Gilles Deleuze – Z, lo Zen della mosca (Abecedario)

GILLES DELEUZE     “Z”   (Abecedario)

Intervista a cura di Claire Parnet, Pierre-André Boutang, 1988

CLAIRE PARNET –  Non è la Z di Zorro il giustiziere, come è emerso dal nostro alfabeto non ti piace il giudizio, ma è la Z della biforcazione, la Z del fulmine, quel che sta nel nome dei grandi filosofi. Z come Zen, Zarathustra, Leibniz, Spinoza, Nietzsche, Bergzon, e ovviamente Deleuze…

GILLES DELEUZE – Sei molto spiritosa, spiritosa per Bergzon e molto molto gentile nei miei confronti…Z è una lettera fantastica, e poi ci riporta ad A, la mosca, lo Zen della mosca, lo zigzag della mosca. La Z è lo zigzag e l’ultima parola, non c’è parola dopo zigzag, è bene finire così. In effetti cosa succede con la Z? Lo Zen è l’inverso della parola francese nez, naso, che è anch’esso uno zigzag. E il movimento della mosca. Che cos’è? E’ forse il movimento elementare, quello che ha presieduto alla creazione del mondo. In questo momento mi occupo, come tutti, del big bang, la creazione dell’universo, la curvatura infinita, cose così. Come è avvenuto il big bang? Credo che all’origine delle cose non ci sia il big bang, ci sia la Z.

C – Allora la Z della mosca, il big bang, la biforcazione…

GD – Sì, il big bang bisognerebbe sostituirlo con la Z, che di fatto è lo Zen, che è il percorso della mosca. Cosa significa? Per me invocare lo zigzag, è quello che dicevamo prima, niente universali ma insiemi di singolarità. Il problema è come mettere in relazione delle singolarità disparate o dei potenziali. Continuando in termini fisici, possiamo immaginare un caos pieno di potenziali. Come mettere in relazione dei potenziali? Non so più in quale disciplina vagamente scientifica, c’era un termine che mi piaceva molto, che ho usato in un libro. Spiegava che tra due potenziali si verifica un fenomeno che veniva definito ricorrendo all’idea di un oscuro precursore. Il precursore oscuro metteva in relazione dei potenziali diversi. E quando l’oscuro precursore effettuava il percorso, i due potenziali venivano a trovarsi in condizione di reazione, e tra i due folgorava l’evento visibile, il lampo. C’era l’oscuro precursore, e poi il lampo. E’ così che nasce il mondo. C’è sempre un oscuro precursore,  che nessuno vede. E poi il lampo che illumina. E il mondo, e il pensiero dovrebbe essere questo. La filosofia dovrebbe essere così, ecco la grande Z. E la saggezza dello Zen è questo. Il saggio è l’oscuro precursore, e poi il colpo di bastone. Perché il maestro Zen passa il tempo a distribuire colpi di bastone. Il colpo di bastone è il lampo, fa vedere le cose.

Claire – Lei è contento di avere un cognome con la Z?

JD – Entusiasta!

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