Janet Biehl – Il network eco-fascista in Germania

L’“Ecologia” e  la modernizzazione del fascismo nell’ultra-destra tedesca

 

PARTE SECONDA

IL NETWORK ECO-FASCISTA

Published by: AK Press – The Anarchist Library

http://www.spunk.org/texts/places/germany/sp001630/ecofasc.html

(Traduzione in italiano a cura di: blackperrot@anarcotico.net)

Janet Biehl è un’anarchica statunitense, collaboratrice e compagna di Murray Bookchin, e con lui  teorica dell’Ecologia sociale.  Oltre questo testo, presente nel volume Ecofascism: Lessons from the German Experience (1996) , scritto insieme a Peter Staudenmeier, ha scritto anche Finding our Way. Rethinking Ecofeminist Politics (1991), The Politics of Social Ecology: Libertarian Municipalism (1997), e The Murray Bookchin Reader (1997).

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In questa seconda parte del suo saggio Janet Biehl prende in considerazione alcuni fra i principali gruppi dell’estrema destra tedesca, fra cui alcuni già citati nel libro di Guido Caldiron, Estrema destra, 2013, di cui ho pubblicato recentemente un estratto (guido-caldiron-estrema-destra-destre-radicali-e-populiste-in-germania/), libro che ovviamente contiene informazioni più aggiornate. Quindi,  per quanto riguarda il FAP, i  Republikaner, la DVU e l’NPD, sintetizzerò molto rapidamente soltanto ciò che riguarda la loro ideologia ecologista, più o meno ricollegabile all’ideologia di Sangue e Suolo (Blut und Boden). alla “purezza della razza”, al nazionalismo e al no all’immigrazione. Per quanto riguarda invece i Nazional-Rivoluzionari, Rudolf Bahro e la WSL (Lega Mondiale per la Protezione della vita, organizzazione non-profit  che si rifà all’Antroposofia di Rudolf Steiner),  la sintesi sarà più ampia.

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“Ecologia” neofascista

L’ecologia viene deformata per finalita’ mistico-naturaliste da un’intera serie di gruppi e partiti neofascisti. I partiti eco-fascisti sono talmente eterogenei e i loro membri talmente sovrapposti, da formare cio’ che il ricercatore antifascista Volkmar Wolk chiama “un network eco-fascista”. (8) La loro letteratura programmatica spesso combina ecologia e nazionalismo secondo modalità tese ad attrarre persone che non si considerano fasciste e allo stesso tempo supporta ideologicamente skinhead neonazisti che commettono azioni violente contro gli stranieri.

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FAP  (“Freiheitliche Deutsche Arbeiterpartei”, Partito Operaio Tedesco della Libertà, messo fuori legge nel 1995). Il FAP promuoveva apertamente un nazional-socialismo basato sulle idee di razza e nazione, e reclutava i propri sostenitori fra skinheads e ultras delle curve. La sua attività comprendeva azioni violente e attacchi razzisti contro gli stranieri, con slogans come  “la Germania ai tedeschi – fuori gli stranieri”. “lavori tedeschi per gli operai tedeschi,” “rimpatrio per gli stranieri“, “nessuna concessione agli stranieri,” e il porre fine al “folle entusiasmo per l’integrazione” e al “cosmopolitismo orientato umanisticamente“. Pensano che marxismo, liberalismo e cristianita’ abbiano “strappato l’umanità dalla sua connessione ai cicli naturali della nostra terra” e che nessun “ambientalismo tecnico” potra’ impedire la “sempre più evidente catastrofe ecologica“. Piuttosto, “la relazione interrotta tra l’umanità e il resto della natura” richiede “una rivoluzione ecologista” e “una rivoluzione radicale della coscienza” che “condurrà l’umanità a un reintegrazione con la struttura di vita planetaria.” Abbiamo bisogno di una nuova etica, sostengono, secondo cui “umanita’, animali e natura siano considerate come un tutt’uno’”. Non sorprende che il FAP consideri l’aborto come “un crimine contro le leggi di una natura sana e contro Dio“. Le “necessità ecologiche… devono essere introdotte in accordo con un’economia funzionale, mentre “il sistema ciclico della natura dovrebbe… essere incorporato in ambito economico“.

