Le stelle erano tante, milioni di milioni…

oltrehitler

 

Le stelle erano tante, milioni di milioni…

 

Almeno per qualche giorno, la batosta elettorale azzittirà i molesti krikri che, a parte la loro crassa ignoranza e vergognosa incompetenza, sono divenuti rapidamente antipatici alla maggior parte della popolazione non solo per la loro inconsistenza ma perché sono petulanti e fastidiosi peggio dei Testimoni di Geova o dei venditori porta a porta. Perfino Scientology, a cui a volte sono stati accostati, ha minacciato denunce a chi avesse inopinatamente proseguito a paragonarli agli ortotteri. I quali prima hanno scassato la minkia in rete, intasando con la loro imbecillità sguaiata qualsiasi forum, social, area commenti, sito, sempre con gli stessi slogan ripetuti a pappagallo da mandrie di decerebrati; quando poi hanno preteso di farlo pure sui più tradizionali media, allora anche la popolazione italiana più mansueta ha cominciato a scassarsi i cabasisi. Talmente tanto che nel segreto dell’urna elettorale è accaduto l’impensabile, e i cittadini, quelli veri, real life, hanno regalato, per la prima volta in the history, il 40 % al PD guidato dal vivace e dinamico giovanotto di Firenze, il quale quantomeno, tutto si può dire, non aveva importunato l’italiano medio a tutte le ore tutti i giorni con gazzarre, caciare, urla scomposte, minacce di gogna e di apocalissi a giorni alterni, linciaggi on line, liste di proscrizione, peste rossa, marcette su Roma, tribunali del popolo, deliri oltre Hitler e tutte le caterve di idiozie prodotte quotidianamente dal Panzone genovese e dal Cieco di Sorrento coi loro sodali Nik il Nero, Tze-Tze e byoblu.

Il 40 % al PD è naturalmente, per quel partito, un “risultato storico”, da celebrare sobriamente – dopotutto sono elezioni europee, impropriamente usate come referendum o sondaggio sulle questioni interne; ma carica il PD di una “maggiore responsabilità”, perché la quantità di potere gestita a livello amministrativo, periferico e centrale, diventa enorme, e con essa aumentano anche problemi e rischi. In Europa i tradizionali partiti forti, laburisti e conservatori, abituati a governare forti di un consenso al 40 %, sono in crisi, perché di fronte a responsabilità così vaste sono più facilmente esposti ad accuse di ogni tipo, specie in un periodo di crisi travagliato come questo, e a fronte di una società e di un’economia divenuta molto più “fluida” e veloce. Probabilmente oggi sono preferibili partiti più “snelli”, con un partito principale al 30-33 % e altri minori in coalizione. La batosta elettorale presa dai grullidi, e il piccolo successo di Tsipras, potrebbero liberare energie per una nuova formazione di sinistra, eventualmente sul modello del Sinaspismos greco, a patto che anche in quest’area ci sia qualche “rottamatore” che cacci via un bel po’ di primedonne e starlettes capricciose che hanno fatto il loro tempo. E che ci sia, ovviamente, un pensiero politico adeguato ai tempi.

 

maalox plus

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24 thoughts on “Le stelle erano tante, milioni di milioni…

  1. “sono divenuti rapidamente antipatici alla maggior parte della popolazione non solo per la loro inconsistenza ma perché sono petulanti e fastidiosi”

    Ma sono veramente insopportabili!

    Ma il mio preferito rimane lui, l’unico l’inimitabile Alessandro Di Battista. Guarda cosa è riuscito a dire:

    ‘…la stragande maggioranza della stampa asservita come nell’Argentina di Videla…in piazza San Giovanni non c’erano elettori ed eletti, c’erano cittadini informati 5.807.362 persone hanno oggi, grazie al lavoro di tutti e grazie soprattutto alla rete, un livello di informazione altissimo….’

    Ma questo idiota ha idea di cosa significhi vivere sotto una dittatura come quella di Videla o apre bocca e gli dà fiato?

    il ‘Dibba’ è veramente l’emblema dell’idiozia infatile dei pentastellati, non si potevano scegliere un rappresentante migliore!

    “hanno regalato, per la prima volta in the history, il 40 % al PD guidato dal vivace e dinamico giovanotto di Firenze”

    Io ci ho fatto le 4 del mattino.

    Ad ogni proiezione aspettavo la successiva convinto che si ribaltasse il risultato. Sapevo razionalmente che dal 30% in poi di proiezioni il risultato si può spostare al massimo di 3-4 punti (di solito si scosta di 1,5 punti percentuali), ma l’incredibilità della situazione mi faceva vivere ogni proiezione con ansia.

    Alle 4 del mattino mi sono convinto che ormai era fatta e sono crollato….con una sensazione piacevole, che mai avevo provato dopo una elezione politica.

    ——————-

    La cosa incredibile è che l’Italia per la prima volta nella storia ha reagito col voto positivamente (dal mio punto di vista ovviamente) ad una situazione di difficoltà sociale ed economica.

    Merito di Renzi o di un popolo italiano improvvisamente cambiato?

    Cosa mi sono perso?

