Renzi e la comunicazione politica

RENZI MADIA 2

In un recente post dedicato al Renzi comunicatore Wu Ming 1 afferma, verso la fine dei commenti: (http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=19262#more-19262),

“Devo dire che da giorni non leggo più questo thread perché mi ha rotto il cazzo. Questo post aveva un focus ben preciso, ben enunciato nel titolo e mai abbandonato nella sequenza di tweet… ma qui ben presto il focus si è perso e ci si è infognati in un groviglio di sottodiscussioni…E molto ovviamente, non si è finiti da nessuna parte, la discussione è rimasta confinata a quattro-cinque “fanatici” che hanno allontanato tutti gli altri, e naturalmente quei cinque son tutti maschi. Una dinamica vista mille volte, a marcare i momenti peggiori di questo blog. Per quel che mi riguarda, un’occasione sprecata.”

In realtà, questa dinamica la si può notare un po’ ovunque in rete, nei forum, siti e blog più frequentati e pieni di commenti (e di clic), soprattutto quelli più direttamente politici: non appena un sito si anima, si riempie di persone interessate o anche semplicemente curiose, la discussione (il thread) comincia ad essere monopolizzata da “quattro-cinque fanatici” che in poco tempo riescono ad allontanare o infastidire quasi tutti gli altri, anche con metodi piuttosto aggressivi, da vero e proprio mobbing. Restano solo i più allineati e assimilati. Mi è capitato di osservare lo stesso fenomeno in un sito anti-grillico, non appena è stata imposta una linea strettamente filo-renzista e anti-sinistra. Il lato divertente della faccenda è che si sono comportati verso gli espulsi (“bannati”) e non assimilati con gli stessi metodi di cui accusavano i grillici: la “vittima” attaccata dai “cani di Pa­vlov” del blog che ritra­smet­to­no ca­pil­lar­men­te le po­si­zio­ni “uf­fi­cia­li”.

A loro volta questi siti o blog non fanno che riflettere le stesse dinamiche comunicative che si ripropongono a livello più allargato e “superiore” nei partiti e nei loro “cerchi magici”. Esempio tipico è quello appunto del M5S: finchè questo non era rappresentato in Parlamento ed era presente giusto a livello amministrativo periferico, il “MoViMento” aveva tutto l’interesse a tenere le porte aperte a qualsiasi protesta, a qualsiasi “indignazione”, ad agire come “partito pigliatutto” o “Grande Tenda”. Le cose cambiano drasticamente subito dopo la vittoria di Pizzarotti a Parma: da quel momento in poi aumentano le aggressioni contro i “dissidenti” interni, e a farne le spese sono, fra gli altri, Valentino Tavolazzi, Giovanni Favia e Federica Salsi. Non è che l’inizio di una lunga serie di espulsioni. Il successo alle politiche del 2013 oscura momentaneamente questo dato, ma da quel momento in poi il M5S comincia a subire clamorose disfatte elettorali (clamorose rispetto al trionfalismo urlato, ovviamente), ad allontanare chi non è allineato, e ad irrigidirsi su posizioni sempre più chiaramente “destrorse” e assai poco “pigliatutto”. La leadership di Grillo, da “megafono” un po’ paternalista diventa sempre più evidentemente quella di un “ducietto” isterico (e inetto) e timoroso di veder eroso il suo consenso a destra.

Qualcosa di simile sta accadendo dopo il successo del PD renziano nelle elezioni Europee. Mentre nei mesi precedenti il consenso era andato aumentando, anche nei social network e anche in funzione anti-grillica, successivamente, a partire già da luglio, le posizioni renziane si sono sempre più irrigidite anche nel dialogo interno nei confronti della cosiddetta “minoranza” (che fino a un anno fa era la “maggioranza”), determinando un visibile calo di consensi nei sondaggi, nella percezione in rete, nella partecipazione ai blog.

Secondo un’ipotesi non peregrina, le leadership “forti” in Italia sono ammalate di “riformismo punitivo” e distruttivo, sempre rivolto contro (qualcuno o qualcosa) e mai per: si esulta per tutti quelli che sono stati “distrutti” o “asfaltati” (da Enrico Letta a Fassina, da Civati a Landini o alla Camusso, e via proseguendo). Il risultato è che “quattro-cinque fanatici o influencer allontanano tutti gli altri”, e che la “rottamazione” di Renzi non è molto dissimile, come metodo divisivo, dai “vaffanculo” grilleschi. In un caso e nell’altro aumentano le “liste di nemici”.

