Moscow Coup Attempt – The Failure of Shortwave Radio (music & movie)

   The Failure of Shortwave Radio (2005)  è il primo album dei Moscow Coup Attempt ispirato alle “number stations”,  le misteriose radio utilizzate soprattutto dalle reti di spionaggio, i cui suoni rumori e messaggi criptati sembrano particolarmente adatti e suggestivi per musica e film di tipo documentaristico o “found recordings”, sullo sfondo di intrighi internazionali e manovre occulte. Senza dimenticare naturalmente i film di spionaggio della Guerra Fredda e i loro temi musicali. Molti dei motivi di The Failure…  (che su YouTube trovate suddiviso in 7 parti) sono derivati dagli interludi musicali delle Number Stations e tentano di catturarne l’atmosfera di mistero e di brivido, ma con lieve disincanto. Come un thriller in cui ci si lascia coinvolgere o avvolgere, piacevole e spaventoso allo stesso tempo. Uno “stream of inconscious”, un flusso di interpretazioni nascoste     (coperte) dei fallimenti della comunicazione non solo fra le Nazioni, ma fra gli individui.  Fra mistero e musica.

Dopo The Failure of Shortwave Radio, la seconda uscita di The Moscow Coup Attempt  è Insomnia (2006-7),  cui è seguita la compilation di brani inediti Recidivism (2007), e  Transmissions From the End of the World (2010), una esplorazione musicale e filmica dell’isolamento.

 

“I was interested in film-music, and some of the moodier offspring there-of. Then I became completely obsessed with shortwave radio “numbers stations”. I really don’t feel like explaining what numbers stations are for the 500th time. [I] started making music for my own little movie in my head involving numbers stations and musical themes derived there from. Then [I] started doing collage work with archive film to go to the music. Now it’s turned into a film and music thing. I work with film while I write the music to go together from the start, assembling footage while I work on the music. That’s why I put out CDs and DVDs now as opposed to the first album that was just a music release. [I] started working with singers too. Vera Ostrova is my siren, and everybody should love her.
Now I’m rambling.”

(Derek Whiteacre, fondatore della band “cinematica”, The Moscow Coup Attempt, Los Angeles; dall’intervista a PBS 106,7 FM.org.au/, 1.11.2007)

http://www.moscowcoupattempt.com/

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7 thoughts on “Moscow Coup Attempt – The Failure of Shortwave Radio (music & movie)

  1. Più sento parlare di queste Number Station e più mi coinvolgono. Bellissimo il brano nonché il video musicale che hai postato. Pare che queste Number Station utilizzino il “cifrario di Vernam”, una sorta di sistema crittografico inviolabile (si avete letto bene!) che viene concepito ipotizzando che le due parti abbiano un “vocabolario secreto” di codici utilizzabili una sola volta e non riutilizzabili. Roba che tentare di spiegare ad un Grillino un simile cifrario probabilmente impiegherebbe, in termini di tempo, il tempo necessario al sole per diventare, a partire da oggi, una gigante rossa. Per tornare alle Number Station, l’inviolabilità è garantita dalla segretezza del “vocabolario di codici”: nel momento in cui se ne perdesse la segretezza, se ne perderebbe l’inviolabilità.

    La cosa interessante è che, pare, ancora ad oggi vengano utilizzate queste Number Station. Ci si potrebbe chiedere che utilità ci sia essendo oggi a disposizione sofisticati sistemi di rete e sistemi di critografia avanzati (tipo AES). In realtà comunicare via Web rende estremamente facile la localizzazione degli host in qualunque parte del mondo siano. Basta avere i giusti agganci all’interno dell’area tecnica di gestione del provider ed il gioco è fatto. Lo sforzo tecnologico è nullo.

    Invece, fatto estremamente interessante delle Number Station, è che la loro localizzazione è alquanto difficile e dispendiosa in termini di tempo, di competenze tecniche da mettere in gioco nonché un adeguato supporto tecnologico. Incredibile ma vero! localizzare un sistema Radio ad onde corte (inventato 70 anni fa) è complicato.

    Di contro, ricevere un segnale ad onde corte modulato in AM, è semplicissimo e necessita di componentistica economica e reperibile facilmente sul mercato. Quindi il destinatario di queste Number Station, avrà poche difficolta a recepire i messaggi. Ancora, dimensionando la potenza della stazione trasmittente in modo opportuno, il segnale può arrivare in qualunque posto della terra!

    Ora, quello che mi piacerebbe capire è chi possa essere interessato ad inviare messaggi in codice utilizzando le Number Station, e per quale motivo.

    • Indubbiamente il fascino che esercitano tuttora le Number Stations, a livello di fiction, è proprio dato dall’alone di mistero che le circonda, e che appunto non è facilmente violabile, si sa che esistono, ma non sono facilmente localizzabili; del resto se questo mistero o enigma fosse stato già risolto, non avrebbe più alcun interesse, alcun fascino. Per questa ragione alla fine del post su Seamus Wiles (Fringe) lasciavo che il mistero sul libro restasse tale. E nell’episodio di Lost, “Numbers”, non staremo certo a vedere che senso hanno tutte quelle coincidenze numeriche!