    • in effetti il risultato del PD è stato sorprendente, già dalle prime proiezioni veniva dato al 40-42%, e ho pensato subito che non c’era storia, e così è stato in effetti, ho seguito fino all’1-1,30 ma poi mi sono addormentato; un risultato così ampio poneva seccamente fine a tutto l’isterismo immondo dei grullidi.

      Perché questo risultato? indubbiamente da un lato la campagna elettorale dei grulli è stata semplicemente vergognosa, orribile, e molti elettori si sono convinti a votare PD proprio per reazione a questo schifo; ad essi si sono associati molti altri provenienti anche da Forza Italia e Scelta Civica, per altri motivi; infine il MSS ha perso 3 milioni di elettori delusi rispetto alle Politiche 2013, sulla scia di quanto già accaduto alle Amministrative dello scorso anno;

      sull’altro versante, Renzi è stato abbastanza bravo a non replicare alle provocazioni, a superare alcuni momenti critici come lo scandalo Expo e l’arresto di Genovese, per non parlare di Pelù e di Genny la Carogna! Sul piano della comunicazione, tenendo un profilo discreto, puntando sulle cose fatte, ha sicuramente ispirato fiducia rispetto alla rabbia cieca di Grullo e soci; insomma ha vinto sul piano del cosiddetto “frame” (G.Lakoff), ed è veramente curioso come il markettaro Casalecchio detto anche il Cieco di Sorrento abbia perso proprio sul terreno della comunicazione;

      secondo me però in quel 41 % c’è anche qualcosa di più, ed è un voto di “governabilità”, di incoraggiamento a “fare”, di ripresa sociale ed economica che si lasci dietro questi ormai 3 anni di crisi, cioè un vero e proprio “voto di fiducia” di quella parte di Paese, imprese, professionisti, forze sociali, che, come si suol dire “produce e lavora”, che non ha tempo per le chiacchiere da bar e che dice esplicitamente a Renzi, prendi il potere e governa, fai pulizia e fai ripartire la macchina. Fare politica significa questo, prendere il potere, impadronirsi dello Stato, imporre da vincitore delle regole a tutti. In occasione dell’altra Tangentopoli fu Berlusconi a farlo, contro la “gioiosa macchina da guerra” di Occhetto. Adesso tocca a Renzi, che ha ricevuto un’investitura precisa. Qualsiasi debolezza o incapacità in questo momento risulterebbe drammatica. Per questo, come ho scritto, questo 40 % aumenta enormemente le responsabilità dello stesso PD.

  2. “indubbiamente da un lato la campagna elettorale dei grulli è stata semplicemente vergognosa”

    Veramente di livello infimo. Robe da sottosviluppati. Ed il bello è, che sono veramente scemi come sembrano!

    “per non parlare di Pelù”

    Ma perchè? Perchè questi personaggi sono così tanto contro Renzi?

    “secondo me però in quel 41 % c’è anche qualcosa di più, ed è un voto di “governabilità”, di incoraggiamento a “fare”, di ripresa sociale ed economica che si lasci dietro questi ormai 3 anni di crisi, cioè un vero e proprio “voto di fiducia” di quella parte di Paese, imprese, professionisti, forze sociali, che, come si suol dire “produce e lavora”, che non ha tempo per le chiacchiere da bar e che dice esplicitamente a Renzi, prendi il potere e governa, fai pulizia e fai ripartire la macchina.”

    E’ vero, sono d’accordo. C’è in Italia una imprenditoria buona che ha sempre pagato le tasse, che vedeva i propri impiegati come una grande famiglia (ne ho conosciuti tanti!) ma che non sono stati mai convinti o votare una sinistra dal loro punto di vista troppo legata ancora a vecchi retaggi del PCI anti-impresa.

    Da un certo punto di vista posso anche capire come non siano stati mai convinti a votare coalizioni con dentro ‘rifondazione Comunista’ o ‘Comunisti Italiani’, pur conservando una certa stima nei confronti di Prodi, tanto per fare un esempio…

    “Qualsiasi debolezza o incapacità in questo momento risulterebbe drammatica. Per questo, come ho scritto, questo 40 % aumenta enormemente le responsabilità dello stesso PD.”

    Sono d’accordo, ma sono fiducioso, perchè ho visto in Renzi una scaltrezza che mai avevo visto in altri del PD.

    Ma devo dire che vedo delle resistenze incredibili contro Renzi anche all’interno dello stesso PD.

    Prendo per esempio la riforma del Senato. Ho letto e approfondito la presentazione della Boschi, il mio giudizio è più che positivo sulla riforma.

    Ma osservo delle critiche eccessive e fuori luogo sulla riforma, specialmente da alcuni ambienti di Sinistra, a partite da Rodotà (che personalmente non ho mai sopportato!) e compagnia bella.

    Sembra quasi che da sinistra stessa con l’appoggio dei Grulli si faccia di tutto per non cambiare nulla e modificare lo status-quo.
    Un conservatorismo sinistroide a cui non ero abituato (sono entrato da poco nel club degli anta), ma di cui mi avevano parlato i militanti stessi del vecchio PCI.