C’è indubbiamente una contraddizione dinamica fra un consenso collettivo poliedrico ed eterogeneo, e una leadership “messianica” e monolitica, “in cui le minoranze dissenzienti o critiche diventavano nella percezione collettiva “pezzi di un piccolo mondo antico” velleitario e storicizzato.” (Michele Di Salvo, http://micheledisalvo.com/2014/11/renzi-il-calo-nei-sondaggi-e-la-nuova-agenda-politica.html).

E giustamente Di Salvo aggiunge:

“Matteo Renzi premier ha ricevuto un “capitale politico” importante dalle elezioni europee, quando con uno storico 40,8% ha proseguito se non addirittura intensificato una comunicazione politica improntata alla “indispensabilità e onnipotenza”. Si è passati dall’annuncio di quattro riforme in quattro mesi alla rivoluzione in materia di diritto del lavoro, alla legge elettorale, nel periodo di massima visibilità internazionale offerto dalle nomine nella nuova commissione europea e dal semestre di presidenza.

E tuttavia è stata proprio questa scelta comunicativa che invece di “essere al servizio” dell’azione politica è finita con il diventare “il metronomo dell’agenda politica”. Un inseguimento dell’accelerazione a tutti i costi, quasi un effetto socialnetwork: dover per forza dire qualcosa e “tirare fuori” un nuovo status, una nuova icona, una nuova foto, tutti i giorni, finendo con il sostituire i sondaggi politici con “l’effetto klout”, ovvero la misurazione della propria popolarità nel web.

Per i novantanni di Scalfari il premier disse al fondatore di Repubblica “e se l’alternativa a me fossi io stesso?”. Erano altri tempi politici, questi si alla velocità dei socialnetwork. E in quella frase era contenuto il vero punto debole della comunicazione renziana.”.

Il punto è proprio questo: anzitutto si costituiscono confuse aggregazioni collettive, “liquide”, di tipo “orizzontale”, accomunate da pochi punti chiave (esempio, anti-berlusconismo prima, anti-casta o anti-grillismo successivamente, infine “sovraniste” anti-euro) comunità soprattutto virtuali, verificabili in termini di continui sondaggi, test, clic, like, votazioni  e referendum anche parziali; quando queste “comunità” raggiungono un determinato punto di “influenza”, diventano oggetto di marketing politico (vengono pre-trattate come merce politica), diventano appunto un “capitale politico”, che viene eterodiretto in senso verticistico verso l’”uomo solo al comando”, con tutti i suoi “amici, epigoni, adepti, cloni vari.”. Ma a questo punto, proprio quando l’uomo solo si crede forte e onnipotente e senza rivali, coadiuvato dai suoi “quattro-cinque fanatici”, il giochino comincia a mostrare delle crepe, e molti si allontanano, forse verso altri lidi o forse da nessuna parte. Logica conseguenza dell’individualismo proprietario disseminato dal neoliberismo nei passati decenni che, con lo stesso gesto col quale sembra includere, allo stesso tempo seleziona, esclude, emargina, espelle con gli stessi metodi di gestione di un’azienda. Il che disegna, o meglio conferma definitivamente una “nuova” logica predatoria (“nuova” per modo di dire), quella dei beni virtuali o della comunicazione collettiva, come fonti preziose di consenso e di potere, sia pure altamente instabili e “dinamiche”. Importante è correre, anzi, accelerare, perfino “oltre se stessi”.

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15 thoughts on “Renzi e la comunicazione politica

  1. Oramai questo prolungato silenzio cominciava a diventare assordante…
    Ma per fortuna i tuoi articoli valgano sempre l’attesa.
    A proposito,

    “..Mi è capitato di osservare lo stesso fenomeno in un sito anti-grillico, non appena è stata imposta una linea strettamente filo-renzista e anti-sinistra..”

    Non so perché, ma ho tanto la sensazione che entrambi stiamo pensando allo stesso sito.. e che questo abbia a che fare con gli “ovini”..;)

    • ciao! benvenuto e bentornato!
      neppure il tempo di leggere il tuo commento, che Grillo ha deciso di confermare a modo suo la sua particolare visione della democrazia in rete! ma le vittime, attuali e potenziali, restano lì, convinte di “non aver fatto nulla di male”, in attesa di venir maciullate! mi ricorda le purghe staliniste, manca solo la Siberia. Ma accade anche altrove, in piccolo, con meno clamore, con gli stessi metodi. Ultimamente il sito “ovino” è diventato un vero e proprio delirio di discorsi al limite del razzismo “biologico”, di tipo positivista. A farne le spese sono stati i vari Detestor, Sinapsi, Split, Roberto63 etc. sistematicamente dileggiati e fatti fuori o messi in condizione di non nuocere o di nuocersi da soli. Ma, anche i furbi “sempre fedeli alla linea” di marca ex-piccista rischiano di essere prossimamente decapitati! Certo, adesso l’espulsione della Pinna ricompatterà per qualche giorno il gregge, e per fortuna che c’è Grillo! E’ meraviglioooso!

