Zardoz e le comunità del futuro

Zardoz, e le comunità del futuro

 

     Zardoz è un film di fantascienza del 1974 diretto da John_Boorman, con  Sean Connery nel ruolo del protagonista principale, Zed lo Sterminatore, e la splendida Charlotte Rampling nel ruolo di Consuela, la gran sacerdotessa della Casta degli Immortali.

 

18lrqflit1okqpng

 

 

 

 

Nell’anno 2293 la Casta degli Immortali vive sigillata entro le barriere impenetrabili del Vortex, amministrato da un possente cervello elettronico, il Tabernacolo, contenuto in un misterioso cristallo dalle infinite capacità riflessive. Il Vortex è una dimensione separata dal mondo esterno, dove vivono i mortali, i “bruti”, schiavizzati e uccisi dagli Sterminatori a cavallo, anch’essi mortali, ma al servizio degli Immortali. Nonostante l’alto sviluppo scientifico e tecnologico, gli Immortali si annoiano: alcuni di loro diventano Apatici, altri Rinnegati, coloro che per qualche gesto di ribellione vengono condannati a un’eterna vecchiaia. Sul mondo esterno domina Zardoz, una enorme maschera di pietra volante, somigliante alla Sfinge de La macchina del tempo o a una scultura dell’isola di Pasqua. Ed è proprio attraverso questa gigantesca testa di pietra che lo Sterminatore Zed (Sean Connery) entra nel Vortex, dopo aver ucciso il “pilota” Arthur Frayn, seminandovi la mortalità attraverso la resurrezione dei desideri e delle passioni, finchè anche il Tabernacolo, il grande cristallo trasparente che presiede all’organizzazione del Vortex, viene distrutto. Riportati alla vita, mortale ma autentica, gli Immortali implorano la morte. Zed e Consuela si accoppiano, generando un figlio, invecchiando e morendo come tutti i mortali.

Zardoz si rifà in parte alla Macchina del tempo, per quanto riguarda la divisione sociale fra Immortali e Bruti (Eloi e Morlocks), anche se rovesciata di segno, e senza viaggio nel tempo (il futuro è già qui). Un altro riferimento è il romanzo Il meraviglioso mago di Oz di L.Frank Baum (da cui il titolo “the wiZARD of OZ”), in cui il Mago di Oz, nella Città di Smeraldo, si presenta a Dorothy, la protagonista, nelle sembianze di una Grande Testa. Ma il film nel suo insieme offre molteplici risvolti e significati già presenti in altri romanzi di fantascienza, come L’alba delle tenebre di Fritz Leiber o Sixth Column di Robert Heinlein e soprattutto, dal punto di vista filosofico, La città e le stelle di Arthur C.Clarke, in cui chiaramente lo scrittore britannico concepisce la Città, Diaspar, come una specie di Eden dove vivono gli Immortali, sotto il controllo costante di un onnipresente calcolatore e dei Banchi della Memoria. Ma la perfezione della sua ingegneria sociale la sta portando all’inerzia, alla decadenza e alla monotonia. Mentre questa vita apparentemente perfetta sta portando la città all’estinzione, si sviluppa un elemento perturbatore, nelle sembianze di Alvin e del Buffone di corte, previsto dagli stessi progettisti della città, grazie al quale la vita si rinnova e Diaspar crolla.

Ma, al di là dei numerosi e complessi riferimenti letterari e filosofici, Zardoz è soprattutto una geniale esperienza visiva e psichedelica, una sorta di Matrix dell’era psichedelica, così come psichedelico e tipicamente controculturale è il tema della rigenerazione vitale per poter progredire oltre la staticità di un sistema perfetto e conchiuso. Tema che nel 1995 verrà ripreso, con accenti diversi, dal romanzo post-cyberpunk di Neal Stephenson, The Diamond Age (L’Era del Diamante, Shake, 1997).

Movimento di rigenerazione che evidentemente coinvolge lo stesso regista e i suoi attori. Sembra infatti che Zardoz nasca all’intersezione di più destini personali in un periodo particolarmente prolifico della fantascienza colta, filosofica e new wave, a partire, non a caso, da alcuni film della Nouvelle Vague (vedi il cortometraggio sperimentale La jetée di Chris Marker, 1962, fonte d’ispirazione per L’esercito delle dodici scimmie di Terry Gilliam del 1995; Agente Lemmy Caution, missione Alphaville di Jean-Luc Godard, 1965; Fahrenheit 451 di Francois Truffaut, 1966). Fino ai film di Stanley Kubrick (Il dottor Stranamore, 1964; 2001: Odissea nello spazio,1968; Arancia meccanica, 1971) o di Andrej Tarkovskij (Solaris 1972; Stalker, 1979).