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I Republikanerhttp://www.rep.de), in buona parte confluiti nell’NPD, si definiscono come una  “comunità di patrioti tedeschi” , con posizioni apertamente anti-immigrati, in particolare contro i turchi. Promuovono “la preservazione dell’esistenza del Volk tedesco, della sua salute e del suo spazio ecologico (“Lebensraum”) come priorità per la politica interna”. “Questo obiettivo“, aggiungono, “promuovera’ contemporaneamente anche la protezione dell’ambiente.” I disastri ecologici porrebbero a rischio la “salute” dei tedeschi – e con “salute” intendono “salute genetica” del popolo tedesco. Tale “salute” avrebbe “un valore più alto dei profitti di breve durata e del desiderio di un tenore di vita elevato“. Proteggere e mantenere un “ambiente sano” garantirebbe non soltanto la “sicurezza delle fonti di sostentamento della nostra gente” ma sarebbe “un dovere patriottico.” I Repubblicani sono rigorosamente anti-abortisti per quanto riguarda le donne tedesche, mentre credono che per il terzo mondo sia necessaria una “significativa pianificazione demografica” tesa a frenare l'”esplosione demografica” e la minaccia che ne consegue per l’ambiente; senza questa pianificazione, ci saranno “catastrofe naturale e carestia“.

DEpolitics6DVU – (“Deutsche Volksunion”, Unione del Popolo Tedesco)

L’unione del Popolo Tedesco (“Deutsche Volksunion”, o DVUhttp://www.dvu.de) è stata fondata dal dottor Gerhard Frey, storico attivista, revisionista ed editore dell’ultra-destra. Le sue pubblicazioni pubblicizzano la vendita di antiquariato nazista. La DVU sostiene che “la Germania dovrebbe rimanere tedesca“, richiede la “priorità ai tedeschi nell’assegnazione di alloggi tedeschi” e “l’identità e l’autodeterminazione nazionali“. Secondo la DVU, la protezione dell’ambiente consiste nell’approvare “leggi rigorose contro chi inquina“, nell’”analisi rigorosa delle derrate alimentari importate” e nella rigida limitazione degli esperimenti sugli animali e sulla “tortura degli animali“, mentre la protezione della vita significa “mettere fine all’abuso dell’aborto.”

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NPD (“Nationaldemokratische Partei Deutschlands”,  Partito Nazional-Democratico Tedesco)

L’NPDhttp://www.npd.de)   lamenta che “due guerre nel corso di una generazione… hanno eroso la salute fondamentale della gente tedesca”  L’NPD deplora la distruzione dell’ambiente, che “ha effetti negativi per la salute del Volk.” I tedeschi non dovrebbero essere esposti a “sostanze chimiche” e dovrebbero essere protetti dalle “malattie congenite”, mentre i malati di AIDS dovrebbero essere obbligati “a registrarsi.” La “preservazione” della “gente tedesca” richiede che le donne tedesche partoriscano prolificamente e quindi il NPD e’ contrario alla “svalutazione e distruzione della famiglia.” Siccome l’aborto minaccia “l’esistenza biologica della nostra gente,” le donne che abortiscono dovrebbero essere punite. Il partito richiede corsi governativi di economia domestica e maternita’ per la “gioventù femminile.”

 

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Nel 1973, l’NPD ha elaborato un “Manifesto Ecologista” che invoca “le leggi della natura” per giustificare una struttura gerarchica, un ordine “organico” che governerebbe i rapporti sociali. (22) Il documento si scaglia contro “l’ambiente inquinato ed avvelenato da un’umanità che vive sempre più isolata, in una massa degradata“, che sarebbe “soltanto il sintomo più evidente dell’equilibrio rovinato tra l’umanità e la natura“. Negli anni successivi, la retorica dell’NPD e’ divenuta sempre più orientata alla New Age; oggi richiede il “recupero di… una coscienza ambientalista, così necessaria per la vita.” . “In primo luogo, e’ necessaria una rivoluzione interna del pensiero umano. Non sono l’accumulazione illimitata di merci materiali ne’ il consumo sfrenato a poter dare felicita’ e significato alla vita umana, quanto l’esperienza nella natura, la preoccupazione per i valori culturali e la sicurezza sociale nella famiglia e nel Volk.” “La coscienza del Volk e la coscienza ambientale sono inseparabili” perche’ “milioni di sconosciuti” minacciano “il nostro Volk nella sua stessa esistenza.”

