Gangs of Roma

026-gangs-of-new-york-theredlist

Martin Scorsese ci aveva “visto” giusto, anche per la scelta degli studios, peccato per la  produzione, che  pretendeva un polpettone tipo Via col vento, e per la mediocre interpretazione di Di Caprio, appena salvabile quella di Cameron Diaz, e per le svirgolate della sceneggiatura, soprattutto il finale sembra tirato su dal trio di Boris. Abbastanza nei suoi panni invece “er cecato” di turno, Bill il Macellaio, ovvero Daniel Day-Lewis. Per la parte “sociologica” e “storica” qui ci vorrebbe Valerio Marchi… (http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=19845)

http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=17307

In attesa dells serie TV

http://www.miramax.com/subscript/announcing-gangs-of-new-york-the-tv-series/

Miramax and Martin Scorsese are bringing a Gangs of New York series to TV.

The series will draw from the multitude of events surrounding organized gangs at the turn of the century and shortly thereafter in America, not only in New York, but in other cities such as Chicago and New Orleans and the birth of organized crime in America.

Gangs was released in 2002 and nominated for ten Academy Awards including Best Picture, Best Director, Best Actor and Best Original Screenplay.

As waves of immigrants swell the population of New York, lawlessness and corruption thrive in lower Manhattan’s Five Points section. After years of incarceration, young Irish immigrant Amsterdam Vallon returns seeking revenge against the rival gang leader who killed his father. Before long, Amsterdam’s personal vendetta becomes part of an erupting wave of full-blown gang warfare, as he and his fellow Irishmen fight to carve a place for themselves in their newly adopted homeland.

Scorsese developed the film version of Gangs after he read the book by the same name from author Herbert Asbury. He had always envisioned this story to be an American epic and will now get to see it more fully realized.

This time and era of America’s history and heritage is rich with characters and stories that we could not fully explore in a two hour film. A television series allows us the time and creative freedom to bring this colorful world to life. I am excited to partner with Miramax in telling these stories.

screenshot

Annunci

7 thoughts on “Gangs of Roma

  1. Ad essere sinceri, Daniel Day-Lewis nei panni di “Bill the Butcher” a me ha sempre ricordato una specie di caricatura live-action di Lupo Ezechiele..:)
    Ciò detto, la romantica Compagnia della Teppa, nelle sue gesta goliardiche, fa quasi tenerezza rispetto alla ferocia primitiva e brutale dei “Bowery Boys”, dei “Dead Rabbit” e le altre gang che imperversavano nei crocicchi di Five Points.
    Penso che dinanzi ad uno come William Poole, come si dice a Roma, anche “Er Cecato avrebbe fatto pippa”.

  2. Ora che ci penso! Una serie di anologie piuttosto interessanti con la situazione attuale varrebbero la pena di essere ulteriormente approfondite… La gestione delle clientele elettorali, del voto di scambio, dei flussi migratori e di un distorto assistenzialismo sociale, che queste organizzazioni ebbero nella New York tra il XIX e XX secolo, insieme alla loro collateralità nella costruzione del consenso e nel flusso di voti agli esponenti dell’allora Partito Democratico e all’amministrazione comunale.

    • eh, lo vedi che qualche analogia c’è? ovviamente scherzo, i contesti sono diversi anche se qualche paragone interessante è sempre lecito, i personaggi sono stati costruiti a fini spettacolari “hollywoodiani”, qualche sbavatura nella sceneggiatura perchè bisognava costruire la love story fra Di Caprio e Cameron Diaz, ma a quanto pare la ricerca storica e anche quella scenografica e costumistica fu abbastanza seria
      http://urbanography.com/5_points/

      Rivedendo il film mi pare che all’inizio Di Caprio sia più credibile, quando è ancora appena uscito dal riformatorio, mentre come “duro” non mi sembra granchè; lo scontro fra gangs ricorda I guerrieri della notte di Walter Hill; infine mancano gli italiani, che sono arrivati qualche tempo dopo gli eventi descritti, a partire dal 1870

      Il periodo di quelle rivolte e guerre fra gangs coincise con la Crisi Finanziaria del 1857:

      “To compound this already volatile situation, a great financial crisis that was ongoing all year resulted in a panic on Wall Street and a run on the banks. The Great Financial Panic of 1857 was part of this catastrophe, undermining public order.”
      http://urbanography.com/1857/index.html

      Quanto alla violenza “reale” er cecato fa na pippa a William Poole, però risalendo agli anni ’70, ai NAR, ai Mambro-Fioravanti, etc., la vedo meno “romantica”. Forse è che ci siamo troppo abituati alle versioni hip hop della cosiddetta “strada” (sempre più pop tv, peraltro)

  3. 😉 Mai messo in dubbio le qualità e la ricostruzione storica del film di Scorsese, che per inciso a me è anche piaciuto parecchio. Ho visto alcune foto storiche di Billy il Macellaio e c’è una notevole somiglianza con Daniel Day-Lewis e la costumistica adottata. Anche se non saprei dire se i colori fossero davvero così sgargianti. Concordo su Di Caprio, che però non se la cava malissimo (certo non è stato uno dei suoi ruoli più ‘sentiti’). E in effetti le risse tra gangs sembrano indirettamente ispirati agli scontri di “The Warriors” e “Braveheart”, il che non è poi una scelta cattiva. Credo poi che Scorsese abbia volutamente trascurato la crisi del 1857 (anche perché avrebbe dovuto lambiccarsi parecchio per spiegare un sistema monetario basato sul ‘gold standard’), ma illustra più che bene il razzismo bigotto degli “Know Nothings”, la corruzione sistemica del Tammany Hall, e la grande rivolta contro la coscrizione obbligatoria del 1863.

    • è interessante notare che Scorsese voleva realizzare questo film già all’inizio degli anni ’80, con colonna sonora dei Clash, e anch’esso ispirato al libro omonimo dello scrittore di “true crime” Herbert Asbury, che a sua volta aveva sceneggiato il film del 1938 sempre con lo stesso titolo, ma più strettamente ispirato alla sottocultura delle gang, specifica della composizione multietnica americana, e newyorchese in particolare. Stasera mi rivedo il film in chiave “five points” ricostruiti a Cinecittà…Ovviamente immagino che le comparse furono ingaggiate a Roma, rinverdendo i vecchi tempi quando vi lavoravano a migliaia

      • Qui mi rimetto interamente all’esperto di cinema quale sei, ringraziandoti di avermi segnalato Herbert Asbury le cui storie pulp prima o poi dovrò assolutamente leggere..;)

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...