 

1973-zardoz-original-film-title-zardoz-pictured-sean-connery-charlotte-f6exkm

John Boorman attraversa in quegli anni un periodo sfolgorante della sua carriera di regista, dopo Senza un attimo di tregua, Duello nel Pacifico, Leone l’ultimo, Un tranquillo week-end di paura, film holliwoodiani imperniati sulla socialità e sui comportamenti selvaggi dell’uomo “civile”,  e prima di L’esorcista II: l’eretico (1977), ed Excalibur, una delle riduzioni cinematografiche più riuscite del complesso di leggende di Re Artù e del Ciclo bretone (en passant faccio notare che anche K.W. Jeter, nel romanzo capostipite dello steampunk, La notte dei Morlock, pubblicato nel 1979, riprende in chiave fantascientifica le figure di Merlino, Re Artù e della spada Excalibur; la coincidenza è tanto più significativa in quanto sia Zardoz che il romanzo di Jeter, pur nella loro diversità, si riallacciano alla Macchina del tempo di H.G.Wells).

Nella carriera di Sean Connery, Zardoz si colloca immediatamente dopo la fine del ciclo di James Bond, ruolo da cui cercava di distaccarsi. Così, da agente segreto diventa lo Sterminatore, che riesce a seminare la morte fra gli Immortali grazie al suo sex appeal. E dopo 30 anni lo ritroviamo ancora nelle parti del vecchio cacciatore Allan Quatermain ne La leggenda degli uomini straordinari. Infine, la ventisettenne Charlotte Rampling, già indossatrice e modella, stava vivendo un momento particolarmente felice della sua carriera, da  La caduta degli dei di Luchino Visconti (1969) fino a Il portiere di notte di Liliana Cavani (1974), in ruoli piuttosto controversi  che ne sottolineano la bellezza ambigua.

In conclusione, Zardoz è una delle prime trasposizioni cinematografiche delle ansie legate all’emergere prepotente delle gated communities e delle Common Interest Developments, enclaves high tech per ricchi da cui escludere altri gruppi etnici o sociali anche mediante muri, vigilantes e dispositivi elettronici di sicurezza. La crescente privatizzazione degli spazi pubblici, a scapito dell’interesse generale, aveva già portato, nella California degli anni Settanta, alla privatizzazione del governo locale, quel che nella incipiente subcultura cyberpunk verranno rappresentate come vere e proprie città-stato, e che Neal Stephenson in Snow Crash (1992) definisce “burbclaves”. Né bisogna dimenticare, su un piano in cui fantasia e realtà si mischiano ancora più strettamente, le Experimental Prototype Community of Tomorrow (EPCOT), le comunità del futuro o Disney’s Dream Town progettate da Walt Disney già a metà anni Sessanta  come fusione di pianificazione urbana e ingegneria sociale, con una visione ottimistica e techno-friendly del futuro, enfaticamente basata su “educazione, tecnologia, salute e senso del luogo”: un “mondo più perfetto”, o “un nuovo modello di apartheid urbana”? Qui, come in Zardoz, il cristallo comincia a incrinarsi, e appare il lato oscuro della disgregazione urbana.

 

Annunci

Janet Biehl – Antroposofia e Lega Mondiale per la Protezione della Vita (Ecofascismo 3)

Janet Biehl

L’“Ecologia” e  la modernizzazione del fascismo nell’ultra-destra tedesca

 

 KDF HAMBURG

 

Published by: AK Press – The Anarchist Library

http://www.spunk.org/texts/places/germany/sp001630/ecofasc.html

(Traduzione in italiano a cura di: blackperrot@anarcotico.net)

Janet Biehl è un’anarchica statunitense, collaboratrice e compagna di Murray Bookchin, e con lui  teorica dell’Ecologia sociale.  Oltre questo testo, presente nel volume Ecofascism: Lessons from the German Experience (1996) , scritto insieme a Peter Staudenmeier, ha scritto anche Finding our Way. Rethinking Ecofeminist Politics (1991), The Politics of Social Ecology: Libertarian Municipalism (1997), e The Murray Bookchin Reader (1997).

 rudolfsteinerRudolf Steiner

PARTE TERZA

 

Antroposofia e Lega Mondiale per la Protezione della Vita

Partiti politici come questi (NPD, DVU, REPUBLIKANER, etc, vedi janet-biehl-il-network-eco-fascista-in-germania/) dispongono di un assortimento di legami con la “vecchia” destra – vale a dire con i nazisti – su cui possono fondare la propria ricerca di modernizzazione “ecologista”. Una di queste connessioni e’ la Lega Mondiale per la Protezione della Vita (“Weltbund zum Schutz des Lebens”, o WSL).

