La democrazia dei creduloni, ovvero Come il guru riesce a far levitare l’elefante – Gérald Bronner

La démocratie des crédules

“La démocratie des crédules” è un libro del sociologo francese Gérald Bronner, pubblicato a marzo 2013 ma non ancora tradotto in italiano, che analizza lo sviluppo e la proliferazione dell’anti-scientismo, delle teorie del complotto e delle bufale nell’era della massificazione dell’informazione. La creduloneria si fa passare oggi per intelligenza. La politica tende a diventare populistica. La diffidenza verso gli scienziati cresce.

Com’è stato possibile che un giovane spacciatosi per figlio di Michael Jackson, che dice di essere stato “violato” da Nicholas Sarkozy, sia stato intervistato in un telegiornale delle 20?

Com’è possibile, in generale, che dei fatti immaginari o inventati, dichiaratamente falsi, arrivino a diffondersi e a ricevere l’adesione del pubblico, a influenzare le decisioni dei politici, a foggiare una parte del mondo in cui viviamo? Non sembrava ragionevole sperare che con la libera circolazione delle informazioni e l’aumento del livello di studio, le società democratiche avrebbero teso verso una saggezza collettiva?

Attraverso numerosi esempi Bronner cerca di mostrare come le condizioni di vita contemporanee, insieme al funzionamento intimo dei nostri cervelli, ci rendono facile preda di fregature e raggiri.

Gérald Bronner è professore di sociologia all’Università Paris-Diderot e membro dell’Istituto universitario di Francia. Ha scritto in precedenza L’Empire des croyances (Puf, 2003), e La Pensée extrême (Denoël, 2009), Premio europeo per le scienze sociali di Amalfi, nel 2010. Le sue ricerche principali riguardano le credenze collettive, l’epistomologia delle scienze sociali, le rappresentazioni sociali, la sociologia cognitiva. La démocratie des crédules ha ricevuto il Premio  Revue des Deux Mondes nel 2013.

Leggi anche:

Paolo Attivissimo/Per-favore-non-chiamateli-nativi-digitali.htm

parano mag

INTERVISTA

Tratta da Clary Dionisio:

http://www.facebook.com/notes/clary-dionisio/istruito-e-integrato-laltro-volto-del-fanatico-gerald-bronner/10151493879522579

“Nella maggior parte dei casi, «gli individui che aderiscono a questo tipo di pensiero estremo non sono pazzi, né stupidi o disadattati» —Lo spazio della frustrazione collettiva, osserva Bronner, è definito dallo scarto tra ciò che riteniamo possibile e desiderabile, da un lato, e l’effettiva realizzazione di tali prospettive, dall’altro. Se questo spazio è eccessivo, la situazione rischia di farsi esplosiva. Nel 1962 James C. Davies, studiando la rivoluzione russa del 1917, giunse alla conclusione che «un movimento di protesta sociale ha più probabilità di verificarsi se è preceduto da una crisi economica, a sua volta conseguente a un lungo periodo di crescita e di prosperità». In seguito a lunghi periodi di crescita economica, «le aspirazioni della popolazione si orientano verso l’alto, le azioni, gli investimenti e i desideri sono ispirati dalle modalità di anticipazione dell’avvenire; se una crisi improvvisa manda all’aria tutti i progetti, gli individui, costretti a ridimensionare o ad annullare le loro elevate aspirazioni, sperimentano un’intensa frustrazione». E, dice Davies, l’aggregazione delle frustrazioni può scatenare una rivoluzione. Ma, specifica Bronner, tale struttura della frustrazione collettiva è solo una delle possibili forme che può assumere la distinzione tra livelli d’aspirazione (cioè le credenze collegate al futuro) e il livello di soddisfazione reale (risultato del confronto della credenza con la realtà)

Bronner: Malgrado i costanti progressi tecnici e scientifici, le nostre società restano delle società legate alle credenze. Ho confrontato a distanza di 10 anni, le storie nate sulle ceneri degli attentati del 11 settembre. Ce ne sono migliaia su internet. Come vengono create? e quanti altri complotti sono attualmente ancora discussi in internet? Studiando le credenze in internet ho scritto il libro “la democrazia degli creduloni”.

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Come per il pensiero estremo, chi riporta queste storie fantasiose senza nessun fondamento provato e scientifico, è molto spesso, una persona colta e preparata a sua volta indotta in errore da altri come lui. Spesso il problema nasce da documenti lasciati in rete senza poterli cancellare quando erano semplici ipotesi non dimostrate o opere d’immaginazione. Diventano nel tempo invece delle “prove” come se fossero state lasciate in rete per attirare l’attenzione in modo “democratico”. Sono storie di fumo senza il fuoco, che vengono girate per anni, risalire alle fonti a volte richiede un lavoro improbo.… un esempio è l’atterraggio sulla luna, fabbricato da Kubrik.