    Oppure sono io che ho una visione competamente distorta della vicenda?

    Tu che ne pensi della riforma del Senato proposta da Renzi e del conservatorismo della sinistra sulla questione del Senato?

    • “Tu che ne pensi della riforma del Senato proposta da Renzi?”

      😉 Se permetti, e con l’assenso del padrone di casa, te la chioso io la proposta: fa SCHIFO!
      Basta avere un minimo di rudimenti giurisprudenziali in diritto costituzionale, per aver chiarissimo come non solo “il conservatorismo della sinistra” non c’entri nulla sulla questione in oggetto (queste sono le baggianate da giovanilismo neo-futurista, messe in giro dai lupetti-scout del capo Renzi), ma come di fatto l’abolizione del Senato (perché tale è) incida sul bilanciamento dei poteri e dei controlli in una moderna democrazia che sia davvero fondata sullo “stato di diritto”. Il rischio è la creazione di un pericoloso vulnus costituzionale, con uno spostamento decisionale interamente incentrato sull’esecutivo di governo, che indirizza e supervisiona l’attività di una assemblea monocamerale che di fatto ratifica le decisioni dell’esecutivo, visto che la pratica legislativa viene sopperita dalla prevalenza della decretazione d’urgenza.
      In fondo è quello che il Pornocrate di Arcore avrebbe sempre voluto… C’è da chiedersi cosa sarebbe accaduto di peggio ancora, se avesse avuto a suo tempo simili poteri.
      Sostituire poi il Senato con una “camera per le autonomie” (così come concepita dalla bozza Boschi, di cui è nota l’esperienza giuridica a dispetto dei disprezzati “professoroni”) nella sostanza crea solo un inutile doppione della già esistente “Conferenza Stato-Regioni”, in una sovrapposizione di competenze foriera di nuovi conflitti normativi.
      Non bastasse, la fissazione tutta renziana per un’assemblea rigorosamente non elettiva è quanto meno emblematica della concezione democratica di questo cenacolo parrocchiale di chierichetti fiorentini, che individua nella libera scelta della rappresentanza un problema e non un’espressione delle volontà popolare.
      Nominare i membri del nuovo senato depotenziato, tra esponenti dei consigli regionali e amministrazioni locali (che annovera gente come Fiorito e Formigoni!), assomiglia nel migliore dei casi ad un ripescaggio per trombati illustri o cacicchi locali.
      Nella peggiore delle ipotesi, si tratta di una assemblea su misura: visto che il PD è preponderantemente forte nelle elezioni amministrative (e visto che Renzi sta occupando manu militari ogni posto disponibile, costruendosi una ragnatela di potere funzionale alla sua egemonia all’interno del partito), la maggior parte dei nuovi “senatori” proverrebbero dalle fila del centrosinistra (e ruoterebbero in area renziana). E sarebbero nominati su indicazione diretta e senza nessun vaglio elettorale.
      In passato, abbiamo già avuto qualcosa di simile: si chiamava “Camera dei Fasci e delle Corporazioni”, la differenza era che si sostituiva al Parlamento. Il Senato infatti era già non elettivo ed i suoi membri venivano nominati dal Re su indicazione del Capo del Governo.
      Più indietro mi viene in mente Ottaviano Augusto e il suo Principato. Per il resto, noto che il nuovo cesarismo ‘democratico’ (su declinazione “migliorista”) gode più che mai di ottima salute.

      • vorrei che nel proseguio di questa amabile polemica ci si poggiasse su un’analisi di questa riforma, facendo dei confronti anche con altri Paesi europei, senza zompare direttamente alle conclusioni, altrimenti diventa un talk show. Grazie

      • “Nella peggiore delle ipotesi, si tratta di una assemblea su misura: visto che il PD è preponderantemente forte nelle elezioni amministrative”

        Rispondo solo su questo punto che è l’unico che mi pare degno di nota, sulle altre cose che scrivi mi sembrano prese di posizione. Non ci vedo nulla di interessante a ribattere su ‘prese di posizione’ a prescindere.

        Strutturata così, per tornare seri, non darebbe sufficientemente rappresentatività ai 5 stelle, cosa su cui si deve riflettere, perchè una riforma, per buona che sia, deve essere adueguata al paese dove viene applicata.

        “Sostituire poi il Senato con una “camera per le autonomie” (così come concepita dalla bozza Boschi, di cui è nota l’esperienza giuridica a dispetto dei disprezzati “professoroni”) nella sostanza crea solo un inutile doppione della già esistente “Conferenza Stato-Regioni”, in una sovrapposizione di competenze foriera di nuovi conflitti normativi.”

        Ma di cosa stai parlando? Ma la hai letta la bozza? Ma riesci ad analizzare qualcosa che abbia a che fare con la politica con lucidità e senza furore anti-PD? Non centra nulla questo e comunque la riforma deve essere accompagnata con la riforma del ‘titolo V’ (prevista dal pacchetto riforme) che purtroppo qulla sì ha creato conflitti di competenze.

        Se vogliamo fare un dibattito serio, ok, altrimenti io mi tiro fuori, non ho tempo da perdere (ed interesse) ad affrontare zuffe virtuali.