      A parte queste miserie quotidiane, avevo puntato da tempo 2-3 argomenti di un certo impegno, uno per tutti il filone di storici e sociologi americani degli anni ’60 (Richard Hofstadter, Daniel Bell, etc.), purtroppo non ho tempo, non è facile elaborare dei post in queste condizioni. Come minimo, dovrei fare il ricercatore universitario! Vabbè, chi vivrà vedrà!

  2. In tutta sincerità, non me ne sono mai andato, continuando sempre a sbirciare il sito in attesa di tue nuove pubblicazioni che leggo con invariato interesse..:)

    La Setta del Grullo è sempre più ridotta ad una parodia demenziale della Rivoluzione francese, ovviamente declinata in farsa secondo la nota ripetizione marxiana della storia, sempre a cavallo tra Stalin e Scientology. Oramai sono prevedibili e scontati come una minzione mattutina.
    Più che altro sono un po’ deluso, perché credevo che l’ideale di riferimento del “capo politico” fosse Robespierre ed il terrore giacobino. Ora invece vede che ha rispolverato la ‘pentarchia’ del (primo) “Direttorio”, scegliendo l’accostamento ancor più infelice con Paul Barras.
    Se gli ensiferi della setta avessero la ben minima confidenza coi libri, suggerirei loro la lettura di Albert Soboul. In alternativa, potrebbero sempre guardare le figure, sfogliando le eccezionali tavole che Max Bunker e Paolo Piffarerio hanno dedicato alla Rivoluzione, illustrata a fumetti.

    Sul noto “sito ovino” la maggior parte dei pubblicisti ha una formazione tecnico-scientifica (coi pregi e difetti che questa comporta), mentre l’assenza quasi totale di una qualunque influenza umanistica si nota eccome. Spesso tracima pure in aperto disprezzo nei confronti di chi al contrario una formazione classica ed umanista invece ce l’ha. In riferimento alle sparate più assurde, per quei nick che ricordo, specialista in materia è tal “Brutal Deluxe”, ma anche “Amadiro” non scherza.
    Si aggiunga poi l’aggravante che molti sono ingegneri: categoria che nella stragrande maggioranza dei casi vive di sole certezze assolute (le proprie), riuscendo ad unire presunzione e rigidità dogmatica, nell’ottusità di chi pensa di detenere le chiavi per l’interpretazione dell’universo, anteponendo alla relatività del pensiero la linearità dei numeri nel primato della tecnica.
    Per il resto, ho smesso da tempo di frequentare la “stalla”, non appena questa si è trasformata in una sorta di fan-club del renzismo, dove le esecrate tecniche di controllo ed il ricorso agli “influencer”, come già visto per il duo Grillo-Casaleggio, dimostrando tutta la loro valenza universale, venivano applicate in forma identica per medesime finalità propagandistico-elettorali.
    Ogni tanto cado in tentazione e lancio un’occhiatina, salvo ritrarmi subito; specialmente dopo l’ultimo editoriale politico del “Conte” che se la mena con un estenuante pippone sull’analisi elettorale del voto regionale (che appassiona solo lui), per dimostrarci matematicamente quanto solida e sfolgorante sia la vittoria del Renzi-PD nell’ineluttabilità delle sue magnifiche sorti progressive. ‘Na roba che manco l’apparatik togliattiano degli anni ’50!

