Il primo cyborg (Riccardo K. Salinari, SMS – Simboli Misteri Sogni, 2012)

riccardo k. salinari SMS

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http://www.raffaelesalinari.it/2012/sms-simboli-misteri-sogni/

Che cosa ci fanno insieme il primo cyborg, detto “il Turco” e Stalin, Walter Benjamin ed Edgar Allan Poe, Charles Babbage e Pasolini, la processione dei Perdoni di Taranto e i pigmei della foresta pluviale, l’Iliade e Jean Cocteau? Riccardo K. Salinari unisce sottilmente, in un intreccio labirintico di brevi e affascinanti saggi pieni di rimandi e concatenazioni, racconti  misteriosi sospesi fra storia e leggenda, fra visibile e invisibile, fra scienza e fantasia, fra  simboli e sogni, con l’intento di mostrare la trama nascosta che, come diceva Eraclito di Efeso, “è più forte di quella manifesta”, e indicare, anche, una via di passaggio dalla sopravvivenza alla re-esistenza.

Simboli: i gemelli Hypnos e Thanatos, il Sonno e la Morte, compaiono su un Cratere attico del 500 a.C. come interpreti di un messaggio nascosto nei versi dell’Iliade. All’inizio della seconda guerra mondiale, Pier Paolo Pasolini compie il suo rito di passaggio alla maturità danzando nudo all’alba, mentre la giovinezza scompare come la tremula luce delle lucciole. Solo qualche anno prima, il filosofo Walter Benjamin iniziava le sue Tesi sul concetto di storia scegliendo la figura simbolica del Turco – l’automa giocatore di scacchi che aveva sconfitto anche Napoleone – per illustrare le relazioni tra teologia e materialismo storico.

Misteri: ma il Turco era solo una semplice macchina, o piuttosto un cyborg ante litteram, come aveva intuito E. A. Poe? E che fine ha fatto? È veramente bruciato in un museo di Filadelfia gridando il suo ultimo Shet, o sopravvive in qualche forma? E ancora, misteri della storia: cosa ci faceva Stalin in Italia nel 1907? Perché il suo viaggio ad Ancona doveva rimanere nascosto? Cosa lega lo Zar rosso al Gentiluomo di fortuna Corto Maltese?

Sogni: nel “Cuore di tenebra” del continente africano, l’incontro con un pigmeo nella foresta del Congo diventa parte di un sogno di guarigione. Al crocevia tra un altro tempo, la notte del solstizio d’inverno, ed un altro sogno, quello di un clochard veneziano, una visione illumina il destino di due ragazzi partiti entrambi dall’isola di Gorèe in Senegal.

metropolis

SMS –  Simboli, Misteri, Sogni: le storie che svelano il linguaggio della trama nascosta.

Introduzione di Franco Farinelli, 214 pagine,  PuntoRosso Edizioni, febbraio 2012

Raffaele K. Salinari è un medico-chirurgo che ha lavorato per oltre venticinque anni per le Nazioni Unite ed in diverse Organizzazioni umanitarie in Africa, Asia ed America latina. Docente universitario, presidente della Federazione Internazionale Terre des Hommes e membro del Consiglio Internazionale del Forum Sociale Mondiale. Per le Edizioni Punto Rosso/Carta ha pubblicato la “Trilogia della Re-esistenza”: Re-esistenza contro Sopra-vivenza (2005), Il Gioco del Mondo (2007) e Il Castello di sabbia (2009). Nel 2010 la monografia Tuffarsi.

E’ disponibile in lettura sul sito di Riccardo K.Salinari,  e acquistabile sotto forma cartacea o come e-book dal sito http://www.puntorossolibri.it;
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IL PRIMO CYBORG – LA MENTE E LA MACCHINA

“Dopo essere stato attivato da una grande chiave, l’automa girò lentamente il capo, come ad osservare la scacchiera, poi mosse con meccanica abilità il braccio e la mano sinistri e con piccoli scatti inframmezzati da pause ad effetto, posizionò precisamente i suoi pezzi: l’avversario venne sconfitto in poche mosse”. (The Chess Player, r. di Raymond Bernard, 1927)

