Lo stile paranoico della politica: il caso M5S

paranoid style

 

“We are all sufferers from history, but the paranoid is a double sufferer, since he is afflicted not only by the real world, with the rest of us, but by his fantasies as well.” (Richard Hofstadter)

Scrive Christian Rocca, rifacendosi ad alcuni recenti articoli pubblicati su riviste USA sul cosiddetto “paranoid libertarianism” (i casi Snowden, Greenwald, Assange), e al saggio di Richard Hofstadter, The Paranoid Style in American Politics (1964) a proposito di gombloddi, cospirazioni e fantasie dietrologiche assortite:

“Questa patologia applicata alla politica continua a farsi sentire ancora oggi, a destra come a sinistra, con l’intransigenza suicida dei Tea Party e l’inconsistenza velleitaria degli Occupy Wall Street; con gli Snowden e gli Assange e i Greenwald convinti, grazie anche alla complicità della stampa borghese, di essere i nuovi Che Guevara contemporanei…

Copia di The Paranoid Style

Con l’avvento di Beppe Grillo, della Casaleggio Associati e della loro ideologia da romanzi Urania è cambiato tutto: lo stile paranoico ora è tra noi. Quello che scrive Sunstein vale anche per i grillisti: la sindrome da accerchiamento, l’idea che gli altri, i cattivi, stiano tramando con metodi illeciti, anzi occulti, per piegare il movimento, i diritti civili, la democrazia. Non credono a niente, quindi credono a tutto, dalle sirene alle scie chimiche, e non c’è verso di farli ragionare. Sono fanatici e non si fidano di nessuno, nemmeno dei loro amici. Presumono sempre la cattiva fede di chiunque non faccia parte del clan, e sospettano che anche i membri ristretti del gruppo possano essere potenziali traditori. Infine sono vittimisti, si oppongono alla mediazione, celebrano l’indifferenza allo scambio. Per loro ogni giorno è quello del giudizio, del colpo di Stato, dell’apocalisse. E non si capisce mai se lo temano o se ne siano tentati.

Questa intransigenza insensata non è una strategia, come prescritto dai manuali dei regimi totalitari. Non sono così raffinati. Il lato paranoico è l’essenza stessa del movimento: si comportano come fascisti o polpottisti, con violenza per ora soltanto verbale, ma in realtà non sanno, non capiscono, non conoscono. Il deputato che urla in Parlamento «boia chi molla» convinto di difendere il collega che aveva dato di «boia» al presidente Napolitano non sa che quello è stato un motto caro al Duce e, poi, l’inno dei moti della Reggio Calabria di Ciccio Franco. O quell’esperto di comunicazione un metro sotto Casaleggio che, in un italiano stentato ma d’ordinanza, spiega che anche se i grillini fossero stupratori potenziali non ci sarebbe nessun pericolo per la presidente Boldrini, be’, anche lui non si rende conto di cosa sta dicendo. Esattamente come il führer massimo, Grillo Giuseppe detto Beppe, quando chiede alla Rete che cosa ci farebbe con la Boldrini in macchina.

Quello che voglio dire è che non ci fanno, ci sono. E non lo sanno.”

(http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2014-02-20/il-nuovo-stile-paranoico-politica-italiana-101227.shtml?uuid=AB5krqx)

The Illuminati & witchcraft

Annunci

11 thoughts on “Lo stile paranoico della politica: il caso M5S

  1. sempre Hofstadter scrive: “The paranoid spokesman (“portavoce”) sees the fate of conspiracy in apocalyptic terms…”. Leggendo questa frase ho pensato che in illo tempore (2004) il furbo Casaleggio individuò in Grillo il personaggio, o testimonial, giusto, quanto a paranoia, proprio come un regista dice “è questo l’attore che cercavo!”. Mi viene anche il sospetto che abbia letto e copiato Hofstadter, tanto questi è bravo a descrivere queste sette di fanatici. Comunque Casaleggio è uno che ha sempre maneggiato letteratura apocalittica, forse sulla scia di certa cyber-gnosi degli anni ’90 (di cui si accennava anche altrove, ma ne parlava anche Morozov) o più semplicemente dei romanzi Urania di cui parla C.Rocca.

      • secondo Sterling, nella famosa intervista su Wired, Casaleggio si è ispirato ai guru della Silicon Valley (Howard Rheingold, “Comunità virtuali”), Lawrence Lessig (Creative Commons), Jimmy Wales (Wikipedia), Nicholas Negroponte (“Being Digital”), Richard Stallman (Free Software Foundation), nonchè a David Thoreau (“Walden”) e a temi storici, Sparta, l’eresia dei Catari, la Reggenza del Carnaro. Non capisco però come faccia a conciliarsi il Free Sotware con la gestione proprietaria con tanto di marchio registrato sia del M5S che della sua comunicazione. Anche su questo, l’intervista di Sterling fu troppo compiacente e poco incalzante.