Poi, scrive Bronner, una delle modalità di ingresso nel fanatismo, ben documentata dagli esperti, è collegata all’impressione di penetrare nel tempio della purezza, dove si espiano tutti i peccati commessi e si riscattano le umiliazioni precedenti a questa rinascita. La vita dei cittadini convinti di meritare molto più di ciò che hanno e che coltivano ambizioni sempre più grandiose, prosegue Bronner, produce una sentimento che «rischia di convertirsi in un disprezzo del mondo materiale, che alimenta la credenza consolatoria nell’esistenza di un mondo superiore, lontano dalle illusioni terrene». Gli estremisti, nota ancora Bronner, «presentano spesso un livello di istruzione superiore alla media», che inevitabilmente si associa alle loro aspirazioni elevate. Scrive poi l’autore che in tutti i casi che ha studiato «la frustrazione e il desiderio di affermazione costituiscono un mix esplosivo (…). Una delle grandi passioni inedite dei nostri tempi democratici è l’appetito per la notorietà, talvolta privilegiata persino rispetto alla riuscita economica».

Una delle grandi passioni inedite dei nostri tempi, lei dice, è l’appetito per la notorietà, talvolta privilegiata alla riuscita economica. Anche il narcisismo produce fanatici?

Uno dei motivi della radicalizzazione di un individuo può essere la frustrazione, il sentimento che non gli sia riconosciuto il suo giusto valore. Questo sentimento può anche incarnarsi in un’ideologia di redistribuzione delle opportunità sociali. Alcune di queste persone hanno la sensazione di essere state derubate dalla vita, dal sistema sociale, e hanno la tentazione di ripartire da zero. Il fanatismo dunque può sfociare in questa opzione. Tanto più che, come sosteneva Alexis de Tocqueville, i sistemi democratici sono quelli che creano maggiore frustrazione, perché sono fondati sull’idea che si parta tutti dalla stessa linea e si possa ambire a ogni cosa. L’incapacità di regolare il desiderio può generare pulsioni sociopatiche. Nell’era della società mediatica, poi, la notorietà è un bene più desiderabile della giustizia o del bene. Ci sono persone che per raggiungere la fama compiono atti aberranti.

Other worlds 

Nel 1986 Françoise Bouchayer ha fatto un’interessante indagine sul campo a Loch Ness e ha scoperto che a credere all’esistenza del mostro erano soprattutto individui diplomati.

Bronner cita il notissimo “esperimento dell’ultimatum” condotto dagli scienziati cognitivi.  A una persona si offre una cifra di denaro, e la si obbliga a spartirla con un altro, decidendo liberamente come dividerla. Se il secondo rifiuta l’offerta, nessuno prende niente. La razionalità vorrebbe che si accettasse qualunque cifra, perché anche molto poco è meglio di niente. Ma l’esperimento dimostra che non è così: di fronte a proposte umilianti e palesemente inique, c’è il rifiuto. Cioè: in nome di valori come la dignità e la giustizia si può anche andare contro i propri interessi.

Il fenomeno in internet, che conserva per decenni tutto, fa commettere continui errori, in quanto la notizia ormai sconfessata o errata, continua ad esistere e mietere creduloni o vittime ignoranti inconsapevoli. Oppure si può in effetti creare un mito o una teoria di complotto, usando lo schema internet e prove (i famosi pezzi oramai in memoria) che vengono usati allo scopo. La gente ci crede, per il noto paradosso che è impossibile provare che tale Entità non esiste, dio o il nuovo ordine mondiale, o il finto atterraggio sulla luna.. In internet l’uso di questi pezzi diventa più facile per future conversioni di massa, e provare che l’origine è fallace, o che è totalmente irreale quasi impossibile. Per i paradossi noti: “Non puoi provare che Dio esiste, ma non puoi sopra tutto provare che non esiste”. Questo paradosso è fondamentale in internet.

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Il pensiero estremo può quindi essere letto come una disperata risorsa per riguadagnare una visione del mondo unitaria di fronte a una realtà talmente complessa da essere diventata illeggibile?

Sì, certo, perché propone una visione semplicistica e manichea del mondo. Traccia linee di demarcazione, fa eco alle indignazioni spontanee insoddisfatte di spiegazioni del mondo troppo complesse. L’estremismo propone a coloro che lo abbracciano una forma di verginità mentale, la possibilità di ripartire da zero, di capire tutto, soprattutto di spiegare i loro errori con la perversione del mondo e non con i propri limiti. Spesso ci troviamo svuotati di fronte all’ambivalenza del mondo, la grande “virtù” dei sistemi di pensiero estremo sta nell’offrire una comprensione rinnovata e totale, la soddisfazione intellettuale che può fornire la chiara soluzione di un problema matematico. È questo ciò che io chiamo un effetto di svelamento: tipico del pensiero cospirativo.

