Janet Biehl – “Ecologia” e modernizzazione del fascismo nell’ultra-destra tedesca

Janet Biehl

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“Ecologia” e   modernizzazione del fascismo nell’ultra-destra tedesca

Published by: AK Press – The Anarchist Library

http://www.spunk.org/texts/places/germany/sp001630/ecofasc.html

(Traduzione in italiano a cura di: blackperrot@anarcotico.net)

Janet Biehl è un’anarchica statunitense, collaboratrice e compagna di Murray Bookchin, e con lui  teorica dell’Ecologia sociale.  Oltre questo testo, presente nel volume Ecofascism: Lessons from the German Experience (1996) , scritto insieme a Peter Staudenmeier, ha scritto anche Finding our Way. Rethinking Ecofeminist Politics (1991), The Politics of Social Ecology: Libertarian Municipalism (1997), e The Murray Bookchin Reader (1997).

Dopo il saggio di Peter Staudenmeier sull’ideologia ecologica del Nazismo e i suoi antecedenti storici, pubblicato in 4 parti su questo blog,  Janet Biehl analizza qui le sue varianti contemporanee, attraverso varie formazioni anche di diversa ispirazione, spesso di “Nuova Destra” o “Né Destra né Sinistra”, talvolta camuffate nell’ambientalismo dei partiti Verdi, altre volte invece più esplicite, o con richiami agli antecedenti piuttosto che al regime nazista. A dimostrazione di come le ideologie ecologiche siano estremamente volatili, quando vengono astratte dal loro contesto critico sociale. Dopo la Prima parte relativa all’Introduzione, verranno pubblicati successivamente gli approfondimenti dei singoli gruppi e protagonisti principali. In seguito aggiorneremo l’analisi alle più recenti tendenze, anche in ambito contro- e sub-culturale.

Parte Prima: Introduzione

 

Wandervogel-Mädchen beim Speerwurf

La realta’ della crisi ecologica attuale e’ incontestabile. In un gran numero di modi e luoghi, la biosfera di questo pianeta sta subendo un grave danno. In alcune aree, l’ambiente e’ gia’ stato reso inabitabile a causa dei rifiuti tossici e di incidenti avvenuti in impianti nucleari, mentre inquinamento sistematico, buco nell’ozono, riscaldamento globale e altri disastri stanno progressivamente distruggendo il tessuto da cui dipende ogni forma di vita. Che questo disastro sia causato soprattutto da corporazioni che operano in un’economia di mercato internazionale competitiva non e’ mai stato piu’ evidente, cosi’ come la necessita’ di sostituire la societa’ attuale con una ecologicamente avanzata non e’ mai stato piu’ urgente. (1)

Tuttavia, in Europa – in particolare, ma non solo, nella Repubblica Federale tedesca – mentre il peggiorare delle condizioni economiche e una forte disaffezione politica si accompagnano a una dislocazione ecologica, le idee nazionaliste e fasciste stanno ottenendo consensi crescenti. Con l’esacerbarsi delle tensioni sociali, gruppi neofascisti di varia natura stanno conquistando la rappresentanza elettorale, anche quando i loro sostenitori commettono senza ritegno atti di violenza contro gli stranieri. Questi gruppi, sia skinhead che ‘intellettuali’, fanno parte di una “Nuova” Destra che deriva apertamente le proprie idee dal fascismo classico. Come scrive Jutta Ditfurth, stanno aggiornando le vecchie tematiche nazionaliste, mistiche e misantropiche della “vecchia” destra, in una “modernizzazione del fascismo.” Tra l’altro, stanno usando un’interpretazione di destra dell’ecologia “come ‘cardine’ ideologico per organizzare l’ambiente dell’estrema destra neofascista.” (2)

