Esiste veramente un libro chiamato “The First People”, di Seamus Wiles? (Fringe 3×06,6955 kHz)

(Le numbers stations sono stazioni radio a onde corte utilizzate, pare, dai servizi di intelligence per gestire le reti di spionaggio, con lunghe sequenze vocali di numeri, parole, lettere dell’alfabeto, spesso lette da voci femminili sintetizzate, oltre che melodie e alfabeto Morse).

Il 6° episodio di Fringe 3a stagione ha una delle trame più intricate dell’intera serie TV prodotta da J.J.Abrams e da Bad Robot Prod./WB , fra Number Stations, antichi libri su primordiali civiltà, apocalittici macchinari inventati da Walternativo e, naturalmente il doppio universo, i doppi personaggi, e i mutaforma: gli sceneggiatori avranno avuto il loro bel daffare per rendere accettabile e  plausibile tutta questa sbobba da acid trip, per un pubblico serale! Per fortuna ci sono la pragmatica e paziente Astrid,  il pacioso Peter e il durissimo capo della Divisione Fringe, Phillip Broyles, a ridarci qualche timida speranza che i due Universi non collasseranno a causa di Fauxlivia o di Walternativo (abbiamo appena scampato i Maya, thanks)!

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Al malcapitato spettatore chiamato a raccapezzarsi fra tanti misteri, ancor più che a decifrarli,  viene però in soccorso il libraio antiquario, Edward Markham (Clark Middleton, già in Kill Bill 2 e Sin City),  che rivela a Peter e Fauxlivia che i segnali delle number stations provengono da un’antica civiltà ormai estinta, “The First People”, e che lo stesso marchese Guglielmo G.M. Marconi aveva captato quei numeri, ancor prima di aver inventato la radio!

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E dopo questa eccezionale rivelazione, il libraio consegna ai nostri due simpatici agenti dell’FBI una polverosissima copia del libro The First People scritto da un certo Seamus Wiles nel 1897, dal quale egli spera che  ricaveranno la provenienza dei numeri. Pare infatti che le trasmissioni numeriche siano legate al calendario del Primo Popolo. Astutamente il regista ci mostra prima un’immagine a rovescio e poi frontale  della copertina del libro, e questo stimola la nostra perplessa curiosità: esisterà davvero, si saranno chiesti in molti, un tale libro? E se sì, troveremo notizie su Google, e magari riusciremo a procurarcene una copia fra le infinite vie della Rete?

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Ecco, questo piccolo gesto cinematografico del regista ci restituisce almeno in piccola parte la possibilità di fare pure noi i detective in un “troppo pieno” che solo la bravissima Astrid riesce a decodificare, mentre Walter è in preda a qualche sua meditazione trascendentale Zen sul Vuoto, fra una canna e l’altra!

Ma, ordunque, esiste veramente un libro chiamato The First People, di Seamus Wiles? La risposta è tutta dentro la serie TV, ma la lascio ai pazientissimi lettori, che forse ne sanno più di me…

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6 thoughts on “Esiste veramente un libro chiamato “The First People”, di Seamus Wiles? (Fringe 3×06,6955 kHz)

  1. Il filmato è veramente inquietante, vederlo a quest’ora, trovandomi da solo davanti al PC fa un certo effetto! Non sapevo di queste “Number Station”, veramente interessante. La cosa vera è che trattandosi di frequenze di trasmissione relativamente basse (3-30MhZ), sfruttano la propagazione ionosferica (l’onda elettromagnetica rimbalza tra la terra e la ionosfera) rendendo estremamente difficile la localizzazione. Cosa invece semplice per frequeze più elevate (tipo le trasmissioni televisive) dove con semplici strumenti individui la direzione di trasmissione e quindi la sorgente (vale per tutte le comunicazioni con portante superiore ai 30-40MHz, frequenze alle quali viene “bucata” la ionosfera).

