Il rogo dei libri (The Augias Book Burning)

Durante questi ultimi giorni di follia fascista a 5 stelle ne abbiamo sentite e viste di tutti i colori. Non poteva mancare il solito idiota che, istigato dall’ennesimo linciaggio di un giornalista sul Blogghe del Profeta, ha deciso di fornire il suo prezioso contributo alla demenza grilliota  rieditando in proprio il Rogo dei libri di memoria nazista. Si sa, i libri si fa prima a bruciarli che a leggerli. E pensare che io posseggo anche libri di autori considerati fascisti o nazisti o di destra (Céline, P.Drieu la Rochelle, Ernst Junger, J.Evola, Y.Mishima, etc. etc) ma mai mi sognerei non dico di bruciarli ma neppure di farci cadere una sola macchia di caffé. Questo è un episodio che, a torto, può essere considerato minore, irrilevante, rispetto al rogo nazista dei libri in piazza; in realtà ne è l’esatto equivalente nell’epoca della riproduzione virale dei messaggi su Internet. Che questo imbecille lo abbia fatto nel suo camino di casa piuttosto che sotto il balcone di piazza Venezia,e poi lo abbia postato trionfalmente su FB,  non sposta di un millimetro la gravità del fatto.

the book burning

“Che succederebbe se ti trovassi con la Boldrini in macchina?”. Il comico Beppe Grillo voleva far divertire i ragazzi lanciando sul blog la sua provocazione a metà tra stupidità e infamia. Mossa calcolata a freddo, sapeva che cosa sarebbe successo. Infatti è successo. Ometto le risposte, fantasie di uomini repressi, oscenità correnti, postribolo. Poi perfino lui dev’essersi reso conto d’aver esagerato e ha fatto sparire la sequela di (banali) oscenità. Battute di quel tipo le sentivamo nei film degli anni Cinquanta, uomini in calore che si sussurravano “Quella bottana è”. Lì era satira di costume, qui è in gioco la terza carica dello Stato. Anche il fascismo demoliva gli avversari col ridicolo. Li si imbottiva d’olio di ricino, poi tutti a ridere nel vedere il disgraziato torcersi. Ogni giorno il grillismo scende un po’ più giù, l’attacco alla Boldrini non è certo il livello più basso. Gente di quella risma quando tocca il fondo non ci pensa due volte: comincia a scavare.”

(Corrado Augias, “Le nuove tenebre”,

http://www.repubblica.it/politica/2014/02/02/news/nuove_tenebre-77503737/?ref=HREA-1)

“Venerdì sera, a La7, Corrado Augias non disse niente di nuovo. Tuttavia, la reazione che hanno suscitato le sue parole ci fa capire in quale situazione ci troviamo,..La trasmissione della Bignardi però non aveva fatto altro che cercare di affermare Di Battista come personaggio mediatico, alla Bignardi interessava il “personaggio” di Battista e non parlare di politica, ed ecco che l’intervento di Augias, per quanto possa sembrare scontato alle persone che si occupano da tempo del M5S, ci voleva. Perché è stato fortunatamente uno dei pochi contraddittori che il M5S non riceve, curiosamente, ogni volta che si recano a trasmissioni televisive come “Servizio Pubblico”.

Non meraviglia quindi che all’indomani di tale intervento, il suddetto intellettuale compaia tra i “giornalisti del giorno” nel blog di Beppe Grillo,  e che in seguito compaia una foto in cui qualcuno brucia il suo libro. Una azione che ricorda tanto il nazismo, se non fosse che oggigiorno queste azioni le si fanno dal salotto di casa, per poi caricare tranquillamente la foto sulla piazza virtuale. Nazisti da divano, magari pure in mutande. Pagliacci a 5 Stelle di cui non sai se provare paura o pena.”

http://anonimoconiglio.blogspot.it/2014/02/consenso-5-stelle-augias-di-battista-libro-m5s.html

Copia di the book burning

Questo episodio ricorda il precedente Book Burning del gennaio 2011, aizzato allora da alcuni assessori veneti di Lega e PDL, sul quale  Luis Sepulveda scrisse:
“El burdo fascismo berlusconiano, la vulgaridad extrema de los perfectos ignorantes de la Lega Nord y la pasividad cómplice de los llamados partidos de “centro derecha” son los responsables de esta odiosa forma de censura. De aquí a quemar libros en la plaza pública no hay más que un paso. Pobre Italia, gobernada por un anciano degenerado, y en manos de la peor escoria de la sociedad.”
(Luis Sepulveda)

Cambiano i personaggi, ma la storia si ripete, dal berlusconismo degenere al grullismo degenerato. Si capisce immediatamente, senza se e senza ma, a quali precedenti si ispirano Casaleggio e Grullo:

A Venezia un gennaio nero shocking/carmillaonline.com
«Una prassi da dittatura», intervista a Tiziano Scarpa, Corriere del Veneto, 16 gennaio 2011

Nella lista di proscrizione  c’erano  Valerio Evangelisti, Massimo Carlotto, Tiziano Scarpa, Nanni Balestrini, Daniel Pennac, Giuseppe Genna, Giorgio Agamben, Girolamo De Michele, Vauro, Lello Voce, Pino Cacucci, Christian Raimo, Sandrone Dazieri, Loredana Lipperini, Marco Philopat, Gianfranco Manfredi, Laura Grimaldi, Antonio Moresco, Carla Benedetti, Stefano Tassinari e molti altri.

Scriveva allora Serge Quadruppani, su Carmilla on line:

«Di fronte all’imbecillità fascistoide, si resta come ammutoliti: l’idiota enormità di certe dichiarazioni potrebbe lasciarci senza voce. E’ una cosa talmente stupida che si ha soltanto voglia di alzare le spalle e pensare ad altro. Ma questa enormità e quest’idiozia hanno effetti molto concreti. Se si lascia diffondere la sola idea (per non parlare della prassi reale) che si possano ufficialmente compilare liste nere contro chi non cede alla dittatura della tristezza, chi non si adegua alla visione dominante di questo o quell’aspetto del passato, allora si capitola a una concezione della società più vicina a quella della Tunisia di Ben Ali che a quella sognata in Europa dagli illuministi e dalla Resistenza. Per fortuna la storia recente dimostra che, a conti fatti, i piccoli e grandi Ben Ali non sempre sono vittoriosi.»

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