti ai bambini. Disney dedicò a questa leggenda due films, Alice the Piper (1924) e The Pied Piper – A Silly Symphony (1933). Il film di Jiri Barta, seguendo una tradizione ceca che risaliva a Viktor Dyk (Krysař, 1915) e Emil František Burian (Krysař, 1940, come metafora dell’occupazione nazista), riflette il declino morale della società socialista a metà anni ’80, posseduta dai demoni dell’avidità e della ricchezza. I cittadini si trasformano in topi, e seguono il pifferaio, lanciandosi dalla rupe giù nel fiume. Gli unici sopravvissuti sono un vecchio pescatore e un bambino, che abbandonano la città verso terre migliori.

Il progetto di questo film, ispirato sia a Viktor Dyk che all’espressionismo tedesco (Il gabinetto del Dr.Caligari, 1920), risultò essere uno dei più ambiziosi del cinema d’animazione ceco, e consolidò la fama di Jiri Barta come uno dei più grandi registi del genere, premiato in numerosi festival internazionali. In Krysař la città di Hamelin viene visualizzata come una città medievale e gotica dalle linee contorte, in stile cubista, animata da possenti automata che controllano rigorosamente il tempo e il lavoro. Le marionette di legno si combinano perfettamente con immagini reali (il cibo, i topi) e pitture a olio, con l’uso di una grande varietà di tecniche di animazione, di montaggio, di movimenti di camera e deformazioni visuali. I dialoghi sono incomprensibili (come in altri film di Jiri Barta), più prossimi al linguaggio dei topi che a quello umano, mentre i personaggi “innocenti” ( il pifferaio, Agnes, il pescatore) restano in silenzio. Al loro posto parla la colonna sonora, come complemento cacofonico dell’atmosfera corrotta e apocalittica della città condannata alla distruzione, caratterizzata anche dal suono dei vari orologi o da momenti lirici (Agnes).

 

http://www.dailymotion.com/video/xvkq35_krysar_shortfilms

Esiste veramente un libro chiamato “The First People”, di Seamus Wiles? (Fringe 3×06,6955 kHz)

(Le numbers stations sono stazioni radio a onde corte utilizzate, pare, dai servizi di intelligence per gestire le reti di spionaggio, con lunghe sequenze vocali di numeri, parole, lettere dell’alfabeto, spesso lette da voci femminili sintetizzate, oltre che melodie e alfabeto Morse).

Il 6° episodio di Fringe 3a stagione ha una delle trame più intricate dell’intera serie TV prodotta da J.J.Abrams e da Bad Robot Prod./WB , fra Number Stations, antichi libri su primordiali civiltà, apocalittici macchinari inventati da Walternativo e, naturalmente il doppio universo, i doppi personaggi, e i mutaforma: gli sceneggiatori avranno avuto il loro bel daffare per rendere accettabile e  plausibile tutta questa sbobba da acid trip, per un pubblico serale! Per fortuna ci sono la pragmatica e paziente Astrid,  il pacioso Peter e il durissimo capo della Divisione Fringe, Phillip Broyles, a ridarci qualche timida speranza che i due Universi non collasseranno a causa di Fauxlivia o di Walternativo (abbiamo appena scampato i Maya, thanks)!

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Al malcapitato spettatore chiamato a raccapezzarsi fra tanti misteri, ancor più che a decifrarli,  viene però in soccorso il libraio antiquario, Edward Markham (Clark Middleton, già in Kill Bill 2 e Sin City),  che rivela a Peter e Fauxlivia che i segnali delle number stations provengono da un’antica civiltà ormai estinta, “The First People”, e che lo stesso marchese Guglielmo G.M. Marconi aveva captato quei numeri, ancor prima di aver inventato la radio!

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E dopo questa eccezionale rivelazione, il libraio consegna ai nostri due simpatici agenti dell’FBI una polverosissima copia del libro The First People scritto da un certo Seamus Wiles nel 1897, dal quale egli spera che  ricaveranno la provenienza dei numeri. Pare infatti che le trasmissioni numeriche siano legate al calendario del Primo Popolo. Astutamente il regista ci mostra prima un’immagine a rovescio e poi frontale  della copertina del libro, e questo stimola la nostra perplessa curiosità: esisterà davvero, si saranno chiesti in molti, un tale libro? E se sì, troveremo notizie su Google, e magari riusciremo a procurarcene una copia fra le infinite vie della Rete?

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Ecco, questo piccolo gesto cinematografico del regista ci restituisce almeno in piccola parte la possibilità di fare pure noi i detective in un “troppo pieno” che solo la bravissima Astrid riesce a decodificare, mentre Walter è in preda a qualche sua meditazione trascendentale Zen sul Vuoto, fra una canna e l’altra!

Ma, ordunque, esiste veramente un libro chiamato The First People, di Seamus Wiles? La risposta è tutta dentro la serie TV, ma la lascio ai pazientissimi lettori, che forse ne sanno più di me…

The Moscow Coup Attempt – The Failure of Shortwave Radio

The Failure of Shortwave Radio (2005)  è il primo album dei   Moscow Coup Attempt ispirato alle “number stations”,  le misteriose radio utilizzate soprattutto dalle reti di spionaggio, i cui suoni rumori e messaggi criptati sembrano particolarmente adatti e suggestivi per musica e film di tipo documentaristico o “found recordings”, sullo sfondo di intrighi internazionali e manovre occulte. Senza dimenticare naturalmente i film di spionaggio della Guerra Fredda e i loro temi musicali. Molti dei motivi di The Failure…  (che su YouTube trovate suddiviso in 7 parti) sono derivati dagli interludi musicali delle Number Stations e tentano di catturarne l’atmosfera di mistero e di brivido, ma con lieve disincanto. Come un thriller in cui ci si lascia coinvolgere o avvolgere, piacevole e spaventoso allo stesso tempo. Uno “stream of inconscious”, un flusso di interpretazioni nascoste (coperte) dei fallimenti della comunicazione non solo fra le Nazioni, ma fra gli individui.  Fra mistero e musica.