        Riguardo a Rodotà….beh….qui la polemica la faccio io…..’nun se pò guardà’

    • purtroppo non ho avuto il tempo di approfondire questa Riforma, e in questo periodo devo fare delle scelte, non posso fare il tuttologo; mi auguro che tu voglia condividere anche qui la tua analisi e il tuo giudizio, vista anche la risposta piccata di Sendivogius

      • “mi auguro che tu voglia condividere anche qui la tua analisi e il tuo giudizio, vista anche la risposta piccata di Sendivogius”

        Mi piace il confronto tra persone che sono disposte a confrontarsi. Su molte cose è piacevole discutere con Sendivogius, quando si tratta di PD e tutto quello che può riguardare il PD, ogni confronto è inutile, è solo tempo perso.

        Dato che non ho alcun interesse a difendere il PD e Renzi o fare propaganda (manco ho la tessera del PD!), ma volevo strutturare un discorso più elaborato, aperto a considerazioni intelligenti e costruttive, non ti nascondo che l’intervento di Sendivogius mi ha fatto cascare le palle!

        Nutro simpatia per Sendivogius e non ho alcun interesse ad azzuffarmi con lui, per questo tante volte lascio cadere i dibattiti.

  3. Posso rassicurare che la mia non voleva essere affatto una risposta “piccata”. Tutt’al più poteva essere ‘caustica’, ma senza malizia alcuna.
    Faccio sommessamente notare che quando si parla di “riforme” (!?) costituzionali, non mi sembra un buon metro di giudizio parlare di “conservatorismo sinistroide” o simpatie personali per questo o quel costituzionalista (cosa che per inciso la Boschi NON è), per misurare la validità o meno della materia legislativa in oggetto. E questo mi limitavo a sottolineare, cercando di spostare l’attenzione anche e soprattutto sulla natura del nuovo Senato ‘riformato’: a) composizione; b) competenze; c) attribuzioni; d) nomina dei componenti; e) rappresentatività; f) eventuali pregiudiziali democratiche.
    Per motivi di spazio, tempo, e ospitalità, è ovvio che poi non ne tiro fuori un pamphlet giuridico-pandettisco. Ed è chiaro che a termine dell’intervento ne tragga fuori delle conclusioni, ovviamente soggettive, ed in quanto tali assolutamente opinabili. Lungi da me, volerne fare un “talk-show”.
    Per tali motivi, per una analisi più specifica della questione rimando ad un articolo di sintesi piuttosto interessante, tra i molti a disposizione, che ha il pregio di addentrarsi nel merito, facendo un parallelo con gli altri sistemi europei:

    http://www.giornalettismo.com/archives/1442485/il-senato-di-renzi-non-ci-porta-in-europa/

    Sine animo et ira.

    • grazie del link, e appena possibile cercherò di farmi un’idea in merito; quel che noto è che, almeno in questo frangente, si stanno consolidando i due partiti contrapposti di “riformisti” e “conservatori” ferocemente armati l’un contro l’altro, contrapposizione peraltro legittima in un contesto democratico, esasperata dalla particolare presenza anomala di un MSS nichilista e luddista, dietro al quale si sono accodati i resti patetici della “sinistra radicale” e dello stalinismo; (non tutti ovviamente), di conseguenza ognuno tende a schierarsi di qua o di là; a volte per semplice tifoseria, altre volte in modo più ragionato, ed è molto difficile che per ora se ne esca fuori, finchè i grulloidi restano a quelle percentuali. Ovviamente la posizione più “saggia” sarebbe quella di affermare che una riforma serve, perchè niente è immutabile o perfetto, ma che andrebbe ragionata per benino e non “di corsa”, con la dovuta accortezza e non solo per far fuori il “nemico”. Altrimenti, probabilmente, le spaccature verticali nella società italiana potrebbero diventare particolarmente “turbolenti”

  4. “(così come concepita dalla bozza Boschi, di cui è nota l’esperienza giuridica a dispetto dei disprezzati “professoroni”)”

    Vediamo se si riescie a fare un discorso serio….

    La ‘Bozza’ deve portare una idea, di come si vuole fare una riforma ed avere dei punti chiave che vanno poi confrontati ed approfonditi. Poi saranno i costituzionalisti che scriveranno le norme e magari apporteranno le modifiche necessarie con l’assenso del politico che ha scritto la ‘bozza’. L’idea deve venire dalla politica, la scrittura delle norme con il contributo dei ‘tecnici’. Per quello non si può comunque dare un guidizio sui conflitti di competenze, perchè questi sono tecnicismi che andranno risolit durante la stesura della legge vera e propria.

    E’ un lavoro complesso che richiede il contributo di competenze, idee ed esperienza.

    Ma l’idea di fondo deve avere una impronta precisa che deve essere fornita dalla politica.

  5. 😉 Le mie (insignificanti) osservazioni sono solo un grumo di bit digitali; non vale proprio la pena farsi “cascare le palle” per così poco…

    “Ma l’hai letta la bozza?”