Copia di rebell NR Eichberg

Sache des Volkes / Nationalrevolutionäre Aufbauorganisation (SdV/NRAO) (La Causa del Popolo/Organizzazione per la Edificazione Nazional-Rivoluzionaria. (9)

Rifacendosi al Nazional-bolscevismo teorizzato da Ernst Niekisch negli anni Venti, l’organizzazione nazional-rivoluzionaria (NRAO)  fondata nel 1974 coniuga temi di destra e di sinistra, manipolandoli per il proprio uso del nazionalismo e dell’ecologia, nel tentativo di attraversare le correnti ideologiche. Si rifanno ad un classico tema del dissenso della destra tedesca: la credenza che sia necessaria una “Terza via” tra capitalismo e socialismo e che la Germania sia predestinata a condurre l’umanita’ in questa direzione. (10) La “Terza via” dei NR e’ basata sul nazionalismo e su di un socialismo “specificamente nazionale” (11) – insomma su di un “nazional-socialismo”. Una corrente attuale dei NR, chiamata “Solidaristen” (Solidaristische Volksbewegung SVB, Movimento Popolare di Solidarietà) si identifica con i fratelli Strasser, due membri del partito nazista che negli anni Venti presero sul serio il “socialismo” del “Nazional-Socialismo” e rappresentarono tra i nazisti la corrente anticapitalista “di sinistra”. Oggi, i Solidaristen e altri NR considerano in particolare Otto Strasser “il Trotsky del nazionalsocialismo” a causa della sua lotta per il potere all’interno del partito di Hitler negli anni Venti; l’espulsione da parte di Hitler di questo fascista nel 1930 fu, secondo loro, un tradimento del nazionalsocialismo.

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L’attuale ideologo principale dei NR, Henning Eichberg, promuove l’asserzione dell'”identità nazionale” e di un “nazionalismo di liberazione.” Cercando consensi sia a destra che a sinistra, le pubblicazioni dei NR hanno sostenuto i movimenti nazionali di liberazione dello spettro politico tradizionale, compresi irlandesi, baschi, ukraini e afgani, così come i sandinisti. (12) Consideravano la Germania divisa come un paese occupato, il “risultato della politica imperialista delle forze di occupazione” e desideravano “liberarla” – Austria compresa. Ora che la Germania è stata liberata da questa “occupazione,” i nazional-rivoluzionari sono liberi di concentrarsi sulla “riunificazione” con l’Austria.

Eichberg considera il giudaismo/cristianesimo come la radice di tutti i mali odierni, perche’ eccessivamente intellettuale, responsabile dell’allontanamento dell’umanità sia da se stessa che dal divino e perche’ trascura le emozioni ed il corpo. Legata com’e’ ad una logica produttivista, la cristianita’, secondo Eichberg, è la “religione dello sviluppo”, che deve essere combattuta a tutti i costi.

Per contribuire a coltivare l’”identità nazionale”, propone invece una nuova religione, che riunisca le religioni neo-pagane tedesche, celtiche e indiane con le vecchie idee volkisch nazionalistiche. Dovrà essere basata “sulla sensualità e fisicità del ballo, del rituale, della cerimonia e del taboo, della meditazione, della preghiera e dell’estasi. Essenzialmente, questa religione si costituisce come una forma di praxis contro la “religione dello sviluppo”, perché le sue “contro-esperienze sensuali” possono rimettere l’umanità più strettamente a contatto con la natura.

Come molti teorici New Age statunitensi, Eichberg auspica un ritorno alla natura primigenia, alle presunte fonti primordiali della vita, della psiche e delle culture autentiche della gente e che le persone guariscano se stesse come parte della cura della crisi ecologica, superando la propria alienazione e riscoprendo se stesse. (13)

I nazional-rivoluzionari sfruttano argomentazioni ecologiste per costruire non soltanto nuove religioni primitiviste New Age, ma anche per l’attività politica. Durante gli anni Settanta, si organizzarono intorno all’opposizione all’energia nucleare, più o meno nello stesso periodo del movimento di iniziativa dei cittadini.