Dopo The Failure of Shortwave Radio, la seconda uscita di  The Moscow Coup Attempt è Insomnia (2006-7),  cui è seguita la compilation di brani inediti Recidivism (2007), e  Transmissions From the End of the World (2010), una esplorazione musicale e filmica dell’isolamento.

“I was interested in film-music, and some of the moodier offspring there-of. Then I became completely obsessed with shortwave radio “numbers stations”. I really don’t feel like explaining what numbers stations are for the 500th time. [I] started making music for my own little movie in my head involving numbers stations and musical themes derived there from. Then [I] started doing collage work with archive film to go to the music. Now it’s turned into a film and music thing. I work with film while I write the music to go together from the start, assembling footage while I work on the music. That’s why I put out CDs and DVDs now as opposed to the first album that was just a music release. [I] started working with singers too. Vera Ostrova is my siren, and everybody should love her.
Now I’m rambling.”

(Derek Whiteacre, fondatore della band “cinematica”, The Moscow Coup Attempt, Los Angeles; dall’intervista a PBS 106,7 FM.org.au/, 1.11.2007)

http://www.moscowcoupattempt.com/

The MCA

The Moscow Coup Attempt is the music and film endeavor of Los Angeles based producer, composer, film maker, and covert operative of disenchantment, Derek Whitacre.
 
2005
The 2005 album “The Failure of Shortwave Radio” was the first release from TMCA. The album is a stream of unconscious interpretation of failures in communication of not just nations, but persons. A grand scale assessment of individuals.

The artistic base of influence for the album lies in “Numbers Stations” and their influence on world politics, the cold war, espionage, and musical themes. Many of the motives of “The Failure…” are derived from the musical interludes of these Numbers Stations. “The Failure of Shortwave Radio” attempts to capture the creepy and mysterious essence of Numbers Stations as a broader outlook on humanity and breakdowns in communication wrapped up in the music. The purpose is to wrap the listener in an environment that is comfortable, yet unnerving… like a good suspense-thriller.

 
2006 – 2007
The second release by TMCA for 2006, “Insomnia,” is a continuation, and at the same time, an expansion of the ideas and themes expressed on “The Failure of Shortwave Radio.” Starting where the first album leaves off, “Insomnia” is an uninterrupted 6-movement piece covering 40 minutes of sound and film. The album features the beautiful vocal work of Vera Ostrova on the track “Do You Fear Sleep?” The last portion of the album takes the form of a hypnosis inducing recording of a truly amazing Numbers Station combined anomaly… 2 overlapping occurrences with added sound experiments by TMCA.

“Insomnia” comes not only in music form, but also as a film on the special CD/DVD combo release.

2007 saw the release of “Recidivism”, a collection of unreleased tracks from “The Failure of Shortwave Radio” and “Insomnia” albums, and remixes by The Moscow Coup Attempt and Defrag. “Recidivism” includes remixes of the tracks “The Failure of Shortwave Radio pt.1”, “Phone Tap”, “Vultures”, and “Do You Fear Sleep?”.

 
2010
“Transmissions From the End of the World” is a film and musical exploration of isolation in 8 movements. As a continuation of what was started in 2005 on “The Failure of Shortwave Radio” and again in 2006 with “Insomnia”, the use of shortwave radio and broken mixtures of traditional American folk instrumentation with electronics makes this an identifiable extension of the TMCA sound. Add to that a new and completely original film shot in the most isolated and remote areas of America’s Southwest, “Transmissions” marks a new level of multimedia interpretive art.

“Transmissions” is not your usual CD music release. This is the film version of the “Transmissions” album on traditional DVD Video with a special DVD ROM folder containing the music in MP3, AAC, and CD quality AIFF files to place directly into your music software or playing devices. All without restrictive copy protection encryption.

Puppini Sisters – Diamonds & Girls (best friends)

Trovo molto affascinante e divertente questo filone delle “Tre Sorelle” sia di matrice americana (Andrews Sisters, Boswell Sisters, etc.) che europea (Trio Lescano in primo luogo), ripreso con molta classe e bravura dalle Puppini Sisters, in bellissime cover jazz swing, spesso più “strane” o “stranianti” dell’originale, come ad esempioBoogie Woogie Bugle Boy, Mr.Sandman, Wuthering Heights, Sway, Tu vuo’ fa l’americano, I Will Survive, Rum & Coca Cola, Heart of Glass, e tante altre, il tutto con un tocco di fashion e look “vintage” e kitsch stile anni ’40 (la Marcella Puppini, bolognese, ha studiato Moda & Design a Londra, con lei cantano anche Stephanie O’Brien e Kate Mullins). Grande successo nei cabaret, ovviamente. Sono tanti piccoli gioiellini musicali che è impossibile riprodurre qui, ma che vale la pena ascoltare e riascoltare, magari anche dal vivo.

Il videoclip di Diamonds are a Girl’s Best Friend è stato diffuso su YouTube a ottobre 2011, come anticipazione del nuovo album dedicato a Hollywood e alle sue colonne sonore.

www.thepuppinisisters.com/