Il percorso di ideologizzazione del fanatico che lei descrive assomiglia a un’iniziazione progressiva, come quella in uso nelle sette?

Si può stabilire un parallelo: le verità iniziatiche sono ottenute progressivamente perché si suppone che gli individui all’inizio non siano adatti a capire ciò che coronerà la loro elevazione spirituale. Nel caso del fanatismo il termine della dottrina è inaccettabile per uno spirito normale. Sicché fa parte di una strategia cosciente dei reclutatori, in particolare nelle sette, nascondere all’inizio le proposte più stravaganti. Alla fine, dopo una progressiva accettazione della dottrina, anche individui razionali come lei e me sono capaci di accettare enunciati così strani come “il guru riesce a fare levitare degli elefanti”.

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22 thoughts on “La democrazia dei creduloni, ovvero Come il guru riesce a far levitare l’elefante – Gérald Bronner

  1. grazie, ho scaricato articolo e commenti, leggerò domani (giovedì), ho letto tempo fa il libro “Acid Dreams” di Martin Lee & Bruce Shlain, che comprende anche un capitolo sulla CIA, ma non ricordo se ci fosse questa Cathy O’Brien (nell’indice dei nomi non c’è). Da qualche parte ho anche un articolo su “Psychedelic Fascism”, abbastanza simile a questo caso, poi c’è il libro “Apocalypse Culture” (che si trova anche in epub), etc etc. Questo Santaruina, peraltro, mi era familiare 5-6 anni fa perchè beccavo alcuni suoi commenti su “Kelebek”, che sarebbe un noto blogger “rossobruno”, noto per una celebre querelle con Magdi Allam, in cui c’era di mezzo anche l’ex deputata Dacia Valent e altre bloggers, oltre che per aver fatto parte dell’associazione “Nuova Acropoli”. Vedo nei link che Santaruina adesso ha inserito il CS La Runa, Guénon, etc. ma non c’è Kelebek. Si vede che il suo Spiritualismo è maturato là dove doveva maturare. O forse era già così…

    • A suo tempo, una decina di anni fa, sono stato un assiduo frequentatore delle pagine di Miguel Martinez, non foss’altro perché il personaggio è difficilmente catalogabile (cosa che a me non dispiace mai), è dotato di discreta ironia, ed ha il pregio di realizzare pubblicazioni piuttosto originali…
      A me aveva parecchio divertito la polemica con l’avv. Massimo Introvigne (sedicente sociologo) ed il CESNUR. Ho trovato assai interessanti le sue pubblicazioni sull’integralismo protestante in USA e sul potere politico dei Teo-Con… Ottime le sue disamine sulla rete di relazioni di “Alleanza Cattolica” e la TFP di Plinio Corrêa de Oliveira.
      Non so se si posso definire ‘Kelebek’ un sito “rossobruno”, a me personalmente non pare (ma non sono aggiornato: gli andrò a dare una rilettura). Sicuramente, Martinez segue con un certo interesse e simpatia la produzione di Costanzo Preve, filosofo di formazione marxista, che certamente con i “rossobruni” condivide ben più di qualche veduta comune…
      Kelebek, almeno idealmente, si è sempre presentato come una sorta di ponte tra culture (non sempre ci riesce): certo non mi pare gli piacciano i fanatici religiosi, certamente non gli integralisti cristiani e non Scientology; compensa l’islamofobia dominante con un islamofilia accattivante, che però non sembra tenere conto della componente fondamentalista (non con lo stesso peso che da alla controparte cristiana).
      So per certo che Kelebek è molto apprezzato nell’ambiente dei convertiti, specialmente tra coloro che condividono esperienze a destra nell’ambito del guenonismo, passando per il misticismo evoliano. Conosco bene l’ambiente, perché ne conosco le persone.
      Epperò, l’antifascismo di Martinez mi pare una variabile non negoziabile. Anzi!
      Tra l’altro, ho notato dalla gestione contatti, che gli sono particolarmente piaciute le mie prese per i fondelli di Gaetano Saya ed i suoi pagliacci mascherati da SA hitleriane.

      Sicuramente rimane uno dei siti più originali (e longevi) in circolazione.
      In quanto alla sua “ibridicità”, diciamo che è perfettamente in linea con lo spirito dei tempi…

