Paura in città

 

paura-nella-citta-dei-morti-viventi-T-lYiUS7Chi l’avrebbe mai detto fino a qualche anno fa? Fino a settembre 2011 per il Banana i ristoranti erano pieni, Sharm el-Sheik pure, e gli italiani erano allegri, spensierati, spendaccioni, un po’ mucillagine, poltiglia inerte, secondo il Censis…La storia si ripete…La paura del disfacimento, della putrefazione, del contagio genera ossessioni di igiene totalitaria: pulizia, disinfestazione, derattizzazione…filo spinato…muri…

 

IfHistoryRepeatsWillWeNotice

 

“Nessun segno di riflusso allora…”

“Sì, qualcosa che ha a che vedere con la paura. La gente non sa cosa succederà domani. Quindi si rinchiude in se stessa e conserva ciò che è riuscita ad accumulare fino a oggi. In America, come nel mondo, non ci sono più leader. Non c’è più nessuno a cui la gente possa guardare dicendo: “quello ha ragione”. Forse a Cuba esiste ancora qualcosa del genere…Forse sarebbe diverso se Kennedy fosse vivo. La paura è malattia: la middle class tende a diventare fascista. Negli anni Trenta le Unions (i sindacati) erano di sinistra, gli operai erano di sinistra. Oggi la classe operaia è diventata middle class e le Unions sono di destra. Oggi gli unici radicali che continuano a lottare sono le donne e gli omosessuali, anche i neri oggi sono diventati middle class”

Jerry Schatzberg, regista di Panico a Needle Park, Lo spaventapasseri, La seduzione del potere, L’amico ritrovato; intervista in Hollywood 1969-79, Marsilio

 

repeat histoy

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