      Allo stesso tempo, proprio per questa enigmaticità persistente, le Numbers Stations si oppongono all’ideologia della trasparenza e della tracciabilità totale di Internet, specie quando degenera in controllo alla 1984 o in panopticon. Questo credo sia una delle ragioni principali per cui piacciono molto ad artisti, musicisti e sceneggiatori. Non vi è, diciamo, una verità da scoprire o svelare al termine di un giallo, di una spy story, ma un mistero cui piace di essere coltivato come tale.

      Nondimeno, questo piccolo enigma pone domande serie, e talvolta inquietanti, circa la qualità della Comunicazione contemporanea in genere, soprattutto quando assume pretese totalitarie. A rovescio, potrebbe indicare le possibilità di un’”altra” comunicazione.

      • “Nondimeno, questo piccolo enigma pone domande serie, e talvolta inquietanti, circa la qualità della Comunicazione contemporanea in genere, soprattutto quando assume pretese totalitarie. A rovescio, potrebbe indicare le possibilità di un’”altra” comunicazione.”

        Di questo mi è sfuggita la comprensione…non sono riuscito a capire bene cosa intendi….

        Ciao!

      • Si riferisce alla concezione totalitaria della Rete da parte della Casaleggio Associati, così come descritta da Alessandro Dal Lago nel suo recente libro “Clic! Grillo, Casaleggio e la demagogia elettronica”, e che a sua volta si rifà ai guru cyber-utopistici della Silicon Valley (vedi anche.E.Morozov, http://daily.wired.it/news/internet/2013/04/01/morozov-libro-to-save-everything-6743787.html).

        Breve citazione da “Clic”, Dal Lago:

        la volontà di potenza di Grillo e Casaleggio “non ha eguali, anche se si esprime in comportamenti e stili diversi e complementari: in Grillo l’istrionismo del consumato teatrante, le interviste provocatorie, il linguaggio violento e volgare, oltre ai gesti, come l’attraversamento a nuoto dello stretto di Messina, che ricordano gli exploit natatori di Mao Zedong e Saddam Hussein; nel semi-misterioso Casaleggio, l’utopismo elettronico e le abili strategie aziendali applicate al nuovo marketing politico. Insieme, i due stili rappresentano qualcosa che altrove è sconosciuto e per il quale, almeno in Italia, non esistono per il momento antidoti. Se consideriamo la facilità e la rapidità con cui il M5S si è imposto come uno degli attori politici più rilevanti in una paese di sessanta milioni di abitanti, le attese messianiche che suscita nei seguaci e lo stile autoritario dei suoi leader, nonché il comportamento spesso servile (verso Grillo e Casaleggio) della maggioranza dei suoi rappresentanti in Parlamento, l’espressione “fascismo elettronico” non suonerà davvero eccessiva.”

  2. Certo, che Grillo e Casaleggio, rappresentano per me “lo sputtanamento della tecnologia”. La dimostrazione che anche ad uso e consumo di tutti, la tecnologia può diventare pericolosa. Il cittadino mediocre medio, che sentendo parlare della parola “rete”, si sente moderno, colto, esperto di tecnologie, solo perchè magari sa gestire un sito. Poi magari, non ha nemmeno idea di cosa sia un circuito elettronico, ma si sente “tecnologicamente evoluto”.

    Magari ti vengono a dire che le “Number Station” non lo appassionano, perchè la tecnologia per lui è superata, quando se gli nomini Maxwell ti rispondono che si tratta di una marca di audiocassette….

    E troppi ne conosco di personaggi così.

    E mi vien da ridere (ma al contempo mi innervosisco) quando sento dire dai 5 stelle che “La rete ha deciso”, come se 25000 invasati decerebrati, rappresentassero i milioni di computer connessi ad Internet. Ma se non rappresentano neanche l’Italia (60 milioni di abitanti) figuriamoci il mondo!

    La rete come entità, come oracolo, questi hanno visto Matrix e lo reputano il film di fantascienza per antonomasia, gli nomini “Creation of the Humanoid” e ti guardano strano.
    A volte penso che siano infantili, mai cresciuti, soffocati magari da una moglie troppo autoritaria.

    Per loro il computer è l’oggetto del mistero che li affascina, ma credono di conoscere tutto. Forse pensano che dentro ogni computer ci siano gnomi e folletti che lavorano meticolosamente. E quando provi a dargli qualche spiegazione ti guardano con quell’aria di sufficienza, che ti verrebbe di azzannarli alla gola…

    E qui stiamo parlando della parte migliore del M5S, la parte peggiore non è degna di commenti.

    Non sanno distinguere un mistero vero da una mistificazione, credono che tutto quello che non comprendono sia un complotto, non gli viene di sforzarsi di capire e cercare di comprendere fatti complessi: troppo faticoso, meglio credere ai complotti, è più semplice e più “fico”.