  2. ti ringrazio di questa precisazione, anch’io ho lfrequentato spesso in passato il blog di Kelebek (e il sito Kelebekler) che avevo conosciuto via Kilombo, la piattaforma di sinistra sulla quale c’era di tutto, appunto la Valent, Cloroalclero, Lameduck, lo stesso Martinez, etc., poi c’era Haramlik (http://www.ilcircolo.net/lia/) che era finita al centro dell’intrigo Magdi Allam e aveva contrattaccato accusando Kelebek di far parte del Campo Antimperialista che a sua volta tesseva una rete di rapporti con elementi rossobruni , i “comunitaristi” (il sito Eurasia, Mutti, Orion, etc.). Adesso Haramlik è in giro per il SudAmerica, ma scavando negli anni scorsi forse si possono rintracciare i suoi post e le sue accuse (magari digitando Haramlik Kelebek). Era una storia intricata di accuse e controaccuse che probabilmente adesso non hanno più alcun interesse se non come “curiosità”. Poi io non sono un dietrologo, e questi pseudo-intrighi mi annoiano facilmente. Penso che lo stesso Martinez abbia detto la sua e poi è andato velocemente oltre.
    Per quel che mi riguarda ho letto sempre con piacere i suoi post, ben scritti, spesso attenti a tirar fuori personaggi e situazioni al limite dell’inverosimile eppur reali, che riflettono microcosmi e spaccati su cui spesso sorvoliamo, ma che costituiscono il tessuto nascosto della “società”, o di una “società” che non risponde agli schemi ideologici con cui spesso ci sforziamo di interpretare la totalità, o di affettarla in maniera netta, di qua o di là, bianco o nero. Ho letto con interesse gli articoli sul Cesnur, sui neo-con, sull’Aspen Institute, su Nuova Acropoli, sugli zingari, etc., credo di averli anche scaricati da qualche parte. Umanamente e intellettualmente è sicuramente una persona in gamba, intorno al blog circola una community di pensatori ed eccentrici talvolta anche abbastanza interessanti e colti e raffinati. Alla fin dei conti questo è quel che conta, una certa “ibridicità”, e non l’etichetta di “rosso-bruno” affibbiata in una polemica contingente. Da “esterno” continuo a leggere quando capita sia Kelebek che Haramlik, molto ma molto meno, quasi niente, Lameduck e Cloroalclero (che nel frattempo mi pare sono diventate integraliste grilloidi)

    PS Ma come fai a conoscere tutte queste persone? Siamo passati dagli sbirri del post precedente ai guénonisti! 🙂
    PS 2 Anch’io conosco nel mio piccolo un po’ di tipi strani! Non a caso vivo ai confini di un territorio pieno di seguaci di babajisti, saibaba, soka gakkai e diosacos’altro! E un po’ di esoterici, ma sparsi per l’Italia.

    Salam Aleik!

  3. “…Ma come fai a conoscere tutte queste persone?”

    Il mondo è più piccolo di questo non si creda..;) Ed io ho sempre conosciuto una marea di gente, fin dai tempi del liceo. Sono un tipo dai gusti molto eclettici… Sostanzialmente, ogni tanto mi annoio; quindi cambio spesso frequentazioni e giri, amplificando la sfera delle conoscenze. E la cerchia si allarga perché poi i nuovi arrivati ti presentano altri amici loro, così se ne possono ricavare gustosi profili sociologici per ambiente e categorie. Aggiungi poi il fatto che ogni tipo strambo attira come una calamità altri mattoidi come lui, perciò puoi immaginare l’effetto domino. E siccome la gente ama parlare di se stessa e degli altri (e purtroppo per loro io non solo sono un ottimo ascoltatore, ma tendo a memorizzare tutto), alla fine vieni a sapere una marea di notizie indiscrete sui personaggi più disparati e più o meno noti. Che ogni tanto balzano pure al discutibile onore delle cronache.
    Tornando al tema della discussione da te introdotta, a proposito di Gérald Bronner, personalmente sono una specie di “minimalista”, con una visione piuttosto ‘taoista’ della vita… Fortunatamente per loro, non tutti i miei amici d’infanzia sono degli inconcludenti dispersivi come me, senza troppe ambizioni o pretese. E dunque c’è pure chi ha fatto carriera, magari diventando un dirigente ministeriale, un funzionario della prefettura, un ufficiale nei Ros dei CC… Oppure scegliendo campi di applicazione diametralmente opposti..:)
    E per una serie vorticosa di questo giro di circostanze casuali, anni addietro ho conosciuto un avvocato (con cui ho avuto piccolissime collaborazioni), specializzato in cause per reati ‘eversivi’, approdato dall’estrema destra all’estrema sinistra, passando per il confusionario mondo dei “rossobruni” (non per niente ha partecipato al famoso “campo antimperialista” di Moreno Pasquinelli), con una sorta di adorazione per Guénon, e che mi ha aperto una finestra su un mondo semi-sconosciuto, a partire da quello degli ex-esoteristi convertiti all’Islam in versione sufi (una specie di must per gli idolatri di Guénon).

