Breaking Bad – un’antologia critica

Chemical Brothers _BreakingBad_Inside

“L’uomo qualunque che diventa Scarface”, sintetizza Vince Gilligan, il creatore della serie. Il film del 1983, realizzato da Brian de Palma, racconta l’ascesa sociale di un immigrato cubano che cerca di arricchirsi nel contesto del boom del dopoguerra. Walter White proviene dalla classe media precarizzata dei nostri giorni. Egli lotta contro il declassamento e le umiliazioni. La carriera criminale non serve più a permettere il successo sociale, ma diventa l’unico modo per sfuggire alla miseria e alla morte. L’illegalità gli deve permettere di curare il suo cancro e di provvedere ai bisogni della sua famiglia. Se Breaking Bad non racconta di alcuna prospettiva di un’azione collettiva per uscire dalla miseria, la serie rimane politica in quanto attua una riflessione sui rapporti sociali nell’era neoliberista.

Su Breaking Bad è appena uscito un libro di interessanti riflessioni critiche, pubblicato in Francia da Les Prairies Ordinaires

break libro[4]

BREAKING BAD. SÉRIE BLANCHE
Emmanuel Burdeau (dir.)
176 pages, 15 €
ISBN 978-2-35096-092-0

En cinq saisons et soixante-deux épisodes, Walter White, timide professeur de chimie d’Albuquerque (Nouveau-Mexique) transformé en baron de la drogue, est devenu une figure majeure de la culture populaire. Cet ouvrage collectif est consacré à la série dont il est le héros, Breaking Bad. Rédigé par des critiques, des historiens et des écrivains, il s’attache à décrire une formidable machine narrative et formelle. Le programme créé en 2008 par Vince Gilligan pour la chaîne AMC invente un régime inédit de vie, et surtout de survie ; il apporte un renouvellement formaliste à la télévision comme boîte et comme lieu du domestique ; il fabrique une extraordinaire galerie de personnages secondaires, à commencer par le terrible Gustavo Fring ; il analyse les rapports de classe et de genre à l’ère néolibérale ; il exprime enfin, avec humour et cruauté, une profonde ambivalence morale et politique. Autant d’éléments qui font de Breaking Bad une série comptant parmi les plus fortes des années 2000.

Qui (http://www.zones-subversives.com/2014/10/reflexions-politiques-sur-breaking-bad-07.html)

una presentazione dei vari contributi:

La série Breaking Bad, au-delà du divertissement, permet d’explorer la cruauté du capitalisme moderne et la destruction des relations humaines. Le cinéma et les séries télévisées, derrière le divertissement populaire et accessible, soulèvent des réflexions…

tradotta in italiano da ;

http://francosenia.blogspot.it/2014/10/il-capitalismo-un-malato-terminale.html

“Le serie televisive non si riducono più ad essere delle soap opera ma diventano dei veri e propri oggetti artistici. Le storie si estendono lungo più stagioni che permettono di mostrare l’evoluzione dei personaggi e di approfondire le loro psicologie. L’approccio fatto dal collettivo animato da Emmanuel Burdeau appare particolarmente originale. Le serie ed il cinema possono essere analizzati come dei veri e propri soggetti politici. Prodotti di intrattenimento, anche loro malgrado, possono riuscire a diffondere delle riflessioni critiche che ci permettono di rimettere in causa la legittimità dell’ordine esistente…”

breaking-bad[4]

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One thought on “Breaking Bad – un’antologia critica

  1. Breaking Bad è dal mio punto di vista una serie capolavoro. Mi sono visto tutte le puntate una ad una, non me ne sono persa una. Riuscire ad intravederci la critica sociale, al sistema sanitario americano, è frutto di un occhio attento, non alla portata di tutti. Lo spettatore distratto vedrà solo la spettacolarità e si esalterà con i caratteri tipicamente “cattivi” della serie, ma non cogliera la critica alla cattiveria del sistema sociale americano.

    La costruzione e la caratterizzazione dei personaggi è curata in modo maniacale (avete notato il viola dominante di Marie?), i comportamenti non sono mai banali e sempre in linea con il personaggio. La percezione è quella di una serie reale, di un contesto che potrebbe accadere realmente!

    Anche una forte critica al sistema famiglia si percepisce:

    Un professore brillante costretto a lavorare in un autolavaggio per permettere alla mogliettina di bighellonare?

    La moglie di un agente di polizia (tanto stereotipato quanto reale…) che se ne va in giro a rubare?

    Questo è solo l’inizio!

    Eppure non dimenticherò mai “lo zio jack” leader di una banda di criminali assassini (nazisti) che vivono indisturbati all’interno di un fortino (chissa come mai mi viene in mente Roma!!).

    La migliore serie TV di sempre.

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