    Passando invece a cose ben più serie e interessanti, spero davvero non vorrai desistere dai tuoi ottimi propositi. A maggior ragione che, egoisticamente parlando, io ho una pessima conoscenza di Richard Hofstadter (che mi è noto più che altro per i suoi rapporti con Charles W. Mills) e di Daniel Bell del quale invece so meno del minimo sindacale. Ed i tuoi articoli sarebbero un’ottima occasione per ovvviare alle mie lacune..;)

    • ti ringrazio per la tua attenzione e per il sostegno! come puoi ben immaginare questo non è un blog acchiappaclic, la maggior parte dei post non riguarda direttamente l’attualità, anche se indirettamente c’è una continua riflessione sull’attualità; comunque mi sono accorto che talvolta ci sono dei picchi di visite su determinati post, proprio per il loro carattere storico o generale, è sufficiente che ci sia un link su un qualsiasi sito, forum o blog; quindi molti post sono, non dico eterni, ma un tantino più “universali” rispetto alla stretta attualità; poi, allo stesso tempo, c’è perfino un sito sportivo di tifosi napoletani che mi linka un post su Napoli vista da Braudel!
      nell’impossibilità materiale di fare grandi sintesi, l’unica soluzione è proporre delle recensioni, delle brevi presentazioni, e quando è possibile qualche traduzione, anche soltanto per dare una certa continuità alla riflessione, senza disperdere quanto già fatto; ci proverò, magari la sera…
      per quanto riguarda gli ovini, sono semplicemente un osservatore, così come osservo “Sinistra in Rete” o il Post o Linkiesta o Franco Senia o altro ancora, tutti siti o forum nei quali intervengo raramente, evito commenti che finiscono maciullati fra altri commenti di gente che si parla addosso o si insulta ferocemente; probabilmente all’inizio il sito ovino dava l’impressione di una maggiore disponibilità al confronto, ma poi si è visto che così non è; gli organizzatori, i gestori, gli influencer, strutturano anche tecnicamente il luogo del discorso, le gerarchie, gli argomenti, non ci sono “agorà” neutre. Del resto anch’io gestisco a modo mio questo blog, ma come semplice opinionista o casuale lettore o “studioso” di qualche argomento che mi fa riflettere;

      bene, approfitto del weekend per “riflettere” sui prossimi post da preparare…

      ciao

      • PS neanche il tempo di lasciar sfumare le ultime grillate, che gli ovini hanno cominciato a riattaccare Civati! questo poveretto, secondo loro, non dovrebbe neppure più parlare ma solo andarsene, e così chiunque non faccia lo zerbino ad arrenzie. Non mi ricordo tanto livore all’interno del PD, dello stesso partito, come ce n’è adesso

  3. Solitamente, io diserto i blog “acchiappaclic”… Sarà perché sono così conformisticamente omologati, scontati nelle analisi, e poveri nei contenuti: costruiti per piacere e ben poco per riflettere, in vista di un possibile ritorno in termini di introiti pubblicitari.
    Ed è per questo che frequento con costanza ed in interesse il tuo spazio, che risponde a ben altri requisiti. Che poi la qualità delle pubblicazioni si nota, in ossequio ad un Pubblico che è più curioso e poliedrico di quanto si possa immaginare. In proposito, anch’io ne so qualcosa di concreto..;)
    Eppoi apprezzo il confronto colloquiale, la capacità dialettica, la critica con cognizione di causa… Tutti aspetti che nei c.d. forum di discussione o nelle agorà virtuali spesso si perdono in una cacofonia indistinta, che poco e niente ha a che vedere con l’oggetto originario della discussione, senza che ne venga fuori alcun altro elemento davvero interessante.
    In riferimento, il recinto dei capri per me ha costituito (e costituisce) un osservatorio interessante sull’evoluzione genetica dell’elettorato “demokrat” e sulla metamorfosi sostanziale del partito di cui la stalla è diretta emanazione… Infatti, ho sempre pensato che il sito sia in realtà un fake organizzato dal PD in chiave anti-grillica: troppo ben strutturato fin dagli esordi, troppo stabile (a prova di crolli di rete e bugs), troppo pubblicizzato, per essere l’iniziativa autodidatta di un intraprendente gruppo di geek. Nessun sito schizza a 2.000 commenti a post, dopo nemmeno tre mesi dalla sua creazione, con un traffico costante ed ininterrotto, come sa bene chiunque abbia mai gestito una pagina web. A meno che il flusso non sia in realtà appositamente convogliato.
    Il sito però è utilissimo perché non solo mi conferma come il PD sia un partito assolutamente non di sinistra, ma rivela anche come il suo elettorato più convinto lo sia ancor meno, pur ritenendosi tale (anche se la parola preferita è “riformista” al posto di “sinistra”).
    Insomma, nel corso dell’ultimo anno ho letto (tra i ‘post’ del giorno!) reiterate marchette a favore dell’acquisto degli F.35..
    Una incomprensibile crociata contro i “cibi biologici”, ma in compenso tutta pro-OGM.
    Un incredibile anatema contro la strutturazione del dissenso e soprattutto contro “quelli che protestano”, specialmente se le critiche sono rivolte a (questo) governo, che ovviamente non prevede alternative (ovvio, ci siamo ‘noi’), vivendo nel migliore dei mondi possibili.
    Bordate con palle catenate e scariche caricate a mitraglia, contro i dissidenti interni al noto partito (la famigerata “minoranza”), fino alla fusione totale ed identificazione assoluta col Telemaco fiorentino che, come da tradizione, ha sempre ragione, insieme agli sperticati panegirici del “Conte” che si è reinventato aedo del nuovo corso.
    A quel punto poteva bastare. Come osservatore, mi sono spostato su altri mondi..:)
    E mi gusto tutto il piacere e l’originalità delle tue riflessioni, in attesa di ogni prossimo aggiornamento.