    Del buon Martinez si può dire che abbia concentrato la mia attenzione soprattutto sul suo sito, “Kelebekler”, poiché le pagine del blog le ho bazzicate pochissimo. Ma compenserò…
    Dei blog da te segnalatimi, ho avuto invece modo di conoscere soprattutto quello di Lameduck, anche se la carica polemica dei suoi articoli è (come dire?) a volte un tantino tendente all’acido… E l’ho comunque apprezzato finché la sua Autrice non ha cominciato ad abbracciare la congiura del PUDE, insieme alle tesi di Bagnai. E non perché ritenga Bagnai sia cretino, ma perché io stesso non ho i rudimenti di macroeconomia per seguirlo nelle sue elucubrazioni che, per quello che ne posso capire, mi paiono un tantino azzardate.
    D’altronde è interessante notare come l’infezione grillista, abbia attecchito soprattutto nel mondo dei 50-60enni (ma anche oltre), che un reddito sicuro ed una certa garanzia occupazionale comunque ce l’hanno. E qui il richiamo è implicito alla tua pubblicazione su Gérald Bronner..:)
    Ovviamente (manco a dirlo!) condivido in pieno la tua insofferenza per le dietrologie. A tal proposito, ho letto il blog di Haramlik, coi relativi link disseminati dall’autrice…
    Impressioni? Un delirio joyciano! Ripicche e polemiche incomprensibili di gruppettari rancorosi, che se la menano tra di loro, in una profusione di colpi bassi e dispettucci che manco all’asilo!
    Certo che a tastare la temperatura di certa “sinistra”, si ha l’impressione di una malattia particolarmente grave. Fortuna che il Capo-Grullo ha drenato via parecchia di ‘sta gente con le loro paranoie settarie, portandosela via con sè.

    • “Il mondo è più piccolo di questo non si creda.”
      ovviamente scherzavo, però è interessante la descrizione di personaggi come questo avvocato, e gli altri che hanno fatto carriera, o del funzionario di polizia in altra occasione, sia per i loro riferimenti culturali che ideologici;

      “D’altronde è interessante notare come l’infezione grillista, abbia attecchito soprattutto nel mondo dei 50-60enni (ma anche oltre), che un reddito sicuro ed una certa garanzia occupazionale comunque ce l’hanno. E qui il richiamo è implicito alla tua pubblicazione su Gérald Bronner..:)”

      in effetti per quanto poco legga Lameduck o Bortocal (ad esempio) in loro emerge subito la preoccupazione accorata per il “ceto medio”, impoverito, fittiziamente arricchito, ex arricchito chissà come, e la preoccupazione che ci finiscano anche loro, nei ceti inferiori e precari (dalla Jaguar alla 500?). Soprattutto la Lameduck c’ha messo quasi niente a passare coi Forconi. Se si lega l’analisi di Bronner a quella del succitato (a inizio post) James C.Davies tutto ritorna; se ci aggiungi lo gnosticismo o sue varianti d’ogni genere siamo a cavallo;

      lasciamo perdere l’intrigo Magdi Allam-Valent-Haramlik, non ne vale la pena;

      ma a parte i 50-50enni, ma Askatasuna e Casarini sono impazziti a stare in piazza con Forconi e Casa Pound? qui ci vorrebbe una reazione e di quelle forti e salutari e memorabil

      salamaleik

  4. “…Soprattutto la Lameduck c’ha messo quasi niente a passare coi Forconi…”

    Lameduck è andata. Persa per sempre. Il rancore ha prevalso sulla ragione.
    Non c’è neanche la componente ‘ideologica’ che anima le convinzioni di Bortocal.
    E’ solo livore che le avvelena l’animo e che al contempo costituisce un esempio da manuale per l’analisi di Bronner.

    I katanga torinesi dell’Askatasuna e Casarini erano già abbastanza matti di loro. Ma almeno si trattava di una ‘follia’ buona, utile alla “causa”… Evidentemente, col tempo, a forza di vedere fascisti ovunque, hanno finito per non riconoscere quelli veri nemmeno se ci sbattono addosso. Secondo loro, “non bisogna lasciare la piazza ai fascisti”; quindi tanto vale sfilarci insieme e dare la carica allo sbirro che, finché non lo vai a provocare, se ne sta buono ai margini del corteo, aspettando la fine del turno di servizio per potersene tornare a casa o in palestra. Boh! Probabilmente sono troppo “borghese”, per comprendere la raffinata complessità strategica di certe tecniche “rivoluzionarie”.

    Invece mi hai fatto scoprire “Ufficio Reclami” ed il post m’è piaciuto parecchio!
    Comunque, niente da temere, l’unica settimana di allerta a Roma la creerà soltanto quel genio di Marino, col blocco della circolazione nella settimana pre-natalizia (in concomitanza con lo sciopero dei bus): il modo migliore per restare sul c***zo al 98% dei romani!
    Ancora un paio di giorni, e dei sedicenti “forconi” resterà solo la puzza… A parte fornire un’effimera vetrina per i fascisti di Casa Pound (4 dementi), “tutto il resto è noia”. Non credo che la Questura (o chi per lei) darà mai il permesso ad una dozzina di citrulli di bivaccare ad oltranza nella centralissima Piazza del Popolo. E d’altronde tra poco il “movimento”, con la sua inflazione di duci e aspiranti tali, arriverà alla scissione dell’atomo, come si conviene per tutti i gruppettari. Eppoi ce la “gggente che non ce la fa più e che è alla fame” che deve correre a fare i regali, comprare l’ultimo modello di smartphone, e prenotare per il veglione di capodanno. Ormai un po’ di caciara l’hanno fatta; possono tornare soddisfatti a rincoglionirsi davanti alla tivvù che c’è la De Filippi!

