VIVA LOS ANGELES (Soul Brothers, Mark Nine, Drowning Pool)

A fine anni ’80 la scena musicale della Città degli Angeli aveva già assorbito gli umori e i furori punk, post-punk, gotici, sperimentali, industrial, e dal suo “underground” sedimentato nascevano nuovi strani fiori, pregni di suoni diversi, strani, alieni. Un  mix di malinconia, silenzi, colori psichedelici, racconti, voci, frammenti, rumori, found sounds, pop song nate dall’inconscio. Una squadretta di simpatici fanzinari romani raccolti intorno alla label VIVA,   ne aveva rintracciato con pazienza e passione alcuni percorsi fra la disseminazione di piccole etichette losangelene, costruendo nel tempo i contatti che portarono alla produzione di un doppio LP, poi CD, contenente 18 brani di 18 bands diverse. Agli LP era allegato un prezioso booklet contenente ricche informazioni e valutazioni sia sui gruppi che sulle etichette, testimonianza non solo di un’epoca, ma anche del suono di una città che crea una sua speciale tradizione per il futuro . Il doppio LP o il CD con relativo booklet sono tuttora disponibili su Discogs a un prezzo accettabilissimo (http://www.discogs.com/Various-Viva-Los-Angeles-II/release/1544799) .

Oh, è questo il nome della canzone” disse Alice.

No, non capisci”, disse il cavaliere. “E’ il nome che si chiama così” (Lewis Carroll)

“The Italian Pop Song, which is dedicated to VIVA, is a playful, sunny track, with a relaxed beat, various sound effects like buzzers and car brakes, and snippets of actors’ voices from films like “La Dolce Vita”. Other voices, when they appear,  are inarticulate or muffled . Aphony. Absence of the voice. “ (P.K.)

“The song is comprised of a simple (somewhat Celtic) three chord folk song in endless repetition, juxtaposed against a high-tech otherworldly studio production. To me, it seems to mirror the struggle of opposing forces both inside ourselves and in our relationships with other people and nature itself. It also heralds love as supreme conquering force while casting the forbidding shadow of love lost in a modern world whose days must surely be numbered. Our daily rituals seem to rise and fall upon a black sea, drifting to their final destination. Perhaps we are all castaways, like little puppet sailors, searching for salvation among the forsaken. Though we dance with pain and despair, is it not love that pulls the strings?” (Mark Nine)

post in preparazione

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