    E’ proprio questo il problema: l’ho letta ed inviterei l’amico Ribelle a fare altrettanto, tralasciando le slide riassuntive.
    In quanto al mio presunto “furore anti-PD”… io non ho alcun furore: mi limito a segnalare quelle che secondo me sono anomalie e incongruenze. Non ho pregiudiziali di fondo (almeno non più di chi ne difende l’azione a prescindere), ma coltivo uno spiccato senso critico. Che può piacere o meno.
    Se poi mi posso permettere, non mi riconosco nella spaccatura tra “riformisti” e “conservatori”.
    Innanzitutto a me piace scendere nel merito delle “riforme”, perché a parole tutti vogliamo il ‘cambiamento’, ma vorrei anche aver ben chiaro quale. In quanto a “conservazione”, preciso che io non ho alcuna nostalgia del bicameralismo perfetto e reputo che il sistema vada ‘riformato’ tenendo ben presente il ‘come’, proprio perché “una riforma serve, perché niente è immutabile o perfetto, ma che andrebbe ragionata per benino e non di corsa”.

    Così come strutturata la “bozza” (si tratterebbe di un ddl costituzionale), nella composizione su base nominativa del nuovo Senato a mancare non sarebbe solo una ‘congrua’ rappresentanza del M5S (che è il caso più eclatante) ma almeno la metà del corpo elettorale italiano. Il giochino è presto fatto: basta vedere gli attuali presidenti di Regione, e capoluogo di provincia, quindi in base ai criteri elettivi fare un computo di quanti saranno i partiti sovrarappresentati nel nuovo “senato” e quanti invece ne saranno del tutto esclusi, alla faccia del risultato elettorale su scala nazionale.

    Mi rendo conto che sto abusando dell’ospitalità accordatami. Quindi muovo un’ultima obiezione – proprio perché so di cosa vado parlando – e poi mi TACCIO.
    Sull’ipotetico conflitto di competenze tra “Camera delle Autonomie” e “Conferenza Stato-Regioni”, che tanto ha fatto fremere di indignazione l’amico Ribelle, per chissà quale mia intrinseca e ostile faziosità, riporto in originale:

    Art.1 dello “schema Boschi” sull’attribuzione delle funzioni del nuovo Senato:

    “Il Senato delle Autonomie rappresenta le Istituzioni territoriali. Concorre, secondo modalità
    stabilite dalla Costituzione, alla funzione legislativa ed esercita la funzione di raccordo tra lo Stato e le Regioni, le Città metropolitane e i Comuni. Partecipa alle decisioni dirette alla formazione e all’attuazione degli atti normativi dell’Unione europea e, secondo quanto previsto dal proprio regolamento, svolge attività di verifica dell’attuazione delle leggi dello Stato e di valutazione dell’impatto delle politiche pubbliche sul territorio.”

    Funzione e scopi della Conferenza tra Stato e Regioni:

    “La Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano opera nell’ambito della comunità nazionale per favorire la cooperazione tra l’attività dello Stato e quella delle Regioni e le Province Autonome, costituendo la ‘sede privilegiata’ della negoziazione politica tra le Amministrazioni centrali e il sistema delle autonomie regionali.
    La conferenza Stato-Regioni è la sede dove il Governo acquisisce l’avviso delle Regioni sui più importanti atti amministrativi e normativi di interesse regionale; persegue l’obiettivo di realizzare la leale collaborazione tra Amministrazioni centrale e regionali; si riunisce in una apposita sessione comunitaria per la trattazione di tutti gli aspetti della politica comunitaria che sono anche di interesse regionale e provinciale.”

    Non credo debba fare l’esegesi del testo per sottolineare analogie, spiegare i sinonimi, e cercare le differenze.
    E siamo solo all’Art.1. Potrei continuare per tutti gli altri 35 articoli e riservare tutto il mio peggior sarcasmo a partire dall’Art.31 e ss (dove si parla delle modifiche al Titolo V), ma poi il pazientissimo Deadwarhols finirebbe con l’ammazzare me..:)

    Sine Ira et Studio

  6. “E’ proprio questo il problema: l’ho letta ed inviterei l’amico Ribelle a fare altrettanto, tralasciando le slide riassuntive.”

    Anche io la ho letta. Non con l’autorevolezza che puoi avere tu in ambito legislativo, ma con l’impegno di chi cerca di capirci qualcosa, in un ambito che non è il suo.

    Lo scopo della riforma (insieme a quella radicale del titolo V) dovrebbe essere quella di ridefinire completamente l’ambito di legislatura delle ragioni rispetto allo stato centrale, perchè ad oggi i conflitti di competenze, sono molteplici. L’idea è quella di spostare alla camera delle autonomie (Senato) molte delle competenze che oggi sono delle Regioni risolvendo una volta per tutte i conflitti originati dalla modifica del titolo V.

    Per esempio le competenze in ambito energetico che ad oggi creano un conflitto incredibile stato-regioni dovrebbero essere di competenza esclusiva di questo nuovo Senato.

    Mi sbaglio? Ho interpretato male? Sai trovarmi dei punti chiave che smentiscano quello che ho scritto?

    Ci sono degli errori legislativi che creeranno dei conflitti? E’ questa la tua critica?