    • “un Pubblico che è più curioso e poliedrico di quanto si possa immaginare. In proposito, anch’io ne so qualcosa di concreto..;)”
      Ti riferisci a stormfront???? ovviamente, al di fuori della ristretta cerchia di commentatori e fan strettamente“politici”, il Pubblico del webbe è infinitamente poliedrico e vario, bisogna fare un bel po’ di riduzionismo per incasellarlo di qua e di là; da questo punto di vista “uno vale uno” ha significato “reductio ad unum”,

      “Infatti, ho sempre pensato che il sito sia in realtà un fake organizzato dal PD in chiave anti-grillica…”
      Su questo non ci piove; non ho seguito dall’inizio, ma è evidente che i nerd o gli influencer ovini rispondono a qualcun altro; è incredibile come le sue dinamiche siano parallele a quelle del PD renziano, anche in termini di consenso calanti; mi pare che quei pochissimi di “sinistra” che ancora si attardano a commentare, sempre più saltuariamente (tipo Ipazia o Edu o Ippolita) lo facciano più che altro per non ammettere di aver condiviso il proprio tempo e le proprie posizioni con certa gentaglia berlusconian-leghista (e mi trattengo da ulteriori epiteti);

      “Un incredibile anatema contro la strutturazione del dissenso e soprattutto contro “quelli che protestano…”
      Non so perché, ma immagino che il conte sia una sorta di disabile collegato perennemente alle sue “estensioni” elettroniche come un moribondo ai suoi tubicini e cavi; e così gli altri “superman” del sito, questo spiega la predilezione per l’hard Sci Fi, la playstation e le realtà virtuali

      • “Ti riferisci a stormfront????”
        Veramente, pensavo ad un forum statunitense di ‘militaria’, interessato a foto d’epoca e notizie sui modelli del… fucile Vetterli-Vitali! Eppoi un portale specializzato in modellismo dinamico…
        Ma, sempre tra i lettori più inaspettati, si sono alcuni di siti di trading on line, di ispirazione “rothbardiana”, che condividono poco o nulla di quanto scrivo, ma non si perdono la lettura di una sola pubblicazione… E persino un forum dedicato all’occultismo… Alcuni Meet-up di Beppone e Byoblu! Kelebek di Miguel Martinez e pure Indymedia… Ma c’è anche lo stesso MdC, che almeno un centinaio di lettori mensili me li storna sempre..;)
        🙂 Per parafrasare un celebre motto: ‘E Uno Plures’

        “..Non so perché, ma immagino che il conte sia una sorta di disabile collegato perennemente alle sue “estensioni” elettroniche come un moribondo ai suoi tubicini e cavi..”
        A dire il vero, l’articolo in questione era di Amadiro, con titolo infondibile: “a cosa serve indignarsi?”. L’ho ripescato e ti riporto uno stralcio fondamentale:

        “Per una buona indignazione quotidiana, occorre concentrare l’attenzione solo e unicamente sulle opinioni, mai sui fatti, che alcuni, purtroppo, si ostinano a citare per il solo gusto di attenersi alla realtà…. L’indignazione si basa sulla semplicità…. Il linguaggio indignato fa uso della grammatica basic a 16 bit…. A parte questo, per indignarsi non occorre praticamente altro, e men che mai essere coerenti: l’indignazione infatti è una attività alla portata di tutti, anzi, viene meglio se il vostro QI non è troppo superiore al vostro numero di scarpe.”

        Ora, in virtù di così sofisticata considerazione “scientifica”, e con buona pace di Hessel, tu non sarai mica così stupido e primitivo da “indignarti” di tanto in tanto?!?
        Io non faccio testo, perché sono un energumeno analfabeta e ritardato, e pure assai ‘sinistro’, quindi sono affetto da tempo dal morbo (“l’indignazione”), con ricadute costanti.

