Hysteria (film, 2011)

“A romantic movie on technology, rights, women and pleasures, soft and funny which will be a success on cinemas all around the world.”

    Dico subito che questo film è assai godibile e piacevole,  non è né un mattone psicanalitico sull’isteria femminile, né una commediola all’italiana tutta tette-e-culi frizzi-e-lazzi da 4 soldi. L’argomento è uno dei più delicati ma, calato in un’ambientazione vittoriana (siamo nel 1880) , viene trattato con sorprendente distacco e fine humour, anche grazie a una buona sceneggiatura e a dei bravi interpreti. Il vibratore elettrico che diventa il rimedio miracoloso dell’isteria viene inventato quasi per caso dal giovane medico Mortimer Granville, che ricicla una scoperta del suo amico Edmund.

  Il design del novello “sex toy” è ispirato al filone steampunk, come pure tutto il discorso della scienza e delle invenzioni pirotecniche, ma il film non svirgola sul fantastico o sull’ucronia, e riesce a mantenersi incredibilmente su un registro realistico, presentandoci non solo i salotti buoni e puritani dell’Inghilterra vittoriana, ma anche personaggi come Charlotte, una decisa e tosta riformatrice sociale e femminista, figlia di quello stesso Dr. Dalrymple presso il cui studio il dr.Granville aveva cominciato a praticare i massaggi terapeutici per la cura dell’isteria. Come tutto questo po’ po’ di trama riesca ad essere divertente senza scadere mai nel volgare, riuscendo perfino a definirsi “commedia romantica”, credo che sia un miracolo di equilibrio della regista Tanya Wexler e della sceneggiatrice-autrice Jonah Lisa Dyer.

E merito pure dei costumi, come fa notare giustamente Mauser in una sua lunga e dettagliatissima recensione (http://georgianagarden.blogspot.it/2012/03/hysteria-il-film.html):

“La parte costumistica in particolare è perfetta, adeguatamente distinta tra costumi della borghesia con balze, crinoline, cappellini e parasole e quella della povertà, con gonne semplici e lisce, camicie a righe, grembiuli e scialli…Valorizzare la grazia di una figura come quella della Gyllenhaal mi rendo conto sia difficile e certi tagli di sartoria moderna le donano più che le gale e gli scolli a barca, ma vi prego, ricordiamoci che siamo nel 1880!
Anche il suo impeccabile rossetto va sottolineato, ma questa è pignoleria.
A differenza di altri, qui sceneggiatori e registi non hanno creato una scarmigliata eroina con la chioma arruffata, nonostante il duro lavoro alla casa dei poveri e il suo carattere, piuttosto che le sue disavventure in bicicletta, Charlotte ha sempre in testa una severa pettinatura vittoriana.”.

Sono dettagli come questi che fanno la differenza!

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