Nella Repubblica Federale, questo gruppo non manca di una certa attrattiva, dato che la sua prospettiva è fondata sull’antroposofia, un corpo di idee occulte formulate all’inizio del secolo scorso da Rudolf Steiner (1861-1925). Steiner, il principale esponente tedesco del culto della “saggezza” esoterico teosofita nel diciannovesimo secolo, fondo’ la Società Teosofica Tedesca. In seguito, fondo’ la propria dottrina, l’antroposofia, e poi la Società Antroposofica. Scrisse molti libri sulla sua filosofia spiritualistica occulta. Nell’ambito della controcultura tedesca attuale, l’antroposofia mantiene un’attrazione particolare, che esercito’ anche sul movimento volkisch negli anni Venti. Le scuole di Waldorf, per esempio, furono fondate in base ai principi educativi di Steiner e sono stimate da molti circoli controculturali americani e tedeschi (nella Repubblica Federale, oggi ne esistono più di sessanta.)

Fondate da Steiner nel 1920, forniscono ai bambini un’educazione alternativa, riformata, priva di aggressivita’ e di pressioni per il raggiungimento di risultati, che enfatizza gli aspetti musicali della vita e privilegia la sensibilita’ rispetto alla comprensione. Steiner fu anche il fondatore dell’agricoltura biodinamica, una forma di agricoltura organica che non impiega pesticidi e cerca di promuovere un rapporto più organico tra il coltivatore ed il terreno. Gli agricoltori biodinamici oggi producono una linea di alimenti organici con il marchio Demeter ed una linea di cosmetici con il marchio Weleda. Molta gente è stata e continua ad essere innocentemente attratta da questi progetti e dall’antroposofia, senza disporre di alcuna nozione riguardo agli aspetti meno edificanti del lavoro di Steiner.

Old GoetheanumGoetheanum, Dornach (Basilea)

Tuttavia, non tutte le idee di Steiner erano benignamente eco-spirituali. Ad esempio, l’antroposofia suddivide l’umanità in “razze originarie”, secondo una teoria evolutiva esoterica. (24) Fondata su una dottrina simile alla teosofia, la teoria della razze originarie e’ parte integrale della cosmologia antroposofica. Secondo questa dottrina, una serie di razze originarie di esseri umani si evolse in sequenza nel corso di millenni, ciascuna superiore a quelle che la precedettero, ciascuna con un livello piu’ elevato nello sviluppo dell’autocoscienza. Le prime due razze originarie, quella Polare e quella Iperborea, erano “astrali-eteriche”. Oggi sono estinte – sostituite dal processo evolutivo. Le razze evolutesi successivamente furono leggermente superiori, ma ancora per meta’ animali, puramente istintive, prive della capacita’ del pensiero concettuale e della memoria. La quarta razza originaria, infine, comincio’ a essere riconoscibile come umana. Alla fine, apparve la razza degli ”Atlantidei”, di cui fanno parte gli Europei. I bianchi europei, essendo quelli attualmente piu’ evoluti, sono posti all’apice della scala gerarchica dell’umanita’. Hanno realizzato ogni beneficio per l’umanita’, perche’ “sono gli unici ad aver sviluppato in se stessi l’umanita‘.” (25) Queste varie razze sono state eliminate principalmente da catastrofi di vario genere, a cui sopravvissero soltanto determinate popolazioni – presumibilmente le piu’ adatte.