  5. “Invece mi hai fatto scoprire “Ufficio Reclami” ed il post m’è piaciuto parecchio!!

    m pare che Julka avesse un blog seguitissimo su Splinder tempo fa, pensavo che vivesse in SvIizzera, ma forse era la solita indicazione tanto per

    “Comunque, niente da temere, l’unica settimana di allerta a Roma la creerà soltanto quel genio di Marino…”

    Previsione, ahivoi, quanto mai azzeccata! e ad ogni modo è Natale e anke i forkettoni e i kalvani sopraccigliuti devono magnà e fa’ regali!

    • Da quello che ho potuto leggere nel suo blog attuale, per stile, frasi idiomatiche e “skazzo”, direi che (quasi) sicuramente Julka è di Roma (o quantomeno ci deve vivere da parecchio)… zona nord.. nord-est, credo. Se l’istinto non mi inganna, Classe 1975-1980.
      E, ad ogni modo, una bella scoperta… il sito intendo..:)

      Come volevasi dimostrare, i fochettoni e camerati sono quattro gatti spellacchiati (e pure neri): uno starnuto perso nel cosmo, totalmente estranei alla città in cui hanno dato così patetica prova della loro inconsistenza. E passati come una meteora nella più assoluta indifferenza.

  6. “La vita dei cittadini convinti di meritare molto più di ciò che hanno e che coltivano ambizioni sempre più grandiose, prosegue Bronner, produce una sentimento che «rischia di convertirsi in un disprezzo del mondo materiale”

    Mi ha colpito questa frase. E’ un pò quello che ho notato nel fenomeno del grillismo. Siamo un popolo a cui tutto e dovuto, tutto deve cadere dal cielo in un piatto e servito sul tavolo di casa.

    E se mancano i soldi per comprarsi l’ultimo modello di Smartphone, allora apriti cielo! E’ colpa dei politici la casta..ect..e tutti a votare Grillo!!

    Mai si facesse un esame di coscienza appropriato…

    Siamo un popolo di viziati, e ci siamo trovati per puro caso (e senza alcun merito) in un lungo periodo di ricchezza che probabilmente ci ha dato alla testa.

    Eppure basterebbe vivere lavorare in qualche paese africano per almeno 6 mesi per capire cosa vuol dire povertà e disperazione.

    • In effetti nella generazione dei 30-40enni che hanno votato M5S e ne costituiscono la base di massa, in pratica i ventenni degli anni Novanta e Duemila, sono riconoscibili i tratti descritti da Gérald Bronner, dalla frustrazione collettiva alle credenze e all’anti-scientismo. E’ un fenomeno che si ripropone in tutti i periodi di grandi crisi e trasformazioni sociali, come emerge anche dalla “teoria della rivoluzione” sviluppata dal sociologo James Davies citato all’inizio del post, il quale parla anche di “mood” inteso come “stato mentale”:

      “la stabilità o instabilità politica dipendono dal mood della società. In altri termini, i poveri che sono soddisfatti non si rivoltano, ma sono i ricchi insoddisfatti che potrebbero rivoltarsi. Quel che è importante è il loro stato mentale piuttosto che quanti beni posseggono”

      http://www.popularsocialscience.com/2013/04/17/james-c-davies-j-curve-theory-of-revolutions/;

      Curiosamente anche il presidente Napolitano ha parlato di “mood” alcune settimane fa:
      “Il Paese sta vivendo un mood negativo, bisogna reagire” (Giorgio Napolitano, 10 dicembre 2013).

      Un ragionamento molto simile venne sviluppato da J.Ortega y Gasset in La ribellione delle masse, 1930:

      “l’uomo oggi dominante è un primitivo, un Naturmensch emerso in mezzo ad un mondo civilizzato. Civilizzato è il mondo, non già il suo abitante; e nemmeno vede in esso la civiltà, ma ne usufruisce come se fosse semplice natura. L’uomo nuovo desidera l’automobile e ne gode; però crede che sia un frutto spontaneo di un albero edenico. Nel fondo della sua anima ignora il carattere artificiale, quasi inverosimile, della civiltà, e non estenderà il suo entusiasmo per gli strumenti fino al princìpi che li fanno possibili…L’uomo-massa attuale è, effettivamente, un primitivo, che dalle quinte è scivolato sul palcoscenico della civiltà…”

  7. “In altri termini, i poveri che sono soddisfatti non si rivoltano, ma sono i ricchi insoddisfatti che potrebbero rivoltarsi”

    Questa frase è veramenti interessante.
    Secondo me necessità di una integrazione.

