Gyorgy Csaba – Noi, robot

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(è un vero peccato che Internet e il web in generale siano a dominanza anglosassone e americana, mentre là fuori c’è un intero mondo, umano culturale e linguistico che i motori di ricerca ignorano. Invece di continuare a usare questa stupida lingua inglese, sarebbe meglio cominciare a usare direttamente il giapponese, il cinese, il russo o il turco. Un altro web è possibile…)

Gyorgy Csaba

“Noi, robot”

Una teoria affascinante esamina gli effetti della selezione naturale e delle mutazioni genetiche sulla specie umana. E il risultato è che ci siamo evoluti attraverso le cose.

Il futuro dell’uomo

L’uomo dei nostri giorni si differenzia dal suo antenato di 40mila anni fa soprattutto nei suoi piccoli mutamenti. Eppure 40mila anni rappresentano anche dal punto di vista biologico un periodo rimarchevole. In 40mila anni altre specie hanno subito seri cambiamenti evolutivi. L’uomo no, l’uomo invece è cambiato pochissimo. Quale causa può arrestare l’evoluzione della specie umana?

Ma si è davvero arrestata o si tratta di un fenomeno apparente? L’evoluzione viene creata dalla mutazione dei geni e dalla selezione con la quale si affermano coloro che hanno maggiori capacità di adattarsi a date circostanze. L’essere umano, partendo da un grado di sviluppo mentale superiore a quello degli altri animali e dalla sua socialità, ha la capacità di ostacolare l’arrivo in superficie dei mutanti. Nel caso dell’uomo, il metodo più importante per ostacolare la selezione è la realizzazione degli utensili. Però, come vedremo, questo fattore può anche rappresentare l’espressione dell’evoluzione. La realizzazione e l’uso degli utensili è l’oggettivazione dell’attività biologica umana. Il fatto, ad esempio, che al posto delle mani l’uomo usi zappa e martello fa si che il ruolo del movimento del corpo venga assunto dalla ruota. Il che rende possibile un minore impiego delle capacità biologiche, e un contemporaneo aumento del rendimento. Si tratta di attività che costituiscono una difesa nei confronti della selezione, perché l’uomo costruisce case, cuce i vestiti, si cura con le medicine etc. Tuttavia l’effetto di queste attività sulla selezione non è molto rilevante. In parte perché esse sono simili a quelle che si trovano anche nel mondo degli animali (ad esempio la costruzione dei nidi), in parte perché all’inizio la comunicazione è abbastanza limitata e così il modo di realizzazione degli utensili si diffonde solo in una cerchia ristretta.

Sarà “l’oggettivazione della comunicazione”, cioè l’apparizione della scrittura, a provocare il salto di qualità. Le nozioni, una volta acquisite, potranno diffondersi su larghissima scala e questo aumenterà enormemente la capacità di porre freno alla selezione. Dopo un certo periodo oltre al fatto che l’attività biologica esistente viene oggettivata, si presenta anche un elevatissimo aumento delle capacità naturali: per esempio, l’intensificazione delle capacità visive grazie a cannocchiali microscopi elettromicroscopi, la crescita in distanza e in quantità delle capacità comunicative grazie al telefono, alla radio, alla televisione, ai satelliti. E così via. Più avanti ancora si arriverà ad oggettivare capacità biologiche inesistenti nell’uomo ma rese possibili tramite l’oggetto, come il volo, la percezione degli ultrasuoni etc. E infine, l’uomo realizzerà calcolatori di grande potenza che altro non sono se non la “forma oggettivata” dell’attività intellettuale umana.

Questi aspetti pongono termine alla selezione, ostacolata in misura sempre più grande sul piano biologico. L’arresto della selezione impedisce quindi l’evoluzione biologica e allo stesso tempo, come abbiamo visto, gli oggetti cominciano a svilupparsi in misura enorme. Gli oggetti assumono uno sviluppo di carattere  e di valore evolutivo. In base a ciò si può a buon diritto supporre che l’evoluzione dell’uomo viene trasmessa agli oggetti. E poiché l’evoluzione degli oggetti può essere considerata senza fine, e può essere ostacolata solo dalla sfera biologica, nel caso (purtroppo sempre più possibile) che venga danneggiata da essi, in futuro l’uomo non avrà più bisogno di una evoluzione biologica.

L’uomo e la macchina

Se consideriamo che l’evoluzione promuove un migliore adattamento a un dato ambiente, possiamo ritenere che ciò è raggiungibile anche tramite gli oggetti. L’evoluzione umana per mezzo degli oggetti non ha un valore minore dell’evoluzione biologica: attraverso l’evoluzione culturale (espressa negli oggetti) si raggiunge lo stesso obiettivo. C’è tuttavia una notevole differenza tra l’evoluzione del mondo degli animali e quella dell’uomo trasmessa dagli oggetti. Le possibilità dell’evoluzione biologica sono limitate in parte dalla stabilità relativa dell’ambiente, in parte perché i difetti si presentano direttamente nella sfera biologica dell’individuo nel quale avviene il cambiamento, evidenziando subito la sua maggiore o minore capacità di vita. Le possibilità di evoluzione negli oggetti sono infinite e dipendono in misura molto inferiore dall’ambiente di quanto non ne dipenda invece l’evoluzione biologica. Le ripercussioni sull’umanità produttrice dell’oggetto non sono necessariamente immediate: può darsi che si manifestino solo dopo un periodo più o meno lungo. Proprio perciò il godimento dei vantaggi può offuscare i pericoli che si presentano per la sfera biologica e può rendere irreparabili i danni. Mentre la realizzazione dell’oggetto può essere un risultato individuale, i suoi effetti possono coinvolgere masse enormi, intere popolazioni umane. L’uomo non è solo un essere biologico ma anche sociale. La sua socialità non si basa su istinti rigidi come avviene nel mondo animale (formiche, api, etc) ma si sviluppa con forte dinamismo. Si può dunque ritenere che l’uomo trasmetta l’evoluzione non solo agli oggetti, ma anche alla società, e l’evoluzione dimostrata nello sviluppo sociale può essa stessa essere considerata come continuazione della sua evoluzione biologica.

Sebbene la società umana abbia proprie leggi che non possono essere spiegate in sé con delle particolarità biologiche o con delle caratteristiche della società animale, tuttavia è possibile che siano forme di espressione dell’evoluzione dell’uomo.

Il governo della ragione

L’evoluzione espressa negli oggetti e l’evoluzione sociale mostrerebbero assieme che, mentre l’evoluzione biologica dell’uomo si è arrestata decine di migliaia di anni fa, l’evoluzione trasmessa ha assunto un colossale sviluppo. Ma l’evoluzione biologica ha sempre in vista gli “interessi della specie”. Sebbene la specie sia costituita dal complesso degli individui, l’interesse dell’individuo viene in ogni modo sottomesso a quello della specie. Quanto più un uomo viene allontanato dalla sua sfera biologica e diventa essere sociale, quanto più la sua evoluzione viene trasmessa agli oggetti e alla società, tanto più mette in pericolo se stesso. Cessano gli istinti che difendono gli interessi della specie, che si possono ancora trovare ai livelli più bassi dello sviluppo sociale umano e quindi più sviluppata diventa la società, più diventa auto distruttrice. Perciò la ragione umana e la società devono intervenire perché lo sviluppo venga utilizzato nell’interesse dell’intera specie umana.

(tratto da un articolo apparso su L’Unità, 1 Maggio 1987)

(Gyorgy Csaba, docente di biologia, Università Semmelweiss di Budapest)

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