  2. Per tornare all’articolo, la mia impressione è che qualcuno lo è, ma qualcuno ci fa.
    Grillo è un attore professionista, ed è assolutamente leader nelle performance di monologhi e cabaret vari, per cui risulta estremamente credibile. Ma non credo minimamente che sia sincero in quello che dice e nel modo in cui lo dice.

    Il problema è che tali comportamenti finiscono per attirare veramente invasati, fascisti, vendicatori e violenti vari. E qui sta la pericolosità. Grillo e il pazzo reale (Casaleggio), pensano di poter cavalcare la tigre, ma (secondo me) non si rendono che la tigre non può essere cavalcata.

    E qui sta il punto chiave che ancora non sono riuscito a decifrare:

    Cosa vuole Grillo, o meglio cosa vogliono Grillo e Casaleggio?

    Vogliono veramente distruggere l’assetto democratico e instaurare un regime totalitario?

    Hanno veramente la stoffa dei grandi dittatori del passato?

    Se no, cosa vogliono allora, dove vogliono arrivare?

    P.S.
    non avevo notato la foto laterale, bellissima! Mi fa venire in mente lo straordinario “1929: Sterminateli Senza Pietà” di Scorsese. Richiama atmosfere suburbane, in stile retrò e la percezione di una America ormai perduta che a suo tempo (anni 70-80-90) ha prodotto capolavori cinematografici irripetibili.

    • “Cosa vuole Grillo, o meglio cosa vogliono Grillo e Casaleggio?”

      secondo me, vogliono esattamente quel che dicono (urlano) sempre di volere, e cioè di “mandare tutti a casa”
      e di instaurare la cosiddetta “democrazia diretta”, eliminando partiti, sindacati, giornali, etc Basta leggersi
      i loro libri (“Siamo in guerra, “Web, ergo sum”, “Il Grillo canta sempre al tramonto”), o la ricostruzione fatta
      da Alessandro dal Lago (“Click: Grillo, Casaleggio e la democrazia elettronica”). Né più né meno. E finchè avranno il 25 % di elettorato ci proveranno. Che poi ci riescano, è un altro conto. La strategia, dal loro punto di vista, è stata sicuramente vincente fino al successo elettorale dell’anno scorso, poi pian pianino, col crescere delle resistenze, hanno cominciato a prendere qualche granchio. Mi dispiace non aver tempo per recensire i suddetti libri, perchè sicuramente sarebbe utile, visto che molti, sbagliando, li ignorano.
      PS Grazie per l’apprezzamento delle immagini, in effetti mi piacciono quelle dedicate ai mezzi moderni di trasporto in genere!

      • “in effetti mi piacciono quelle dedicate ai mezzi moderni di trasporto in genere!”

        Anche a me! Nello specifico la ferrovia e le stazioni esercitano su di me da sempre un certo fascino ammaliante…E te lo dice uno che si è studiato la struttura e le piantine nonche le tecnologie (tipo, metrò senza conducente) tutte le più grosse metropolitane del mondo! E che sogna che un giorno Roma possa avere una metropolitana degna di questo nome…

        L’incubo suburbano e il metrò, un mix eccelso che ha prodotto capolavori come “I Guerrieri della Notte” di Walter Hill.

      • “Guerrieri della notte” era davvero un film epico! come mai hai studiato le metro di tutto il mondo? sei ingegnere o architetto? per quanto riguarda Roma, credo che sia una causa persa, la metro andava fatta, credo, un secolo fa, adesso è troppo un casino, senza contare i reperti archeologici, o no? Però forse almeno sulle arterie principali si potrebbe realizzare qualche linea in più. Il guaio di Roma, come certamente sai meglio di me, è che è una metropoli quasi esclusivamente terziaria e impiegatizia, a differenza di Londra e Parigi, per esempio. E questo si traduce in bilanci pubblici disastrosi (anche a causa della corruzione e del clientelismo, ovviamente)…

  3. Mi ricordo bene dell’intervista di Bruce Sterling, per conto di ‘Wired’, e delle suggestioni culturali alle quali si ispirerebbe il Gianroberto…
    Del resto avevamo già avuto modo di parlarne tra di noi, proprio l’estate scorsa: “Il Signore dei Grilli” [http://liberthalia.wordpress.com/2013/08/13/il-signore-dei-grilli/].