    Questo è quello che avviene in democrazia. Dove il povero non soddisfatto cerca di migliorare la sua condizione sociale.

    In regimi non democratici credo la situazione sia differente.

    I poveri, in determinate situazioni potrebbero rivoltarsi. E dare origine a forze rivoluzionarie di stampo marxista.

    Veniamo ai ricchi:

    La frase è veramente ad effetto: “sono i ricchi insoddisfatti che potrebbero rivoltarsi”
    Aggiungerei: i benestanti, i borghesi, ed il ceto medio, che vivono dignitosamente o nel lusso, ma vorrebbero sempre di più.

    E questo da origine a rivoluzioni di stampo reazionario, di cui abbiamo N esempi. Dall’Italia, al sudamerica.

    Per concludere:
    ho assistito al penoso spettacolo di Beppe Grillo alle consultazioni. L’assurdità del comportamento non trova in me una spiegazione logica o razionale, di chi è comunque riuscito a catalizzare 9 milioni di voti.

    Mi piacerebbe sapere una tua opinione su questo ennesimo teatrino indecente a cui, inermi, abbiamo dovuto assistere.

    Ciao

    • Ciao,
      a dire il vero non ho seguito lo streaming in diretta perché in quelle ore stavo seguendo un seminario sul “risanamento delle murature umide”(!), cosa sicuramente più seria. Nella mia umile opinione, fossi stato in Renzi, avrei evitato questo strimming, di cui si sapeva e intuiva abbondantemente l’uso maialesco che ne avrebbero fatto i porci a 5 stalle, in questo caso direttamente il capogrullo. Ma ad ogni modo Renzi ne sa più di me, è adulto e vaccinato, e ha i suoi consiglieri sulla comunicazione, quindi cosa fatta capo ha. Inizialmente sembrava che i 5SS non avessero alcuna intenzione di partecipare alle “consultazioni farsa”. Poi, come d’uso da quelle parti, hanno capovolto tutto, e hanno indetto in fretta e furia il solito sondaggione dalle 10 alle 19. Cosa è accaduto nel frattempo, per spingerli a un cambiamento di tattica? Sarebbe interessante saperlo nei dettagli. Da un lato c’erano delle “proteste” da parte di “onorevoli portavoce” (e forse anche dalla “base” dei meetup) sulla mancata partecipazione alle consultazioni, dall’altra rientra nel modus operandi di Casaleggio e Grillo il fatto di scompigliare le carte e rovesciarle completamente, al solo fine di fare caciara e darsi visibilità. Quindi il Grullo è stato smistato repentinamente da Sanremo (dove comunque la sua iniziativa risultava un po’ moscia e scontata) a un più “succoso” match con Renzie, nel quale era preventivabile per qualsiasi persona sana di mente che non ci sarebbe stato alcun confronto sui “programmi”, ma che l’incontro sarebbe stato trasformato in un ring estremamente squallido, ma funzionale a sobillare la massa di decrebrati che seguono il MSS (e avere visibilità sui media). Non credo affatto al “sondaggione”, penso che sia stato deciso lì per lì da Casaleggio. In questo modo è stato anche decretato una volta di più CHI comanda e COME in quella latrina.
      Ha fatto bene Renzi ad accettare lo streaming? Secondo me ha sbagliato, e spero che sia l’ultima volta. Certo, mantenendo una certa calma, ha potuto mettere in rilievo la grande differenza che intercorre fra se stesso “responsabile” e “costruttivo” contro un invasato in piena crisi psicotica (qualcuno parla anche di uso di cocaina, per quanta acqua ha bevuto durante e dopo, ma lasciamo stare…). Mi auguro che sia così, e che sul lungo termine il “match” sia stato effettivamente vinto, sul piano della comunicazione, da Renzi…

      (segue seconda parte)

      • Per quanto riguarda le “rivoluzioni di stampo reazionario”, sostenute dal ceto medio frustrato, ti segnalo un articolo uscito oggi sulla Stampa, scritto dalla prof. di Scienze Politiche (BO) Elisa Gualmini, in cui, per spiegare perché “interi pezzi di classe media continuino a votare Grillo-il-guerriero” riporta le motivazione di un lettore:
        “Così noi classe media con stipendi bloccati, tasse in aumento, figli super-acculturati, ma disoccupati, abbiamo deciso di votare M5S etc” (http://www.lastampa.it/2014/02/20/cultura/opinioni/editoriali/matteo-innova-e-beppe-diventa-conservatore-tkoW4GLeSCzOdi5owNDN7O/pagina.html).