“Nel caso dei generi di esseri umani inferiori”, scriveva Steiner, “… la vita del corpo non era protetta abbastanza da consentire di sostenere l’influenza Luciferica.” (26) All’interno di queste basilari razze originarie, esistono numerose suddivisioni. I neri, per esempio, devono vivere in Africa, sosteneva, una terra molto calda e luminosa. I neri ne assorbono il calore e la luce e i loro cervelli sono particolarmente predisposti per utilizzarli. La loro supposta natura altamente istintiva e’ il risultato di questa elaborazione. E poiche’ sole, luce e calore vengono conservati nella loro epidermide, il metabolismo complessivo [dei neri] funziona come se fosse cotto internamente dal sole. Da questo deriva la loro vita istintiva. Tra i neri, avviene una continua combustione interna, e cio’ che l’alimenta e’ il loro cervello posteriore. (27)

Demeter

Poiche’ i neri migrarono dall’Africa, dove l’equilibrio tra luce e calore e’ differente, sono destinati ad estinguersi: “Sono effettivamente una razza in declino, che si estinguera’ a causa della sua stessa natura, dato che sta ricevendo una quantita’ insufficiente di luce e calore.” (28) Una teoria del genere può giustificare l’accelerazione dell’estinzione di razze che si presume siano comunque destinate alla scomparsa. In avvenire – scrisse Steiner nel 1909 – determinate popolazioni che non hanno raggiunto “un elevato livello di sviluppo” saranno inclini alla malvagità:

Le anime ritardatarie avranno a tal punto accumulato nel proprio karma errori, bruttezza e malvagità che formeranno, per un certo periodo, una particolare unione di esseri umani diabolici ed aberranti, che si opporra’ volontariamente alla comunità degli buoni uomini.” (29)

Demeter-Hitler

Il Fuhrer festeggia il suo 50° compleanno

Forse questa teoria delle razze originarie fu cio’ che attrasse Rudolf Hess verso l’antroposofia, dato che divenne un antroposofo. Come precisa Ditfurth, “l’ideologia delle razze originarie dei teosofi e degli antroposofi si mescolò continuamente con l’idea nazionalsocialista della purezza della “razza ariana“. (30) Le idee di Steiner sull’agricoltura biodinamica influenzarono indubitabilmente alcuni nazionalsocialisti. Oggi, le idee dell’antroposofia sono ampiamente utilizzabili dagli eco-fascisti ed esiste una forte corrente di destra tra gli antroposofi, strettamente collegata con l’ultra-destra.

Il pubblicista-giornalista  Günter Bartsch (morto nel 2006, NdT) è un antroposofo ed è anche un Nazional-Rivoluzionario di orientamento Solidarista; autore nel 1989 di una biografia apologetica di Otto Strasser, nelle sue pubblicazioni cerca di sintetizzare temi ecologici basati sulle idee di Steiner con idee politiche di Strasser. (31) Bisogna notare che l’antroposofia viene anche lautamente finanziata da società multinazionali enormi come la Siemens e la Bertelsmann. (32)

Wsl-1970

Tra gli attuali aderenti di ultra-destra all’antroposofia, ci sono i rappresentanti della Lega Mondiale per la Protezione della Vita (WSL, “Weltbund zum Schutz des Lebens”), un’organizzazione ambientale piccola ma molto ricca e influente nella Repubblica Federale. Il giardino del suo centro educativo viene coltivato secondo metodi biodinamici e ai visitatori vengono serviti rinfreschi organici. Tuttavia, questa organizzazione è stata fondata nel 1958 da ex membri del partito nazionalsocialista e oggi collega i temi della protezione della “vita” (vale a dire del “diritto alla vita”) e dell’ambiente con il razzismo e una rinascita dell’ideologia volkisch. La “vita” che e’ maggiormente interessata a proteggere e’ ovviamente la “vita” tedesca. Perciò, il WSL è ferocemente anti-abortista, convinto che le donne tedesche dovrebbero dedicarsi a dare alla luce dei bambini ‘ariani ‘.

GessHaverbeckWerner G. Haverbeck

Il capo spirituale del WSL e la sua figura chiave per la maggior parte della sua storia è stato Werner Georg Haverbeck (morto nel 1999 – NdT). Nato nel 1909, Haverbeck divenne un nazista attivo in giovane eta’. Entrò a far  parte delle SA nel 1928 e dal 1929 al 1932 fu membro dell’Amministrazione del Reich per la Lega dello Studente Nazionalsocialista (“Reichsleitung der NSDAP-Studentenschaft”) e un leader della Direzione della Gioventù del Reich della Gioventù Hitleriana (“Reichjugendführung der Hitlerjugend”). Fu uno dei maggiori responsabili dell’organizzazione “Kraft durch Freude” (“Forza attraverso la gioia”), che controllava le attività ricreative durante il Terzo Reich. Nel 1933, Rudolf Hess si assicurò che sul passaporto di Haverbeck venisse timbrato “quest’uomo non può essere arrestato”. Sopravvisse alla purga di Rohm, contribui’ ad organizzare il Congresso del partito a Norimberga e si unì allo staff di Hess. Fu Hess a convertirlo all’antroposofia. Durante la guerra, si occupò della propaganda radiofonica in Danimarca e lavorò in Sudamerica. Alla fine della guerra, era un ufficiale. (34)

