Alt-right, bomberismo e comunicazione politica 1.

Dopo la sconfitta elettorale alle Politiche  del PD e della Sinistra in generale , qualcuno ha cominciato a chiedersi se per caso fra le cause di questa sconfitta non vi fosse anche un problema di “comunicazione politica”, in particolare sui social. In un articolo recente su Wired , “I tre grandi problemi riguardo la comunicazione del Pd”,  ( https://www.wired.it/attualita/politica/2018/10/09/problemi-comunicazione-pd/ ), l’autore, Marco Romandini, scrive di aver appurato, dopo un giro di telefonate, che il PD non ha un responsabile politico della comunicazione, né tantomeno una società di comunicazione specializzata alle spalle come lo sono la Casaleggio Ass. (M5S) e Morisi/Sistema Intranet (Lega), ma soltanto un capo ufficio stampa, Marco Agnoletti, già portavoce di Matteo Renzi, e qualche ragazzo per la comunicazione social. Ma nella guerra del web il PD è rimasto indietro.

 

Secondo lo stesso Agnoletti M5S e Lega hanno una comunicazione centralizzata, che assomiglia molto a una caserma, mentre quella del PD è dispersiva e occasionale, pur essendoci stato un tentativo parziale di correggere la rotta fra il 2015 e il 2016, con l’arrivo dello spin doctor di Obama, Jim Messina. Ma il fallimento del referendum per la riforma costituzionale  ha rovinato tutto.  Secondo un altro noto spin doctor, Marco Maturano, non è soltanto un problema tecnico,

Se voglio funzionare sulla rete non mi basta avere i migliori tecnici del mondo, ma devo usare il linguaggio che va bene su quel mezzo. La Lega e il M5s funzionano perché hanno liberato il linguaggio, e sulla rete vince il messaggio emotivo… E la passione, per guadagnare il consenso, oggi con la rete pesa al 90%”.

Le passioni, le emozioni.  Per riconquistare l’elettorato perduto, continua Maturano, serve una svolta pop, bisogna riavvicinarsi al popolo, ripartendo ad esempio dalle periferie, “dove le cose non funzionano”, migliorando la situazione delle fasce più povere, con iniziative che hanno un ritorno sociale ma anche economico e una forte presenza sui social, con un linguaggio rivolto alle persone comuni (l’”uomo comune”, di cui parla anche Luisi), e non agli “intellettuali”.  Che è poi quanto affermava lo sceneggiatore Fabrizio Luisi nel suo post su Ribelli e Saggi (https://artobjects.wordpress.com/2018/09/27/il-ribelle-il-guerriero-il-saggio/),

la  “capacità di parlare alla pancia, al cuore, e alla testa della popolazione, attribuendo pari dignità a queste differenti esigenze”.

 

Secondo Luisi la Sinistra in generale, radicale e non, dovrebbe rispolverare le Grandi Narrazioni del passato, del Ribelle e del Rivoluzionario, ma narrando un Ribelle di tipo nuovo, che tiri fuori la Rabbia e non si limiti a enunciare un elenco di Valori, come fa LeU.

E come abbiamo detto, il Ribelle ha bisogno di un nemico interno; ha bisogno di mettere in discussione il sistema dalle sue fondamenta; la sua voce è arrabbiata. Ma non c’è traccia di nemico nel racconto di LeU. Non c’è una visione del futuro. Non c’è rivolta. Non c’è rabbia. Il risultato è stato regalare alla destra peggiore la sana rabbia di tanti italiani…. Se si continua a guardare ai “valori” e non al “racconto” non si comprende il comportamento dell’elettorato…”.

E la sinistra radicale è attrezzata per farlo, da sempre. Nonostante la loro eccezionale preparazione teorica, i bolscevichi hanno conquistato il consenso nel paese con due slogan elementari: «pace, pane, terra» e «tutto il potere ai soviet». Pancia, pancia, e ancora pancia. Mica andavano in giro citando i Grundrisse. Redistribuire ricchezza e potere alla popolazione dovrebbe essere il punto di partenza di ogni movimento di sinistra radicale…I valori e le istituzioni (antirazzismo, antifascismo, i diritti civili, i sindacati) ne sono solo un’emanazione. La sinistra italiana ha commesso l’errore di aggrapparsi ai valori e alle istituzioni, e non si è accorta che la terra che la sosteneva non era più sotto i suoi piedi, come un Willy il Coyote qualsiasi.”.

 

Sia Luisi che Maturano ritengono centrali l’economia, il sociale, parlare al popolo, alle periferie, etc, insomma potenziare il “populismo di sinistra”. Solo che la “comunicazione politica” attuale sul Web e sui social passa forse più attraverso la conquista dei cuori e delle menti che delle pance – passa attraverso l’”egemonia culturale”, o sottoculturale nell’ infinita proliferazione di Pagine, Gruppi, profili Instagram che acchiappano milioni di followers egemonizzando il loro immaginario “anti-intellettuale”, la rivolta cinica e “ironica” da tastiera,  dell’ “ignorante” e dell’ “analfabeta funzionale”,  dello sfigato e  del macho di provincia  contro lo snobismo degli intellettuali e dei radical chic.  Ed è su questo terreno che trionfa la cosiddetta alt-right , la “destra alternativa” filo-trumpiana negli Stati Uniti, e dei suoi proseliti in Italia, e adesso anche in Brasile, che promuove la resurrezione di  “valori”, o meglio “emozioni” e stili di vita dichiaratamente reazionari, unpolitically correct, razzisti, xenofobi, misogini, e “immorali”.

 

In un articolo di due anni fa su Vice, il giornalista Vincenzo Marino si chiedeva appunto se esista anche in Italia una alt-right sul modello americano. Ai vertici dello schema interpretativo Marino pone quattro fenomeni:  i provocatori reazionari mainstream, la cultura troll, il bomberismo, e le bufale e il populismo online. (, https://www.vice.com/it/article/7b55vy/alt-right-italiana-provocatori-fake-news-bufale-troll-bomberismo-populismo. ). Di troll, bufale e populismo si è detto già così tanto che ormai riteniamo la loro presenza sul web di default. Più interessante invece il percorso che porta dai “provocatori mainstream”  o “opinionisti estremi” , tipo Vittorio Sgarbi, Vittorio Feltri, Giuseppe Cruciani, etc.  fino a tendenze particolarmente virali e diffuse nei social come il bomberismo e il suo analogo al femminile, l’ Alpha Woman, passando per gli apripista del fenomeno, cioè i bomber sciupafemmine come Vieri, Balotelli, Moscardelli, e, sul piano del linguaggio e dell’immaginario, i maestri del bomberismo: la Gialappa’s Band, Sandro Piccinini, Federico Buffa: “una tendenza che esalta comportamenti, linguaggi o personaggi un po’ abbietti solo perché veracemente abbietti. “. In parole povere, figa-calcio-alcol e cazzate. E su tutto questo poi arriva a metterci il cappello l’endorsement di Salvini.

Ma di bomberismo, Alpha Woman e simili tornerò a parlarne in un secondo post…

 

  1. continua

 

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