    • leggendo il tuo post “Follow Your Money” relativo agli intrecci politico-affaristici romani, vien da pensare che ci sono ancora molti che hanno una visione del PD come un partito di “sinistra” nobilitato dal passato, cosa che di fatto non è più

    • curioso siparietto sul sito ovino, due giorni fa (credo)
      la frase “quegli schifosi che si dicono di sinistra” in origine era “quegli schifosi di sinistra”, corretta poco dopo (l’ho visto “in diretta”!, ma non ho fatto in tempo a copiare). Ho detto tutto

      Pallacorda Mod Constoignavia • a day ago
      Bravi! Aiutiamo tutti Salvini cosi’ quegli schifosi che si dicono di sinistra (ma non sono in realta’ di sinistra perche’ quelli veri di sinistra siamo noi) impareranno la lezione!

      • Mi sono perso qualcosa? Ma tutte queste porcherie stanno sul sito MdC? Meno male che non ci vado da tempo! Ma in questa discussione chi sarebbe quello del PD? e gli altri? non riesco a decifrare……

      • hai ragione, in effetti per chi non ha seguito quel forum non è chiaro il contesto, per cui ho limitato la citazione alla frase incriminata, per sottolineare un certo metodo “stalinista” da parte dei gestori e influencer

  4. Ciao Carissimo,
    finalmente un nuovo post “politico”…..ti tanto in tanto ti venivo a trovare per vedere se c’era qualche novità…e finalmente ho trovato un altro dei tuoi post interessantissimi!

    Vorrei avere la tua opinione su un paio di questioni.

    Le tue osservazioni mi sento di condividerle in pieno, l’integralismo è sempre sbagliato, anche se ci si trova a condividere le idee degli integralisti, l’apertura ad opinioni differenti a posizioni diverse non deve mai venire meno. Altrimenti si va incontro a quel totalitarismo che non porta mai a nulla di buono.

    La mia impressione è che questi comportamenti siano figli dei tempi. A volte mi sembra di vivere in una società dove l’apparenza e la omologazione la fanno da padrona, dove il pensiero individuale viene schiacchiato dalle “opinioni comuni”, tutto è omologato tutto è gia scritto. Non c’è spazio per riflettere ma solo per imprecare.

    La metamorfosi del PD credo che faccia parte anche di questo….non cera spazio per un partito moderato, aperto al dialogo ed alla concertazione….mi viene in mente sempre lui Romano Prodi, che quando lo nomino, anche elettori del PD (a parte quelli destroidi) lo chiamano “il mortadella”.

    “No..no…noo…il mortadella nun se poteva guardà!” dice l’85% della gente quando lo nomino….

    E quando chiedo perchè mi rispondono:”perchè…..boh????….metteva le tasse!!”

    Renzi ed il PD sono la naturale metamorfosi di un parito (il PD) che anche sotto la gestione Bersani veniva cannoneggiato da destra e sinistra…..

    Se preferivo il PD precedente ma con il berlusca, la lega e la destra al comando?

    ASSOLUTAMENTE NO!

    Cosa ne pensi?

    Ciao e a presto

    • Ciao e bentornato anche a te!

      Come dicevo anche a Sendivogius, non so quanto posso ancora impegnarmi su questo blog. Non mi occupo specificamente di “politica”, tanto meno di cronaca politica quotidiana, che abbonda in centinaia di siti, e di cui tanti altri possono parlare molto meglio di me. Mi sono limitato ad osservare un certo fenomeno su un certo sito, in parallelo all’evoluzione o parabola del governo Renzi, e anche Sendivogius conferma le mie impressioni. Così come ci son stati feroci polemiche contro i “dissidenti” di sinistra, cali di consensi, spostamenti a destra in quel sito, così ci son stati nel PD , fino all’epilogo delle Regionali in cui lo stesso partito ha perso tutti gli enormi consensi guadagnati anche alle Europee, e anche più.

      Questo PD non è neppure un partito “moderato” di “centro-sinistra”, questo PD è un partito di destra. Questi sono i fatti. Purtroppo coi se e coi ma non si va da nessuna parte, e a me questo PD non interessa affatto. Non che il precedente m’entusiasmasse. Il fatto è che non possiamo appoggiare qualcuno sempre con questo ricatto dell’anti-: prima anti-berlusconismo, poi anti-grillismo. L’ho scritto nel post. Abbiamo già dato.

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