Dopo che gli alleati misero bruscamente fine a molte delle attività portate avanti da Haverbeck per il Terzo Reich, per un certo periodo si accontentò di lavorare come pastore della comunità antroposofica cristiana. Nel 1963, fondò un centro scolastico chiamato “Collegium Humanum”, dove oggi vengono a contatto e tengono conferenze gruppi eco-fascisti, esoteristi, volkisch, antroposofi, neo-pagani e primitivisti.

grp226

Cofondatore della WSL, ne e’ stato presidente dal 1974 al 1982. Nel 1981, e’ stato firmatario del noto “Manifesto di Heidelberg”, un documento elaborato da un gruppo di professori per avvertire il popolo tedesca dei pericoli posti loro dall’immigrazione. La sua prima stesura iniziava cosi’: “ Stiamo assistendo con grande preoccupazione alla sovversione della popolazione tedesca causata dell’influsso di molti milioni di stranieri e delle loro famiglie, dalla stranierizzazione della nostra lingua, della nostra cultura e della nostra nazionalita’… Ormai, molti tedeschi sono divenuti degli stranieri nei propri quartieri di residenza e posti di lavoro, quindi nella loro Heimat ” (35)

Se oggi, mentre l’opposizione all’immigrazione nella Repubblica Federale e’ molto più tollerata e i neofascisti vi si dedicano continuamente questo linguaggio può suonare routinario, all’epoca (1981) il manifesto dovette essere moderato a causa dello scandalo che sollevo’ nell’opinione pubblica. In conformità con la credenza antroposofica nelle razze originarie, e’ degno di nota come Haverbeck proponga la tesi secondo cui le due guerre mondiali in questo secolo furono in realta’ un’unica guerra durata trenta anni, intrapresa da aggressori stranieri contro la popolazione tedesca e la sua vita spirituale. A quanto pare, sembra che la vita spirituale tedesca ostacolasse “le aspirazioni alla dominazione mondiale della razza anglo-sassone”, dietro cui ci sarebbero state “l’intensa aspirazione al dominio mondiale, cosi’ come la vecchia coscienza ebraica.” Secondo Haverbeck, le due guerre mondiali furono in realta’ una cospirazione contro il popolo tedesco e la sua vita spirituale. Haverbeck sostiene che il fatto che i nazisti gestissero dei “campi di sterminio” sarebbe “una menzogna storica” e che attualmente sia “propaganda nemica.” Nella seconda guerra mondiale, l’aggressore sarebbe stata la Russia. (36)

Nel suo libro del 1989 “ Rudolf Steiner: difensore della Germania”  Haverbeck elogia Steiner (che mori’ nel 1925) per aver colto fin dalla sua fase iniziale l’esistenza di questa cospirazione. “Durante la prima guerra mondiale, Rudolf Steiner tenne un gran numero di conferenze sulla storia contemporanea e lavoro’ duramente ed instancabilmente per affermare la verità riguardo alla “colpa della guerra”…

Steiner presentava ai suoi ascoltatori delle mappe che indicavano gli obiettivi, stabiliti nel 1889, che stavano venendo perseguiti [durante la prima guerra mondiale]. Queste mappe prevedevano la separazione dell’Europa centrale, che sarebbe stata infine realizzata con la perdita della Germania orientale… Cio’ che non era stato compiutamente realizzato dal trattato di Versailles nel 1919, sarebbe stato compiuto nel 1945: la demolizione della Germania… Le principali forze di entrambe le parti contrapposte nella guerra fredda si sarebbero unite per questa lotta comune contro la Germania spirituale. “Questa guerra [la prima guerra mondiale] fu una cospirazione contro la vita spirituale tedesca “, scriveva Steiner. (37)