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Con il loro entusiasmo ecologista e anti-nucleare”, osserva Walter Laqueur, “il loro anti-americanismo culturale e il loro sostegno a movimenti di liberazione nazionale in molte parti del mondo, i ‘nazional-rivoluzionari’ cercarono, in effetti, di scavalcare le correnti di sinistra loro contemporanee. Alcuni consideravano Sinn Fein come un modello per i nazional-rivoluzionari tedeschi, altri suggerivano la “balcanizzazione politica” in Germania e in Europa come soluzione a tutti i problemi dibattuti” (14).

Altri nazional-rivoluzionari adottarono un diverso metodo politico: alla fine degli anni Settanta, si unirono ai Verdi che stavano emergendo, tra i quali alcuni di loro riuscirono ad ottenere incarichi per un certo periodo. Nell’ottobre del 1980, la Lista Alternativa di Berlino Ovest decise che non poteva collaborare con i nazional-rivoluzionari, che considerava ancor più pericolosi dei neonazisti dichiarati, in quanto nascondono le proprie intenzioni reali dietro una parvenza di programmi democratici ed ecologisti indipendenti. Sono stati per la maggior parte espulsi dai Verdi, almeno stando a quanto risulta attualmente agli osservatori. (15)

 

2. continua

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NOTE.

La maggior parte delle informazioni riguardanti i gruppi sopra-elencati provengono da Jutta Ditfurth, “Feuer in die Herzen: Plädoyer für eine Okologische Linke Opposition“ (Hamburg: Carlsen Verlag, 1992, terza parte, specialmente pp. 158, 172)  o dalle loro pubblicazioni e dai loro programmi. Jutta Ditfurth fu una fondatrice del Partito dei Verdi tedesco , (Die Grünen. 1980), da cui si distaccò ritenendolo contro-rivoluzionario, impegnandosi successivamente nell’organizzazione di Sinistra Ecologista (Okologische Linke) a Francoforte

8. Volkmar Wolk, “Neue Trends im okofaschistischen Netzwerk: Am Beispiel der Anthroposophen, dem Weltbund zum Schutz des Lebens und der ODP”, in “In bester Gesellschaft: Antifa-Recherche zwischen Konservatismus und Neo-faschismus“, Raimund Hethey e Peter Kratz ed. (Gottingen: Verlag die Werkstatt, 1991). Wolk e’ un portavoce del VVN/Bund of Antifascists e ha pubblicato molti scritti relativi al ‘neofascismo’.

9. Salvo diversa indicazione, le citazioni in questa sezione provengono dai documenti dei Nazional-rivoluzionari ”Gegen Fremdherrschaft und Kapital” e “Grundsätze unseres Wollens – Die fünffache Revolution” (n.d.), citati in Ditfurth, “Feuer”, pp. 228-30.

10. Walter Laqueur, “Germany Today: A Personal Report” (Boston: Little, Brown, 1985), p. 152. Sull’ideologia strasserita vedi anche Mosse, “Crisis”, pp. 286-90.

11. Vedi Hans-Georg Betz, “On the German Question: Left, Right, and the Politics of National Identity“, Radical America, vol. 20, n. 1 (1987), pp. 30-48.

12. Vedi Betz, “On the German Question.”

13. Henning Eichberg, “Produktivistische Mythen: Etwas über die Religion in der Industriekultur”, in “Zurück zur Natur-Religion?“ Holger Schleip, ed. (Freiburg: Hermann Bauer Verlag, 1986). Ironicamente, l’editore Schleip e’ membro sia dei Verdi che della setta razzista “Deutsche Unitarier”. L’editore, Hermann Bauer Verlag, e’ il piu’ grande editore di letteratura New Age in Germania. Il contenuto dell’articolo di Eichberg e’ riassunto in Wolk, “Neue Trends”, p. 126.

14. Laqueur, “Germany Today”, p. 153. Laqueur cita Henning Eichberg, “Balkanisierung für jedermann”, nel peridico dei Nazional- rivoluzionari “Wir Selbst”, “un giornale per l’identità nazionale e la solidarietà internazionale” (maggio-giugno 1983). La destra tedesca si è interessata all’IRA fin dagli anni Venti; il titolo di questo giornale, “Wir Selbst” (“Noi stessi”), è una traduzione di “Sinn Fein”.

15. Vedi Betz, “On the German Question”, pp. 45-46; e Wolk, “Neue Trends”, p. 123.

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