    Io mi tengo le Number Station, Internet, perchè poi “la rete”? Ci sono tanti tipo di reti (tipo le reti neurali molto più “fiche”), Perchè definire Internet “la rete”?

    Ma sanno cos’è una rete?

    • Per quel che ne so, molto spesso grillini e affini scambiano per “rete” i social network che frequentano loro (MeetUp, Facebook, YouTube, forse Twitter) più i siti del sistema Casaleggio- M5S- Marco Travaglio (Byoblu, Cadoinpiedi, Chiare Lettere, Fatto Quotidiano e simili). All’inizio, fra il 2005 e il 2009, Casaleggio ha fatto degli esperimenti, suddividendoli fra Grillo e Di Pietro.

      Quando Casaleggio curava anche il blog di quest’ultimo (cui alla fine Grillo ha fregato l’intero elettorato!), lo lanciò perfino su SecondLife (qualcuno se lo ricorda?), dove il buon Tonino, che allora era Ministro delle Infrastrutture, teneva conferenze, convegni, incontri, interviste, in pieno stile “virtuale” super-avveniristico, infatti l’IDV “possedeva” l’isola di Never Land

      (http://www.antoniodipietro.com/conferenza_second_life.php ; http://youtu.be/UhA9xJvinvk )

      – solo che la cosa non funzionò, perché per l’utente medio era troppo complicato accedervi e interagire. Dall’estate 2009 l’IDV smise la propria presenza su SecondLife, e poco dopo cominciarono gli attriti fra IDV e Casaleggio, che culminarono con la “scomunica” di Sonia Alfano (che in precedenza era stata candidata dall’M5S in Sicilia) e di De Magistris. ( a rigore Sonia Alfano fu la prima grillina di un certo rango ad essere scomunicata, molto prima della Salsi, di Favia, Gambaro ed altri).

      Alla fine, per una sorta di selezione darwiniana del web, a rimetterci fu Di Pietro e l’IDV (che finanziava lautamente la Casaleggio Associati anche per il lancio del blog di Grillo), cui era toccato in sorte un esperimento “virtuale” di non facile accesso di massa. Il colpo di grazia fu dato dal successo di Facebook. L’idea di web di Casaleggio è, dopotutto, proprio quella che ricordava Dal Lago nel suo saggio, cioè di approntare un’abile strategia aziendale applicata al nuovo marketing politico. Il modello di riferimento di questo marketing è appunto quello delle grandi multinazionali del settore (Google, Amazon, Facebook, Twitter…). Il problema è che, come scrive Dal Lago, al di là delle utopie o distopie o chiacchiere, questo “mondo digitale è governato da logiche, norme, algoritmi ecc. che organizzano la comunicazione e che gli utenti non sono in grado di conoscere e controllare.”. E in questo contesto sono queste aziende (cui Casaleggio si ispira, oltre che ai guru già detti) a stabilire le regole di accesso e l’uso della Rete. In teoria è possibile che Grillo schiatti, ma Casaleggio o un altro spin doctor potrebbero riproporre al suo posto un altro leader o megafono che sia, e ciò durerà finchè queste regole non verranno ribaltate. Del resto, dopo Berlusconi e Grillo, possiamo aspettarci di tutto. Non è questo un popolo di poeti, santi, navigatori e truffatori?

  3. “Il problema è che, come scrive Dal Lago, al di là delle utopie o distopie o chiacchiere, questo “mondo digitale è governato da logiche, norme, algoritmi ecc. che organizzano la comunicazione e che gli utenti non sono in grado di conoscere e controllare.”. E in questo contesto sono queste aziende (cui Casaleggio si ispira, oltre che ai guru già detti) a stabilire le regole di accesso e l’uso della Rete”

    Questo è un altro dei punti cardine della questione. Un sito controllato, può essere completamente manipolato, non ti trovi davanti a persone che parlano, ma solo di fronte a commenti scritti da un nick. L’esempio degli ‘influencer’ è calzante. E Si possono senza alcuna fatica censurare commenti scomodi. In questo modo, senza troppa fatica, controlli gruppi più o meno grandi di elettori.

    La cosa divertente e paradossale è che questi elettori manipolati, ti vengono a raccontare di complotti strampalati, di vaccini per favorire integrazione di razze ibride e di scie chimiche. Ma non si rendono conto che la loro imbecillità è utilizzata ad uso e consumo del dittatorello del momento.

    Quello che posso aggiungere riguado all’osservazione di Del Lago è che questo mondo digitale non è così complesso e non è governato da logiche e algortitmi chissà quanto complesse, per organizzare la comunicazione E’ molto più semplice di quanto si pensi. Specialmente se paragonato a problematiche realmente complesse (come le politiche monetarie, per esempio) su cui magari I Grulli digitalizzati mettono bocca senza capirci assolutamente nulla!

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