    Se la mia interpretazione non è sbagliata saresti d’accordo ad un impianto di questo tipo?

    ——————————————–

    “nella composizione su base nominativa del nuovo Senato a mancare non sarebbe solo una ‘congrua’ rappresentanza…”

    Su questo condivido con te, così come è strutturato crea un problema di rappresentatitivà. E questo probabilmente deriva dalla volontà politica di Renzi di non avere un Senato elettivo, questione legata a taglii di costi della politica e riduzione dei parlamentari (voluti dalla maggioranza assoluta della popolazione e anche dalla maggioranza assoluta dei suoi elettori), non dalla volontà meschina di fare da ‘asso piglia tutto’

  7. Come scrivi tu:

    Nuovo Senato:
    “Concorre, secondo modalità stabilite dalla Costituzione, alla FUNZIONE LEGISLATIVA”

    Conferenza tra Stato e Regioni:
    “Opera nell’ambito della comunità nazionale per FAVORIRE la cooperazione tra l’attività dello Stato e quella delle Regioni”

    FAVORIRE…uno…FUNZIONE LEGISLATIVA…l’altro…..

    Secondo me la differenza è sostanziale e definitiva.

    Mi sbaglio?

    • 🙂 No, non ti sbagli affatto.
      E, sugli scopi intrinsechi alla riforma, credo che in linea teorica siamo tutti d’accordo (me compreso). Per quanto mi riguarda (nulla), nutro qualche dubbio e molto scetticismo su alcuni aspetti dell’impianto. Aspetti che, per amor del vero, nello schema non sono esplicitati in dettaglio (almeno non come richiederebbe un ddl costituzionale), per gli ovvi motivi da te sottolineati che di una bozza in fieri si tratta. Ma allora si discute, non si impone una scaletta cronometrica e contingentata con le crocette sul calendario (che fanno molto ‘populismo’ ma ben poca Costituzione) e rispondere alle eventuali obiezioni di merito: “fatevene una ragione!”
      A maggior ragione che nella “riforma” aspetti controversi ce ne sono eccome. E fintanto che lo dico io poco e niente importa. Fortunatamente, sono in buona e ben più autorevole compagnia…

      Ad ogni buon conto, se la Conferenza Stato-Regioni non incide sul processo della formulazione legislativa, condivide col nuovo Senato le medesime funzioni di coordinamento, indirizzo e controllo (oltre agli stessi interlocutori e partecipanti). La soluzione sarebbe anche semplice: eliminare la “conferenza” riassorbendone le competenze nella nuova “camera delle autonomie”. Ma a me sembra uno svilente controsenso giuridico ridurre il ruolo e l’importanza (simbolica) del Senato, svilito nei suoi poteri ed in sovrapposizione a qualcosa che esiste già (e peraltro nemmeno funziona, circoscritto com’è alla sua impotenza decisionale).

      In quanto ai costi degli “eletti”, bastava dimezzare gli stipendi, azzerare i vitalizi, tagliare le diarie, e diminuire il numero dei parlamentari. Non eliminare l’elezione diretta del Senato, per giunta lasciando intonsa la composizione e gli emolumenti della Camera.
      Ovviamente si tratta di una mia visione personale: non votare è una mia libera scelta, ma mi inkazzo parecchio se qualcuno mi impedisce di scegliermeli i ‘rappresentanti’.

  8. “La soluzione sarebbe anche semplice: eliminare la “conferenza” riassorbendone le competenze nella nuova “camera delle autonomie”. ”

    Concordo, e se non sarà fatto il mio giudizio dulla riforma sarà meno benevolo (per quello che conta!)
    Per la verità, molti anche all’interno del PD (i più attenti) stanno ponendo all’attenzione questo punto importante.

    “In quanto ai costi degli “eletti”, bastava dimezzare gli stipendi, azzerare i vitalizi, tagliare le diarie, e diminuire il numero dei parlamentari. Non eliminare l’elezione diretta del Senato…”

    E qui sono d’accordo al 100% con te e la tua ricetta mi sento di condividerla pienamente. Vedo però intorno a me nella stra-maggioranza dei casi (elettori di tutti i colori da SEL,M5S,PD, rifondaroli…e destroidi) e confermato da sondaggi inequivocabili una volontà comune e trasvarsale all’eliminzione dell’elezione dei senatori.

    Questo deriva da un pericoloso e diffuso sentimento di anti-politica. E’ ora però che anche il popolo si prenda le sue responsabilità e non le rinneghi alla bisogna….

    Non so perchè mi viene in mente il referendum per l’abolizione delle preferenze approvato a furor di popolo, per poi dopo 20 anni indignarsi perchè le preferenze non vengono esplicitate in legge elettorale!