9783806112085

Quando il libro di Haverbeck sul nazionalismo di Steiner venne pubblicato, provoco’ un coro di proteste da parte di antroposofi controculturali oltraggiati, che iscrivevano i propri figli a scuole di Waldorf, usavano prodotti Demeter e che non sono affatto razzisti, ne’ fascisti. Tuttavia, come precisa il ricercatore Wolk, le loro proteste erano ingiustificate, dal momento che Haverbeck stava presentando Steiner soltanto per cio’ che era realmente – “un gretto nazionalista, le cui demonizzazioni furono condivise dai gruppi volkisch dei suoi tempi” – per mostrare la sua utilità attuale per i gruppi neofascisti e nazionalisti. (38)

Questa presunta cospirazione contro la vita spirituale tedesca pervade gran parte della posizione odierna della WSL, nota Wolk. I sostenitori della WSL considerano “il flusso di richiedenti asilo” come una causa della distruzione dell’ambiente e la continua trasformazione della Repubblica Federale in una società multiculturale come una parte della guerra spirituale contro i tedeschi. Considerano la protezione dell’ambiente come una branca della protezione di un popolo, della sua “sostanza” biologica e della sua identità nazionale.

Logo_WELEDA_by-enatural-300x214

Effettivamente, i membri della WSL intendono la battaglia per un ambiente sano come una componente di una lotta spirituale onnicomprensiva contro le forze omogeneizzanti della modernita’ e della “civilizzazione occidentale.” La moglie di Haverbeck, Ursula Haverbeck-Wetzel, anche lei ex presidente della WSL, che “” (per motivi religiosi rifiuta di dissociarsi da qualsiasi essere umano, compreso Adolf Hitler),(39) osserva: “ Ogni volta che una persona giunge ad avvertire la propria appartenenza alla tendenza culturale profondamente radicata nel suo popolo – che non ha solo un’esistenza materiale, ma anche una realtà spirituale, superiore al piano materiale – cessa di essere un consumatore manipolato. Sfugge all’omogeneizzazione di massa di un popolo completamente manipolato, che si sta ‘divertendo a morte’ (come dice Neil Postman), che e’ l’obiettivo dei fautori del ‘mondo unificato’, assetati di potere e dominio. La persona fedele alle proprie convinzioni religiose, attenta e preoccupata della sua cultura e delle sue abitudini, la considerano pericolosa“. (40)

05 NS-KM-Ha+MaUrsula Haverbeck mit Horst Mahler

Ernst Otto Cohrs, presidente della WSL dal 1989, e’ un altro devoto di Rudolf Steiner, essendo un antroposofo dal 1961. Oggi, gli interessi di Cohrs sembra siano la promozione di teorie razziste e la pubblicazione e distribuzione di letteratura antisemita. Nel 1982, un rappresentante della sezione bavarese della WSL condanno’ pubblicamente queste attività di Cohrs all’interno della WSL. Indirizzo’ una lettera all’assemblea dei membri della WSL, in cui si dissociava da Cohrs perché, tra l’altro, stava inviando letteratura antisemita agli iscritti alla WSL, acquistando spazi pubblicitari su riviste dell’ultra-destra come “Bauernschaft” (il giornale di Thies Christophersen, noto per negare che l’Olocausto sia avvenuto), consentendo a periodici neofascisti di ristampare opuscoli della WSL e distribuendo personalmente testi come “ Le camere a gas non sono mai esistite ” e “Il Mito di Auschwitz“. (41)

A seguito di questa lettera, molti iscritti abbandonarono la WSL. La schiacciante maggioranza di quelli che rimasero, condivideva le idee antisemite di Cohrs e non intendeva contraddirle. Fra questi, c’era Baldur Springmann, l”eco-coltivatore” attivo nei Verdi dei primi tempi, il cui libro “Partner Erde” (Terra Compagna) e’ stato pubblicato da un editore di ultra-destra (Arndt Verlag) e che scrive per le pubblicazioni della “Nuova” destra Nazione Europa. Un altro era il dottor Arnold Neugebohrn, candidato Republikaner per la legislatura provinciale, orgoglioso della sua ‘medaglia d’oro’ del NSDAP. Wolk conclude: “La crisi interna causata dalle attività di Cohrs nel 1981-82 può aver diminuito il numero di iscritti della WSL, ma ha anche rafforzato l’orientamento neofascista della WSL.”