    A proposito di Fringe (me lo sono sciroppato tutto) per me è stata una vera delusione, in quanto mi aspettavo un approccio (fanta)scientifico un po’ più rigoroso. Invece a parte rari casi (tipo la puntata 6955 kHz) il costrutto fantascientifico è molto approssimativo, anche se ammetto che alcune puntate sono state veramente gustose!

    • questo post era garbatamente ironico un po’ verso la piega che aveva preso Fringe dopo le prime due stagioni, con trame sempre più inutilmente complicate e piene di trovatine banali, e un po’ verso lo spettatore costretto a raccapezzarsi fra tanti (superflui) misteri, quel che chiamavo un effetto di “troppo pieno”. Avevo letto una serie di commenti su un forum italiano dedicato alla serie, in cui molti si chiedevano se il libro di Seamus Wiles fosse vero, e se esistesse davvero questo tizio, questo scrittore. Allora ho fatto una piccola ricerca sui forum in inglese, e ho scoperto diciamo questo piccolo mistero, ovviamente libro e autore erano inventati, e Seamus Wiles era l’anagramma di un personaggio già apparso in precedenza (http://fringepedia.net/wiki/Sam_Weiss). Alla fine del post però, per puro gioco, non ho rivelato alcun segreto! Così i malcapitati che erano venuti a leggere incuriositi dal titolo sono rimasti ugualmente senza soluzione! a meno di cercarsela da sé, è ovvio…(però nel frattempo si sono sorbiti il mio pistolotto!)

      • Che idea ti sei fatto invece delle “Number Station”?

        Queste tematiche mi affasciano da sempre, in età adolecenziale passavo ore cercando di decodificare ogni mistero o fenomeno anomalo, o poco conoscoiuto che mi si presentava davanti. Cominciai a domandarmi, perchè le stelle brillano, passando per ciarlatani alla Uri Geller (che non si definiva prestigiastore, ma mago paranormale) per arrivare a fenomeni naturali tanto misteriosi quanto reali e affascinanti come i “fulmini globulari”.

        Insomma leggendo questo tuo post mi hai fatto avere delle reminiscenze di quelle piacevoli sensazioni di fascino dell’occulto, che da tempo non provavo…..

      • Ciao, scusa per il ritardo di questa risposta, ma purtroppo è un periodo in cui non riesco a seguire molto il web, per quanto riguarda specificamente le “Number Stations” la mia è una semplice curiosità per il loro uso nella fiction o in musica. Infatti, oltre questo episodio di Fringe, ce n’è anche uno nella serie Lost (1 x 18) che si chiama appunto “Numbers”. C’è anche un film-documentario, “Clandestine”, di cui puoi trovare il trailer su YouTube (https://www.youtube.com/watch?v=Q1xEJ82ggr0). In musica ci sono sia singoli brani che si ispirano alle “Number Stations” (Porcupine Tree, Kraftwerk, Stereolab, Moscow Coup Attempt, etc.) sia un’intera raccolta di questi motivetti o interludi, di cui uno dei più noti è appunto “Swedish Rhapsody”: la raccolta in 4 o 5 CD si chiama “The Conet Project” (http://en.wikipedia.org/wiki/The_Conet_Project), e con un po’ di fortuna forse si può scaricare in rete. Per tutti i risvolti anche concreti delle Number Stations vale la pena cominciare dalle schede wikipedia, sia in italiano che in inglese

        http://it.wikipedia.org/wiki/Numbers_station;
        http://en.wikipedia.org/wiki/Numbers_station

        PS di Moscow Coup Attempt ho appena ripubblicato un vecchio post, anche perchè indirettamente attuale

  2. E il bello che quando ho visto quella puntata di Lost ho pensato che fosse una mera seppure ben concepita invenzione. (Lost…le prime due serie bellissime…il resto immondizia che grida vendetta!!!). Proverò in tutti i modi a trovare clandestine!

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