I fascisti di oggi hanno una precisa eredita’ ideologica, derivata dai precursori fascisti cui s’ispirano.”Ecologia” e riverenza mistica per il mondo naturale non sono affatto nuovi per il nazionalismo tedesco. Come documentato da George L. Mosse, alla fine del diciannovesimo secolo, gran parte dell’Europa fu attraversata da una rivolta culturale contro il positivismo, che in Germania si fuse con il misticismo della natura e con il nazionalismo razzista. Questa rivolta fu strettamente legata alla credenza nella forza vitale cosmica della natura, una forza oscura, i cui misteri non si potrebbero comprendere tramite la scienza, ma tramite l’occulto. Un’ideologia basata su tali premesse si fuse con le glorie di un passato ariano, mentre il passato veniva interpretato in chiave romantica e mistica. (3)

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Culminando negli anni Venti, un assortimento di idee occulte e pseudo-scientifiche maturate intorno all’idea di un Volk tedesco, si lego’ a nazionalismo e razzismo romantici e a un’adorazione religiosa della natura. Come osserva Mosse, il termine tedesco “Volk” ha un significato davvero molto piu’ ampio, rispetto alla parola “popolo”, perche’ per i pensatori tedeschi, fin dalla nascita del romanticismo tedesco, nel tardo diciottesimo secolo, “Volk” significo’ l’unione di un gruppo di persone con un’“essenza” trascendentale. Questa “essenza”, che si potrebbe definire “natura”, o “cosmo”, o “mito”, venne in ogni caso coniugata con la piu’ profonda natura dell’uomo e rappresento’ la fonte della sua creativita’, la profondita’ del suo sentire, la sua individualita’ e la sua unita’ con gli altri membri del Volk (4).

Il movimento volkish degli anni Venti riteneva che il materialismo, l’urbanismo, il razionalismo e la scienza moderni fossero artificiali e maligni, alieni alla propria “essenza” (5). In un’epoca di profonda dislocazione sociale, considerava la democrazia di Weimar come un prodotto dell’Occidente democratico e delle sue idee liberali, oltre che un regime fantoccio controllato da persone che non rappresentavano l’”essenza” tedesca. Molti attribuivano a una cospirazione ebraica mondiale la responsabilita’ dei mali della modernita’, compresi consumismo materialista, industrializzazione senz’anima, cultura commerciale omogeneizzata e tecnologia eccessivamente moderna, che ritenevano distruggessero sistematicamente i valori tradizionali della Germania. La Germania avrebbe potuto salvarsi dalla rovina soltanto grazie a dei veri patrioti, secondo i membri dell’estrema destra – vale a dire tramite loro stessi. Questo movimento si proponeva di stabilire un’alternativa tedesca – una che fosse tanto razzista quanto nazionalista. I popolari scritti di Paul Lagarde e Julius Langbehn auspicavano un ordinamento sociale aristocratico, tramite cui i tedeschi avrebbero dominato il mondo. Auspicavano un romanticismo naturalista, in cui la vicinanza con l’ambiente naturale desse alle persone una senso elevato di vitalita’ e di “autenticita’”.

In una pletora di credenze spiritualistiche nell’occulto e nell’esoterismo, che negli anni Venti in Germania abbondavano, proponeva una nuova fede cosmica, incarnata nello spirito “ariano”, che poteva essere colto attraverso l’intuizione piuttosto che tramite la scienza. Sistemi di credenze mistici come la teosofia, l’antroposofia e l’ariosofia (una variante dell’arianismo) abbondavano ed erano cosi’ densi di significati germanico-nazionalisti da poter essere utilizzati per rendere mistico un nazionalismo “ecologico”. Anche se involontariamente, i nazionalisti romantici del movimento volkisch divennero una fonte d’ispirazione importante per l’ideologia nazionalsocialista, che ironicamente ne derivava i propri sentimenti anti-modernisti nonostante fosse artefice di uno stato totalitario, violentemente nazionalista e genocida, tecnologicamente moderno.