    Ad ogni modo, ogni volta che emergono nuovi dettagli circa le prospettive mitopoietiche di Casaleggio, aumenta la sensazione di avere a che fare con un potenziale sociopatico dalle forti tendenze psicotiche.
    Una cosa è certa: a giudicare dai paradigmi storici da lui privilegiati, la sua visione sociopolitica è quanto di più lontano possibile non solo dalla “democrazia diretta e lineare”, ma dal concetto stesso di democrazia in senso lato.
    Quello che emerge è piuttosto il modello di una società guerriera, chiusa, in conflitto permanente col mondo esterno per cementare la coesione di gruppo. Gruppo che sembra essere costruito su una struttura fortemente gerarchica, con una elite ristretta e fondata su base aristocratica.
    La scelta di SPARTA e dei Lacedemoni come modello è quantomeno emblematico. Ne devo dedurre che Casaleggio ed il suo “Staff” sono gli Spartiati; gli ensiferi più fanatici del M5S costituiscono il nerbo della sua fanteria oplitica. A chi è estraneo al MoVimento c’è da sospettare sia riservato un futuro di totale asservimento e sottomissione, come si conveniva agli ILOTI.
    La Reggenza del Carnaro, col suo “duce” immaginifico (Gabriele D’Annnunzio) e futuro “Vate del fascismo”, è probabilmente quanto di massimo Casaleggio è disposto a concepire come ‘democrazia’, ovviamente “rivoluzionaria” e soprattutto corporativa.
    Mi pare abbastanza evidente che il metro di misura con cui Casaleggio si rapporta con la realtà esterna al suo mondo fantastico sia tarato (in tutti i sensi) in termini di purezza e contaminazione, secondo una visione dualistica su base manichea che si struttura in un percorso mistico-trascendentale di “perfezione” tramite esclusione ascetica. Non mi meraviglierebbe affatto che Casaleggio si reputi lui stesso un “maestro perfetto” di ispirazione catara. Tuttavia, come da te rilevato, credo che il suo mito sia davvero Frà Dolcino e la sua setta millenarista, mutuata dagli “Apostolici” di Gherardo Segalelli.

    Il suo primitivismo catartico è speculare alla sua dissociazione mentale che, da bravo disadattato asociale qual’è, trova la massima realizzazione nel “web” inteso come realtà virtuale del cyberspazio. Tra le fonti che Sterling non ha saputo cogliere nella sua intervista, ma che credo sia dominante nel “Neuromante” Casaleggio c’è sicuramente la cupa fantascienza di William Gibson, del quale sembra imitare i personaggi.

  4. “Quello che emerge è piuttosto il modello di una società guerriera, chiusa, in conflitto permanente col mondo esterno per cementare la coesione di gruppo. Gruppo che sembra essere costruito su una struttura fortemente gerarchica, con una elite ristretta e fondata su base aristocratica.”

    Assolutamente d’accordo.

    Leggendo i vostri commenti, un brivido di paura mi scorre lungo la schiena. E questo perchè, la mia visione sul movimento e sui due capi è sostanzialmente uguale alla vostra. Ed anche sul grado di pericolosità che si porta dietro.

    Rispetto ad un anno fa, ho le idee più chiare. Dopo le devastanti elezioni di febbraio 2103, quando un senso di smarrimento e inquietudine mi accompagno per molto tempo, ora sono più consapevole. Si conosce la struttura del moviemento, se ne conoscono le persone chiave, se ne intuiscono le mosse.

  5. “Guerrieri della notte” era davvero un film epico! come mai hai studiato le metro di tutto il mondo? sei ingegnere o architetto? per quanto riguarda Roma, credo che sia una causa persa, la metro andava fatta, credo, un secolo fa, adesso è troppo un casino, senza contare i reperti archeologici, o no? Però forse almeno sulle arterie principali si potrebbe realizzare qualche linea in più. Il guaio di Roma, come certamente sai meglio di me, è che è una metropoli quasi esclusivamente terziaria e impiegatizia, a differenza di Londra e Parigi, per esempio. E questo si traduce in bilanci pubblici disastrosi (anche a causa della corruzione e del clientelismo, ovviamente)…

    @Deadwarhols

    Carissimo, sono la prima che hai scritto, ma la mia professione e le mie competenze sono assolutamente lontane dall’urbanistica. Lo studio delle metro deriva dalla semplice passione per le metropolitane. Il mezzo di trasporto più eccezionale che ci sia, nonchè un melting pot sociale come pochi. Dentro ci trovi di tutto, specialmente nelle grandi città e Roma non fa certo eccezione. Lo studio a livello tecnico e urbanistico poi, deriva sicuramente da una mentalità tecnica da cui faccio fatica a prescindere, ma non sono andato così a fondo come magari ti stai immaginando. Ergo, non sono assolutamente esperto di urbanistica. E comunque condivido tutto quello che hai scritto. Anche se, sognare non costa nulla….

    Riguardo a “I Guerrieri della notte” rappresentano la realizzazione del fascino della notte, della metro, delle Gang. Tutti ingredienti che se miscelati bene creano un capolavoro unico! Un avventura che vorrei vivere ma non avrei il coraggio di vivere, quindi mi accontento di viverla attraverso un film!

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...