Il Metodo Kaizen nel Mondo Nuovo di Gaia

Il Metodo Kaizen nel Mondo Nuovo di Gaia

 

Quel che segue è un esempio di cosa si possa intendere per “mercato del lavoro” per alcune categorie di “consulenti” o “esperti”, e cosa intendono per “democrazia partecipata”  i cinque stellati.

5s

Un’assemblea di quartiere a Parma, ottobre 2012.

A metà ottobre del 2012 scoppia una feroce polemica nella Parma del neo-sindaco a 5S Pizzarotti a proposito delle assemblee di quartiere, che sostituiscono i vecchi Consigli di quartiere aboliti per legge, e che nelle intenzioni dei 5S sarebbero un esempio, un modo nuovo di “democrazia partecipata”. Vi partecipano anche alcuni cittadini della lista Parma Unita, che alle elezioni aveva come suo candidato l’ex assessore allo Sport Roberto Ghiretti, noto manager e consulente sportivo. In data 16 ottobre Parma Unita fa circolare un comunicato stampa nel quale boccia severamente l’iniziativa, in questi termini;

“L’impressione che ne abbiamo ricavato è che queste assemblee siano, in realtà, un misto fra operazione di marketing e controllo del dissenso…quello che in apparenza sembra nuovo è la seconda parte delle riunioni, dove i cittadini vengono suddivisi in tanti mini-gruppi affinché ognuno possa esprimersi.

La ripartizione sembrerebbe casuale ma, guarda caso, in ogni gruppo è sempre presente un membro dei 5 Stelle (consigliere comunale o altro esponente) che è ben attento a tacitare il dissenso e i dubbi in modo che escano solo le proposte o segnalazioni neutre. Il portavoce poi, nel relazionare alla fine, è sempre moralmente condizionato a fare bella figura e, quindi, inevitabilmente portato a presentare in positivo gli interventi del gruppo. Un altro aspetto da sottolineare è che ogni portavoce del gruppo viene applaudito su richiesta della psicoterapeuta.

Questo modo di condurre le assemblee è un’evoluzione del metodo Kaizen, portato in Italia alla fine degli anni Ottanta da Publitalia e largamente adottato da Berlusconi, prima in azienda e poi in politica per indurre la gente a pensare che tutto vada bene. Non a caso il metodo Kaizen nasce in ambito aziendale per migliorare la produzione ma è stato poi sviluppato nelle scienze sociali e in psicoterapia. Il metodo, dunque, è questo e quindi ci pare improprio chiamarlo democrazia partecipata. Per come è attuato ci sembra più un controllo della partecipazione.”.

(http://www.parmaunita.it/comunicati-stampa/223/assemblee-di-quartiere-e-controllo-del.aspx)

In effetti,  queste “assemblee di quartiere” vengono dirette dalla vicesindaco Nicoletta Paci con l’ausilio della Dott.ssa Laura Castaldini, “psicologa e psicoterapeuta di orientamento psicoanalitico, specializzata in psicodramma analitico integrato” e conduzioni di gruppi “di Psicodramma con adulti sia nel privato che in azienda e nel pubblico con adolescenti e bambini alla neuropsichiatria infantile di Parma” etc etc. (Laura_Castaldini_Psicoterapeuta)

Secondo i quotidiani locali la Castaldini è anche una militante del M5S. I cittadini vengono fatti entrare in una sala in cui, secondo Ghiretti,  “casualmente” i militanti del M5S sono sparpagliati il più possibile, e  dopo un breve discorso della vice-sindaco, vengono suddivisi dalla psicoterapeuta in vari gruppi all’interno di ciascuno dei quali, come già detto,  è presente un militante del movimento 5 stelle che funge da capogruppo, e il cui compito è tacitare chi esprime dissenso e dubbi.

Sul suo sito, la D.ssa Castaldini, dopo aver spiegato cosa si intende per “psicodramma”, passa a illustrare le ragioni per cui è utile la psicoterapia di gruppo. Implicitamente notiamo qui che i “cittadini” che accorrono alle assemblee di quartiere vengono considerati e trattati come gruppi che necessitano, è ovvio, di un trattamento psicoterapeutico speciale e motivazionale. Non che vengano considerati “malati mentali”, ma comunque hanno bisogno di “prendersi cura di sé nel senso più lato del temine”, per ritrovare  “un certo equilibrio interiore”, in modo da promuovere la salute e il benessere di ciascun individuo. L’esperto psicoterapeuta accompagna le persone “a scoprire le cause possibili dei blocchi, a ritrovare le proprie naturali capacità creative e la incoraggia a scegliere le soluzioni possibili.”. La figura dell’esperto è necessaria al fine di prestare le dovute cure ed evitare  “una cattiva esposizione” ai fenomeni ambientali e sociali. Il  Psico-socio-dramma è dunque una psicoterapia di gruppo adatta alla risoluzione di particolari conflitti o all’approfondimento della conoscenza di sé.