    • A me è proprio questo l’aspetto che inquieta di più: elezioni intese come spesa passiva (e implicitamente come inutile spreco di denaro); eletti=sprechi=casta=privilegi, da sostituire con surrogati neo-elitari (governi tecnici, del Presidente, di emergenza nazionale o altro.. pur di non passare al vaglio elettorale) e per contro da baggianate disarmanti come la democrazia diretta on line (sul blog del padrone). Tutto purché non si voti. E soprattutto non si scelga.
      Come se la democrazia (nella sua forma rappresentativa) fosse solo un mero problema di saldi contabili. E del resto “il popolo è minorenne”.
      Quindi si è cominciato con l’eliminare l’elezione dei consigli delle Province per arrivare al Senato, ma la lista è tutt’altro che esaurita, sulla scia dell’Uomo solo al comando, nell’anelito di un “capo” che decide in fretta e per tutti.
      Certi passaggi sono più rapidi di quanto non si creda… E nella naturalezza dell’attuale zeitgeist diventano quasi impercettibili. In questo Paese, gli “uomini della provvidenza” (Crispi, Mussolini, Craxi, Berlusconi..) non sono mai mancati… Di solito, l’esperienza s’è sempre conclusa in tragedia o in farsa (tanto per non farci mancare nulla!), giammai in meglio.

      • Qui probabilmente abbiamo una visione differente. Io ad oggi non vedo questo tipo di pericolo. Perchè come per tutte le cose, occorre trovare una giusta misura. E bisogna riconoscore che il numero di politci pro-capite in Italia è troppo elevato se paragonata ad altre democrazie evolute (prendo sempre l’Europa come confronto). La tua percezione è che non si fermerà qui perchè il suo intento è quello di eliminare tutto, la mia percezione (ad oggi, poi posso cambiare idea) è differente. Per esempio nella bozza non è prevista la diminuzione del numero dei deputati (e concordo, se vuoi eliminare l’elezione dei Senatori, non puoi diminuire i deputati…).

        Capisco però il tuo punto di vista, anche a me fanno paura le dittuature. Però penso una cosa: l’elettorato che ha votato PD (e di riflesso Renzi) non lo ha votato perchè pensa che sia fascista e voglia distruggere tutto. Al primo ‘warning’ alla prima cazzata di Renzi stai sicuro che i suoi voti si dimezzeranno (perderà anche il mio voto, per quello che conta…). La maggioranza assoluta degli italiani (ASSOLUTA non solo chi ha votato PD), sta chiedendo una riduzione dei costi della politica e del numero dei politici. Cosa che promette anche Grillo, con metodi ben diversi (e che tu conosci bene…). In un modo o nell’altro questa rivoluzione sarà fatta, il processo è irreversibile. Bisogna decidere se a farla sarà Grillo o Renzi. Dal mio punto di vista ad oggi non ho dubbi su chi scegliere.

        Ma puoi starne certo: vigilerò quotidianamente.

  9. 😉 Non temo le dittature, o almeno non come si è solito intenderle. Temo i poteri oligarchici, molto più pervasivi; il neo-elitismo incistato nel legalismo formale delle post-democrazie. E massimamente temo gli imbecilli, specialmente quelli fanfaronescamente “decisionisti”, insofferenti a contrappesi e controlli (i vecchi “lacci e lacciuoli”), e che scalpitano troppo. Perché scambiano il consenso momentaneo come una investitura totalizzante. E fanno più danni di qualsiasi altro, difficili da correggere, proprio perché agiscono nell’alveo istituzionale stravolgendone l’impianto dall’interno.

    P.S. “..se vuoi eliminare l’elezione dei Senatori, non puoi diminuire i deputati..”
    In NON voglio affatto eliminare l’elezione dei senatori. Portare, per dire, il numero dei deputati a 315 e dei senatori a 155 era troppo complicato?

    P.P.S. Prima di levare il disturbo, e ringraziare nuovamente Deadwarhols per la pazienza e l’ospitalità che ha voluto accordarci, mi permetto un’ultima citazione tratta dall’articolo (linkatissimo) di un “blogger” (quanto detesto ‘sta parola!) che entrambi leggiamo e apprezziamo: il bolzanino “Quit the Doner”…
    Nella fattispecie, si parla di Grillo ma l’analisi è speculare ad un livello sociale molto più vasto:

    “Tutti i movimenti politici che basano il loro successo sulle sensazioni invece che sui ragionamenti sono sempre movimenti estremamente pericolosi
    Di fronte ad un panorama di rovine e di dinamiche estremamente difficili da capire e analizzare l’uomo della strada prova rabbia e frustrazione.
    […] Quando Grillo dice di eliminare le province, allargare i comuni, diminuire i parlamentari quello che sta proponendo di fare è TOGLIERE IL POTERE AI CITTADINI.
    Più voti servono per eleggere un rappresentante, meno conterà il vostro. È aritmetica base.
    Questo dato di fatto ovvio passa in secondo piano di fronte alla folla con i forconi di fronte al palazzo, ma in ultima analisi, questa folla si sta scavando la fossa da sola.”

    “5 Buone ragioni per non votare Grillo”
    (20/02/2013)

    Non è che se certe cose le fa Grillo sono brutte e cattive, mentre se le fa Renzi (o chi per lui) allora ci troviamo di fronte ad uno ‘statista’, perché interpreta il sentimento collettivo (che poi è umore di pancia).

  10. “P.S. “..se vuoi eliminare l’elezione dei Senatori, non puoi diminuire i deputati..””