Der-Wehrwolf

Appellandosi demagogicamente a un reale senso di alienazione, i nazisti gestirono un indottrinamento basato su stravaganze che promettevano “autenticita’” in un mistico nazionalismo romantico, che presentavano come “piu’ vicino alla natura” – anche quando si dedicarono allo sterminio. Sottolineando il bisogno di tornare a stili di vita piu’ semplici, piu’ sani e piu’ “naturali”, proposero l’idea e la pratica di una comunita’ “contadina nordica” legata organicamente alla terra –  mentre intanto costruivano una societa’ che era industrialmente piu’ modernizzata e razionalizzata di qualsiasi altra societa’ si fosse vista fino ad allora in Germania.

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Oggi, la cosiddetta “Nuova Destra” si richiama a temi che ricordano quelli del movimento volkisch della Germania pre-nazista. Inoltre, anch’essa sostiene di offrire un’alternativa “ecologica” alla societa’ moderna. Secondo l’opinione della “Nuova” Destra attuale, la distruzione dell’ambiente e la repressione delle nazionalita’ hanno una radice comune nel monoteismo e nell’universalismo “semiti”. Accusa questo universalismo dualistico e omogeneizzante di aver provocato – nelle sue forme successive, la Cristianita’ e le sue conseguenti forme secolarizzate, il liberalismo e il marxismo – sia la crisi ecologica che la soppressione delle identita’ nazionali. Eliminando le culture etniche e nazionali, la modernita’ risulta altrettanto distruttiva dell’universalismo giudaico-cristiano, che distrusse culture autentiche nel periodo in cui i missionari cristiani viaggiarono in tutto il mondo. Soprattutto, questo universalismo moderno viene accusato non solo di aver distrutto la natura, ma anche di aver annichilito lo spirito – tramite la tecnologia sfrenata che ha originato; la distruzione della natura, viene sostenuto, e’ una minaccia per la vita, tanto in senso spirituale quanto in senso fisico, perche’ quando le persone rifiutano la natura originaria, il loro accesso al proprio io “autentico” rimane bloccato.

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Secondo l’ideologia della “nuova” Destra, l’eredita’ “semita” dualistica eppure universalista, oggi sarebbe incarnata soprattutto dagli Stati Uniti, nella cui cultura “bastarda” – la democrazia egalitaria – tutte le culture e le razze sono mischiate insieme, formando una societa’ crassa e senz’anima. L’imperialismo culturale americano e’ genocida delle altre culture del mondo, mentre il suo imperialismo tecnologico sta distruggendo l’ambiente su scala globale. La ricerca fascista di una “identita’ nazionale” e di una salvezza ecologica cerca di contrapporre alla “civilizzazione occidentale”, vale a dire agli Stati Uniti, la “civilizzazione europea” – promuovendo una nozione di “etno-pluralismo” che auspica che ogni cultura governi se stessa ed il proprio ambiente.

L’Europa dovrebbe divenire, anziche’ una monocultura modernizzata, un “Europa delle patrie”, attraverso l’autonomia di tutte le sue popolazioni. Gli ideologi della “Nuova” Destra sostengono che cosi’ come i turchi dovrebbero vivere in Turchia e i senegalesi in Senegal, allo stesso modo i tedeschi dovrebbero avere la Germania per se stessi. L’ecologia puo’ facilmente essere pervertita per giustificare questo “etno-pluralismo”, cioe’ questo nazionalismo. Concepire la propria regione come propria “terra natia”, o Heimat, puo’ essere pervertito in regionalismo nazionalista, quando le tradizioni e il linguaggio di una regione vengono connesse misticamente ad un ambiente “ancestrale”.