        La Gualmini è peraltro presidente dell’Istituto Cattaneo, un’istituto di ricerche sociali e politiche abbastanza serio, anche per quanto riguarda i flussi elettorali. Il titolo dell’articolo sottolinea come l’unico modo per opporsi ad una “rivoluzione conservatrice” sia l’innovazione, che in questo caso dovrebbe essere promossa da Renzi. Non necessariamente l’esito di una crisi, anche secondo James Davies, l’autore già citato, deve essere una “rivoluzione”. Ci sono inoltre, giustamente, diversi tipi di “rivoluzione” o di “sommossa”, o rivolte di breve periodo o riassorbite. Si tratta di capire, secondo Davies, quali sono quindi gli strumenti che le “democrazie” hanno per sfuggire alla cosiddetta “curva J” delle aspettative crescenti
        http://www.popularsocialscience.com/2013/04/17/james-c-davies-j-curve-theory-of-revolutions/;
        secondo cui “Revolutions are most likely to occur when a prolonged period of objective economic and social development is followed by a short period of sharp reversal. People then subjectively fear that ground gained with great effort will be quite lost; their mood becomes revolutionary.”.

        Ho tradotto in buona parte il testo di Davies, e penso di riproporlo in un prossimo post, in modo da presentare meglio le varie opzioni “rivoluzionarie”.

  8. Ti ringrazio per la risposta e per le tue analisi, quasi “scientifiche” nella loro precisione.
    Non posso che condividerle e usarle per mie riflessioni presenti e future (da cui ho elaborato la mia valutazione su Renzi-Grillo anche grazie alle tue considerazioni).

    Giusto una piccola differenza di valutazione:

    Secondo me Renzi ha fatto bene ad andare, fa parte della sua immagine di uomo di popolo ma non populista.
    Non andarci sarebbe sembratom come una dimostrazione di paura su cui Grillo avrebbe speculato da maiale (non come un maiale).
    Credo che Grillo-Casal avessero sperato in un rifiuto netto da parte di Grillo.

    Lato Elettorato PD ha rafforzato il consenso verso Renzi (e mi ci metto anche io), lato M5svastiche ha allontanato la quota parte di gente che lo ha votato ma non è invasata, che di certo a provato un senso di vergogna quando ha visto il deprimente show.

    Sicuramente ha rafforzato gli invasati i fascisti, i frustrati, i reazionari, i vendicatori, gli sfascisti.

    E credo anche che l’elenco di “personaggi” appena sopracitato, abbiano un ottimo rappresentante in Grillo, ed è giusto che votino e si sentano rappresentati da una simile creatura perversa e deforme come Grillo.

    • ormai quest’evento è alle spalle, ed è giusto che ognuno ne tragga le conseguenze. Renzi ne è uscito indenne anche se lo “spettacolo” è stato indecoroso e difficilmente ripetibile.

      Quando molti affermano che comunque non ci si poteva sottrarre, ho l’impressione che ci sia alla base un atteggiamento difensivo e timoroso di fronte all’aggressività altrui, come se fosse scontato concedere certi atteggiamenti ai bambini capricciosi del MSS e al loro capobranco.
      Io penso che se lo streaming viene ritenuto necessario in generale, come strumento di trasparenza verso i cittadini, allora è giusto estenderlo a tutte le consultazioni e a tutti partiti, come regola generale, con paletti molto ben definiti, in cui non esiste che un cane rabbioso assalga per 10 minuti l’interlocutore, perchè al secondo minuto interviene l’accalappiacani.

      Se lo streaming non è necessario, perchè comunque non aggiunge niente a consultazioni che sono formali e rituali, oppure perchè è solo una caricatura di democrazia diretta, o perchè è solo un pretesto per show e gazzarre, allora non è necessario in generale e per tutti.

      Ma se proprio non si può fare a meno di concedere qualche osso ai cani, per farli stare buoni, allora si abbia almeno la buona creanza di chiedere qualcosa in cambio: per esempio: fine delle aggressioni, dei linciaggi, delle liste di proscrizione, delle istigazioni a delinquere, etc; accettazione da parte dei cosiddetti “onorevoli portavoce” delle regole consuete di confronto nei talk show televisivi, in cui si rendono disponibili a confrontarsi con gli altri interlocutori, invece di starsene “in collegamento dallo sgabuzzino delle scope”, come dice qualcuno, dal quale ripetono il sermoncino che leggono sul gobbo con domandine preparate (e conduttori che lasciano fare). Lo stesso vale per il Capo.

      Non credo comunque che Renzi sia così stupido da concedere al Grullo un altra schifezza del genere, sarebbe proprio da masochisti. Avrà ben altre rogne d’ora in poi, da sbrigare.

      ciao

      • E non posso che essere d’accordo con quello che scrivi. Che deriva dal buon senso e dalla razionalità, doti mi pare di cui siano carenti gran parte dei nostri concittadini.

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