    Amcio mio…non mi riferivo a te, so che sei contrario all’eliminazione dell’elezione dei Senatori, facevo un discorso in generale che appoggiavo la non diminuzione dei deputati se elimini l’elezione dei senatori.

    “Non è che se certe cose le fa Grillo sono brutte e cattive, mentre se le fa Renzi (o chi per lui) allora ci troviamo di fronte ad uno ‘statista’, perché interpreta il sentimento collettivo (che poi è umore di pancia).”

    Forse non ci siamo capiti, ma mi rendo conto che il mio italiano è pessimo.

    Guarda che non è che Grillo non mi piace quando dice che vuole eliminare le province, allargare i comuni, diminuire i parlamentari, non mi piace quando dice che vuole eliminare i giornalisti e i politici degli altri schieramenti e fare processi sommari (ma queste cose le sai bene…e ne abbiamo parlato)

    Parte poi che il cazzaro di Grillo non è intenzionato a farle ‘ste cose infatti vota sempre contro…

    “quello che sta proponendo di fare è TOGLIERE IL POTERE AI CITTADINI”

    Su questo dissento completamente.

    Non è che, in generale, se si diminuisce il numero di politci si toglie il potere ai cittadini, ci vuole invece una giusta misura, ed il giusto rapporto pro/capite di rappresentanti.

    E secondo me una sfoltita in Italia non fa male, visto lo spropositato rapporto pro/capite.

    Atrimenti ‘degenerando’ il discorso potremmo avere milioni di polici dove ogni cittadino si sceglie il rappresentante, forse quindi il buon senso imporrebbe una giusta misura non pensi?

    E ritorno sul fatto che la maggioranza ASSOLUTA degli italiani vuole la riduzione, non è democratico allora eseguirla? Non sarebbe allora anti-democratico il contrario?

    P.S.
    Non credo che all’amico Deadwarhols dispiaccia che discutiamo qua dentro anzi…. Deadwarhols mi sbaglio??

    • continuate pure, fate come se foste a casa vostra, tanto ogni click sono centinaia di euri in tasca mia! scherzi a parte, non ho proprio tempo in questi giorni di intervenire, ma appena possibile leggerò tutti i vostri commenti che, ne sono certo, avranno almeno sviscerato gli interrogativi essenziali…Più tardi o domani mattina farò un mio breve commento su una questione sollevata su Grillo, giusto un’informazione che può risultare utile anche ad altri…
      Oh, continuate, ma non menatevi, eh!!

    • 😉 Per mero gusto del paradoso, assolutamente consapevole dell’unicità e irripetibilità storica, a proposito di “maggioranze assolute” e “volontà del popolo”, faccio notare che nel 1922 gli italiani volevano quasi all’unanimità la fine del “parlamentarismo” (per motivi non troppo dissimili dagli attuali castigatori “anti-casta”) e votarono in massa per Benito Mussolini.
      In Germania, la massima parte dei tedeschi detestava a livello viscerale la Repubblica di Weimar, con le sue debolezze ed il suo sistema partitico, e guardò ad Adolf Hitler come alla soluzione migliore, sancendone il trionfo nel 1932.
      E’ superfluo dire che entrambi arrivarono al potere, costituzionalmente votati in (più o meno) regolari elezioni, perché la maggioranza assoluta così voleva. Fu una scelta anti-democratica, sancita da un voto democratico. Sarebbe stato anti-democratico non assecondarne pulsioni ed umori? E quanto meno si trattava di governi eletti. Lusso che ad oggi sembra essere diventato di troppo.

      @ Deadwarhols
      Leggo sempre con assoluto piacere le tue pubblicazioni, che attendo ogni volta con paziente dedizione.. Unica nota ‘critica’: ti fai desiderare troppo..:)

  11. @Deadwarhols
    “Oh, continuate, ma non menatevi, eh!!”
    🙂 Forse dovevi dire ‘non menatevi troppo’, infatti io ed il mio amico Sendivogius siamo abituati a duri confronti, ma leali e schietti.
    Ogni tanto ci meniamo troppo, ma poi torniamo subito alla normale dialettica. Ma ci piace fare così….siamo fatti così!

    @Sendivogius
    Come abbiamo più volte detto, quando il popolo è marcio non c’è nulla da fare, i processi sono irreversibili e si arriva alle dittature. Ma credo che il voto di maggio abbia acceso una speranza. E bisogna almeno ammettere che Renzi a preso voti, non promettendo vendette e punizioni o processi sommari, ma ha puntato sulla speranza di una Italia che ce la può fare. Una iniezione di fiducia ed ottimismo che si oppone al messaggio distruttivo di Grillo.
    Io in sincerità, differentemente dal tuo punto di vista, temo più in un fallimento di Renzi, che può avvenire per vari motivi (anche e soprattutto da ostruzionismo eccessivo dall’interno del PD).

    E per questo motivo credo che la riforma del Senato sia fondamentale sotto tantissimi punti di vista. Ma so che la tua percezione ed il tuo giudizio sono diametralmente opposti alla mia sulla questione.

    Ma se Renzi dovesse fallire…allora a quel punto Grillo non lo fermerebbe più nessuno!

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