La parola “Heimat” connota sia un volgersi al passato, sia un umore anti urbano, sia una comunita’ familiare, sia una prossimita’ alla natura. Per diversi decenni, questo concetto e’ stato considerato negativamente a causa dell’uso che ne fecero i nazisti, ma gli intellettuali lo hanno riscoperto negli anni Settanta, dopo altri decenni di industrializzazione capitalista. Per delle popolazioni che cerchino di affermarsi contro un invasore estraneo, un Heimat “ecologizzata” in cui si ritengano radicate biologicamente puo’ diventare uno strumento utile non solo contro l’imperialismo, ma anche contro l’immigrazione, gli stranieri, e la “sovrappopolazione”. Per opporsi all’immigrazione dal terzo mondo, delle elaborate giustificazioni vengono mascherate da diversita’, basandosi su argomentazioni “ecologiste” contro la “sovrappopolazione”. Oggi non sono soltanto i fascisti ad invocare l’Heimat: nel settembre del 1989, ad esempio, l’ambientalista Hubert Weinzierl, capo della stimata Lega per la Protezione dell’Ambiente e della Natura (“Bund für Umwelt und Naturschutz” ), ha rimarcato che soltanto quando sara’ stato risolto il principale problema dell’umanita’ – la sovrappopolazione – avra’ senso e ci sara’ qualche possibilita’ di creare un ambiente in grado di migliorare, o di configurare un paesaggio della nostra civilizzazione che sia ancora degno di essere definito “Heimat”. (6)

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Un’ecologia mistica, del resto, puo’ diventare una giustificazione per un nazionalismo mistico. Nel dibattito New Age attuale, con le sue affinita’ con l’ecologia, l’ultra-destra puo’ trovare molto facilmente le componenti mistiche necessarie per un nazionalismo autoritario modernizzato realmente aggiornato. Come nella Germania del periodo tra le due guerre mondiali, i culti anti-razionalisti della New Age – primitivisti, esoterici – abbondano sia nella Repubblica Federale che nel mondo anglo-americano. Questo anti-razionalismo e questo misticismo attraggono la “Nuova” Destra; come osserva l’editore anarchico Wolfgang Haug, “La Nuova Destra, effettivamente, desidera soprattutto ridefinire le norme sociali in modo che il dubbio razionale venga considerato decadente ed eliminato, in modo che vengano stabilite nuove norme “naturali”. (7)

mourning the ancient

NOTE

1. Riguardo all’ ecologia sociale, vedi i diversi testi di Murray Bookchin, in particolare “Remaking Society” (Boston: South End Press, 1989) e “Urbanization Without Cities” (Montreal: Black Rose Books, 1992).

2. Jutta Ditfurth, “Feuer in die Herzen: Plädoyer für eine Okologische Linke Opposition“ (Hamburg: Carlsen Verlag, 1992), terza parte, speciamente pp. 158, 172. Ditfurth fu precedentemente una dei principali portavoce delle correnti di sinistra nei Verdi tedeschi. Ora che i Verdi hanno perduto il proprio radicalismo, attualmente è impegnata a Francoforte nell’organizzazione della sezione locale di Sinistra Ecologista (Okologische Linke).

3. George L. Mosse, “The Mystical Origins of National Socialism“, Journal of the History of Ideas, vol. 22, n. 1 (Jan. 1961), p. 81. vedi anche Jeffrey A. Goldstein, “On Racism and Anti-Semitism in Occultism and Nazism”, Yad Vashem Studies 13, Livia Rothkirchen, ed. (Jerusalem: Yad Vashem, 1979), pp. 53-72.

4. George L. Mosse, “The Crisis of German Ideology: Intellectual Origins of the Third Reich” (New York: Grosset and Dunlap, Universal Library, 1964), p. 4.

5. Sul movimento volkisch, vedi Mosse, “Crisis”; Fritz Stern, “The Politics of Cultural Despair: A Study in the Rise of the Germanic Ideology” (Berkeley and Los Angeles: University of California Press, 1961); Walter Z. Laqueur, “Young Germany: A History of the German Youth Movement” (New York: Basic Books, 1962).

6. Citato in Ditfurth, ”Feuer”, p. 170.

7. Wolfgang Haug, “‘Pogromen beginnen im Kopf, Schwarzer Faden: Vierteljahreschrift für Lust und Freiheit“ [Grafenau];

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