5S_logo

La Castaldini successivamente, in un’intervista alla Gazzetta di Parma (http://www.gazzettadiparma.it/Aiuto_i_5_Stelle_a_dialogare_con_i_cittadini) cerca di ridimensionare il caso,  affermando che nelle assemblee non si fa psicoterapia di gruppo ma si parla di tematiche sociali, e che la sua presenza “serve solo per promuovere un metodo di lavoro, per gestire le dinamiche di gruppo”. Lei “non fa politica”, ma aiuta i 5S, assessori e vicesindaco, a dialogare con i cittadini. Del resto lei era stata contattata dai 5S ai tempi della selezione degli stessi assessori, e già che c’era avrebbe anche potuto partecipare alla selezione del Sindaco! Gli Assessori, difatti sono tutti “tecnici”. Con questo metodo, che in sostanza è un adattamento della psicoterapia di gruppo alla realtà più prosaica dell’Amministrazione comunale di Parma, si promuovono (si promuoverebbero) in maniera più costruttiva le finalità della medesima Amministrazione, attraverso il coinvolgimento dei cittadini, che vanno “aiutati” ad essere “responsabili” e “utili” (sottinteso: prima erano “irresponsabili” e “inutili”). La D.ssa Castaldini non cita il metodo Kaizen, ma nemmeno smentisce. Del resto,  secondo Ghiretti, il socio-psico-dramma ne sarebbe un’evoluzione. Quindi, importante non è come lo si chiama, ma il fatto che si applichi un metodo di quel tipo, normalmente rivolto a privati o ad aziende o a istituti neuropsichiatrici,  ad assemblee pubbliche di quartiere indette dall’amministrazione comunale. Il merito delle questioni, molte delle quali già affrontate nei precedenti Consigli di quartiere, diventa secondario rispetto al metodo adottato.

Mentre la D.ssa Castaldini reagisce “un po’ disorientata” di fronte all’attenzione mediatica del caso, la terribile vicesindaco Nicoletta Paci, unico assessore “politico” di una giunta “tecnica”, ribatte stizzita “alle accuse diffamanti” dei “provocatori di mestiere”. Altro non è dato sapere, almeno spulciando pazientemente quanto si può trovare in rete, salvo una pittoresca descrizione di queste assemblee riportata da “ilGiornale” (http://www.ilgiornale.it/news/interni/pizzarotti-vuole-psicanalizzare-i-cittadini-parmacitt-846459.html): “Ora il sindaco ci prova con la psicoterapia. E mette «in analisi» i cittadini…Tu chiamalo, se vuoi, brain storming o, più prosaicamente, appello alla cittadinanza per farsi venire qualche idea…il primo degli incontri, svoltosi nel quartiere Lubiana qualche giorno fa, si è trasformato in un mini show a mezza via fra il reality e l’incentive. Senza scomodare le riunioni degli alcolisti anonimi o i corsi per fidanzati, dove si è costretti a mettere a nudo «la propria storia», per i parmigiani si è trattato di una prova che non tutti hanno gradito…Lei, (la D.ssa Castaldini, presentata come “una professionista”,sic) con toni rassicuranti, invita i presenti a disporsi a gruppi di 20 per iniziare a discutere. “. Alcuni cittadini abbandonano l’assemblea, altri restano:

“Gli animi si scaldano, ma la «professionista» spiega che si tratta di una mezz’oretta per raccogliere le richieste da girare a consiglieri ed assessori. Si spostano seggiole, con il passamano si distribuisce una scheda di gradimento a crocette, come i questionari degli hotel. Poi compare il foglio bianco: la «tabula rasa» da vergare con tutto quello che passa nella mente e che nel quartiere non funziona. La sala è un brulicare di voci. Così i cittadini diventano personaggi e s’illudono di aver «partecipato» alla cosa pubblica. C’è la «vecchiaccia», come si definisce Franca, che difende questo metodo con aria da «partecipante scafata». C’è la «timida» che accusa: «In queste occasioni parlano sempre i soliti che hanno una bella eloquenza». Poi c’è la «minacciosa»: «Non vi faremo scampare», ammonisce letteralmente gli assessori che rispondono porgendo l’altra guancia: «Non chiediamo di meglio».

Dal punto di vista del merito, cioè dei problemi esposti, il risultato è deludente. L’effetto “reality show” resta. Si potrebbe obiettare: da quale pulpito (ilGiornale)  viene la predica! Già, vuoi vedere che questi stronzetti stracciacazzi ci (gli) fregano il mestiere!?

 

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