Carisma e spettacolo, da Savonarola a Grillo

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Interessante riflessione di Nique la Police sul paragone fra Grillo e Savonarola, e fra spettacolo e realtà. Nique cita un testo di Thomas Csordas, Language, Charisma and Creativity, University of California Press, 1997, dedicato ai movimenti carismatici cattolici, e del quale si possono trovare ampi stralci su Google Books. Come esempi di leadership carismatica legata alla teatralità spettacolare, Csordas cita, oltre Savonarola, anche il movimento Cattolico Romano Jamaa dello Zaire e i Cargo Cults dei Kanaka in Nuova Guinea, sui quali avevo già pubblicato un paio di post in passato (https://artobjects.wordpress.com/tag/cargo-cult/).

L’intero articolo di Nique la Police qui:

http://www.sinistrainrete.info/politica-italiana/4406-nique-la-police-beppe-grillo-il-gatto-che-mangio-se-stesso.html

“Viene invece a mente un testo di ormai diversi anni fa, di Thomas Csordas, sul rapporto tra Savoranola e lo spettacolo. Csordas sostiene come la teatralità spettacolare sia stata, assieme, elemento di forza e di distruzione del potere carismatico di Savonarola. Elemento di forza perchè, come per ogni convenzione teatrale, perimetrava le predicazioni dal resto del mondo rendendo possibile, amplificata ed intensa una critica al mondo impraticabile altrove. Elemento di distruzione perché, nel momento in cui cresceva impetuosamente la forza della denuncia, la tendenza a rompere i confini della teatralità, e a passare nel mondo reale, si faceva insopprimibile. Finendo però per essere travolta, fino alla distruzione del suo creatore, da un mondo del potere politico dove le leggi sono persino più complesse e spietate di quanto immaginato. Chi abbia letto, anche velocemente, i sermoni e le prediche di Savonarola sa come la predicazione sia consapevolmente rappresentata in termini di spettacolo. Uno spettacolo morale, fatto per dividere violentemente il mondo in buoni (sia “perfetti” che “imperfetti” secondo Savonarola) e cattivi (“che ogni cosa convertono in veleno”). E per invocare, con tutta la forza morale della predicazione, l’intervento del divino per sanare e redimere questa divisione e questa frattura. Ma nel momento in cui la forza della predicazione è dirompente, e lo spettacolo rompe i confini sociali che si è dato, per Savonarola non c’è salvezza e per il mondo non c’è alcuna redenzione. C’è il rogo e il trionfo di un mondo di reticoli velenosi di potere…

Il movimento fondato da Beppe Grillo è infatti cresciuto, e con forza elettorale grazie al potere carismatico emanato dal suo fondatore. Un potere carismatico generato nel campo di forza dello spettacolo, eccezionale rispetto alla tradizione politica (in questo caso il “nè di destra nè di sinistra” è il modo non originale ma sicuramente dirompente con il quale il M5S si è differenziato dalla tradizione). Ma proprio questa crescita tanto più, a causa del successo, ha imposto l’uscita dal terreno del puro spettacolo tanto più ha generato serie sconfitte politiche.”

Interessante anche la conclusione di Csordas: la retorica spettacolare creò “Savonarola”, ma fu anche la sua rovina. Era uno spettacolo che temporaneamente lo salvava quando sfidava le autorità, in quanto creava una scena tracciando un cerchio magico attorno a sé inviolabile, che gli altri avevano paura di attraversare. I suoi seguaci volevano l’esperienza carismatica, ne avevano un insaziabile appetito. Ma quando spezzarono l’illusione del potere (o il potere illusorio) di Savonarola, essi ruppero anche il loro (distrussero anche la propria illusione).

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