La storia del primo cyborg si presta molto al racconto-viaggio misterioso di Salinari, piena com’è di rimandi, intrecci e suggestioni che cavalcano i secoli e perfino i millenni. Si potrebbe risalire ai primi automi conosciuti, Talos, il gigante di bronzo che custodiva l’isola di Creta, la colomba di Archita da Taranto, il cane artificiale degli Argonauti, il Colosso di Rodi, gigantesco automa, le macchine meccaniche di Erone d’Alessandria, gli studi rinascimentali, l’Homme Machine di La Mettrie, le “Anatomie artificiali” del XVIII secolo, e così via. Ma per quanto riguarda il primo cyborg mai costruito, il Turco, l’automa giocatore di scacchi, la “mente nella macchina”, la catena degli eventi comincia al Museo Meccanico di Jean-Joseph Merlin, a Londra, ai primi dell’Ottocento. E’ qui che nel 1819  il giovane Charles Babbage, futuro realizzatore della macchina differenziale, intuisce la possibilità di costruire un’integrazione governabile  tra macchina e uomo,  una macchina pensante  per “potenziare le capacità cognitive dell’uomo”. Il Turco non gli appare solo come un complesso (e astuto) oggetto meccanico, ma come una macchina dotata di raziocinio, in grado di confondere l’avversario con la sua perturbante estraneità, con la sua simulazione di intelligenza. Dall’ambiguo prestigio del Turco nasce dunque la prima intuizione del simulacro di cyborg, un essere “potenziato” che sviluppa l’interazione omeostatica tra un essere biologico e parti artificiali, cybernetic organism, come verrà definito molto tempo dopo, nel 1960. E’ con l’Illuminismo, con la filosofia di Cartesio e Bacone, che l’idea di cyborg comincia ad essere fattibile tecnologicamente, “poiché è lo stesso corpo umano ad essere ormai descritto e paragonato a una macchina”.

Per “attivare” il Turco, von Kempelen alludeva al “magnetismo”, alla forza vitale “potenziante”  (Magnetkraft) teorizzata in quegli stessi anni da Franz Anton Mesmer. Nel 1770 il Barone presentò a Maria Teresa d’Austria, come aveva promesso, il suo “automa magnetico”, superiore a tutti i prestigi precedenti, e soprattutto, in grado di pensare!  Di fronte agli sguardi eccitati dell’imperatrice e dei cortigiani il Barone  presentò dunque il suo bizzarro congegno, “un manichino addobbato da turco, con tanto di turbante e una lunga pipa, ampio mantello, un paio di baffoni spioventi, seduto “alla turca” dietro un’ampia scrivania di legno munita di rotelle, sulla quale campeggia una scacchiera. Un automa giocatore di scacchi…Un complesso congegno di ingranaggi metallici, cilindri, pulegge, argani, tamburi, ruote dentate, stantuffi, cavi, tubi, viti e relativi bulloni” (R.K.Salinari).

Il Turco giocatore di scacchi girò in lungo e in largo l’Europa, sconfiggendo regolarmente i suoi avversari, compreso un incredulo (e allibito) Napoleone, poi negli anni Venti dell’Ottocento andò in tournée nel Nuovo Mondo, dove l’”automa mesmerico”, progenitore di una lunga serie di macchine “intelligenti” (da applicare alla produzione industriale) venne accolto entusiasticamente, giocando anche con Edgar Allan Poe che lo immaginò regolato da una “mente umana” (“The Maelzel’s Chest Player”, 1836). In modo molto simile alla Olympia de L’uomo della sabbia di E.T.A Hoffman (1815), il Turco “potenziato” era stato concepito per generare un sentimento di “perturbante estraneità” (Friedrich Schelling). Poe rivela l’arcano, coprendolo cioè con un velo ancora più fitto: mantiene il “mistero” rivelando il “segreto”.

Il Turco bruciò a Filadelfia nel 1854, in un incendio al Chinese Museum. Molto più tardi, nel 1940, Walter Benjamin lo rievocò nella prima delle sue Tesi sul concetto di storia, immaginando che all’interno ci fosse un nano gobbo, un’immagine ricorrente nelle sue opere (Infanzia berlinese, Kafka – L’omino gobbo): Il Dybbuk è lo spirito di colui che ha mancato nella vita precedente e si “attacca” a un corpo ospite per avere un’altra opportunità: “Questo ometto è l’inquilino della vita distorta, e svanirà quando verrà il Messia”.

Ma, afferma Salinari, “una leggenda non può morire del tutto”. Il Turco, animato dal nano gobbo, è “un essere favoloso che ci riporta ai momenti estatici, aurorali, dell’entusiasmo infantile: il tempo del mistero e del segreto, quando “tutto era ancora possibile”. Si aggira tuttora nel Museo della scuola medica di Parigi, o fra le tavole di Corto Maltese, o i Sogni di Neil Gaiman.

Sullo stesso argomento in Deadwarhols: tecnoutopia-automa-e-liberta-paolo-quintili-arti-meccaniche/

babbage

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