L’attività attuale di Cohrs rimane principalmente la diffusione di letteratura che nega l’Olocausto. (42) Un membro collettivo della WSL e’ un’organizzazione che ha sede ad Amburgo, conosciuta come Società per la Ricerca Antropologica, Biologica, Eugenica e Comportamentale (“Gesellschaft für biologiche, Anthropologie, Eugenik, und Verhaltensforschung”, o GfbAEV), il cui capo e’ Jürgen Rieger, ” “un neo-nazista nei panni di un avvocato ” (come lo ha descritto il giornale Die Zeit), che attualmente sta difendendo due gruppi fascisti, messi fuori legge dalla Repubblica Federale nel 1992. Uno dei suoi colleghi del GfbAEV e’ il principale ideologo della Nouvelle Droite francese: Alain de Benoist. Il suo periodico e’ il noto trimestrale “Neue Anthropologie”, che sostiene, tra l’altro, che nella storia dell’umanità e’ sempre avvenuta una distruzione dell’ambiente, che addirittura si potrebbe davvero dire sia parte della natura umana, con una sola eccezione: soltanto i tedeschi sarebbero differenti. Nelle epoche pagane, adoravano i boschi e gli alberi e a causa della loro prossimità alla natura, hanno avuto un orientamento rispettoso della natura. Anche l’amore per gli animali è molto più pronunciato tra i popoli tedeschi che, ad esempio, fra i popoli di lingua romanza. Non e’ quindi una coincidenza, se ancora oggi l’impegno ecologista più vigoroso – sia da parte dei privati che da parte dello stato – sia quello portato avanti dalle popolazioni con la maggior percentuale di razza Nordica. (43)

 

 

P.S.  Nei commenti mi viene segnalato un articolo in difesa di Steiner e contro Staudenmeier:  “Contra Staudenmaier: A Critique of “Anthroposophy & Ecofascism”  (http://www.defendingsteiner.com/refutations/anthroposophy-and-ecofascism.php) Appena possibile darò conto di questa querelle nella maniera più dettagliata possibile.

 

Buch2

NOTE

24. La sezione seguente, relativa alle teoria delle razze originarie, e’ basata su Wolk, “Neue Trends”, pp. 120-21 e Ditfurth, “Feuer”, pp. 217-22

25. Rudolf Steiner, conferenza (3 marzo 1923), Gesamtausgabe, vol. 349, pp. 52-67, citato in Ditfurth, “Feuer“, p. 221.

26. Steiner, “Outline”, p. 216.

27. Citato in Ditfurth, “Feuer”, p. 216.

28. Citato in Ditfurth, “Feuer”, p. 216.

29. Steiner, “Outline“, p. 361.

30. Ditfurth, “Feuer“, p. 200.

31. Vedi Wolk, “Neue Trends”, p. 123.

32. Ditfurth, “Feuer”, p. 222.

33. Viene menzionato di passaggio in Laqueur, “Young Germany”, p. 194n.

34. Ditfurth, “Feuer”, p. 224. 35. Citato in Betz, “On the German Question”, p. 36.

36. Werner Georg Haverbeck, “Rudolf Steiner: Anwalt für Deutschland” (Monaco, 1989), pp. 143f, 242f, 324, citato in Ditfurth, “Feuer“, pp. 224-26.

37. Werner Georg Haverbeck, “Das Ringen um Volker- und Geistesfreiheit“ in Europa (febraio. 1990), p. 41f, citato in Wolk, “Neue Trends”, pp. 131-32.

38. Wolk, “Neue Trends”, p. 132.

39. Lettera dall’esecutivo provinciale della WSL per Schleswig-Holstein al presidio del WSL (28 luglio 1981), citato in Wolk, “Neue Trends”, p. 133; anche in “Vlothoer” Tageblatt (19 novembre 1982), citato in Ditfurth, “Feuer”, p. 225.

40. Ursula Haverbeck-Wetzel, “Vom Wirtschaftskrieg zum Geisteskampf”, in Europa (marzo 1990), p. 28, citato in Wolk, “Neue Trends”, p. 132.

41. Helmut Roehrig, lettera (2 aprile 1982), citato in Wolk, “Neue Trends”, p. 133.

42. Citato in Wolk, “Neue Trends”, pp. 13-34. Su Springmann nei Verdi, vedi “Werner Hülsberg, The German Greens: Social and Political Profile”, trad. Gus Fagan (London and New York: Verso, 1988), pp. 94-95.

43. “Neue Anthropologie” 3-4 (1988), p. 91, citato in Wolk, “Neue Trends”, p. 131.