Afrodite Superstar (Venus Hottentot & Candida Royalle)

a sex education film for the hip hop generation

 I choose the name Venus Hottentot in salute Sarah Saartjie Baartman also known as The Hottentot Venus, a South African woman who was kidnapped and sexually exploited in the 19th century. My attempt is to reclaim her sexual voice, power, and the voice of all of us. Women of color are over-sexualized in our society.  Our bodies are everywhere, but our voices are absent.  I made this film to present our voice in this arena. “ (Abiola Abrams)

abiolaabrams.com/afrodite_superstar_black_erotica.html

Fra le varie opere dedicate alla “Venere Ottentotta”, di cui ho già parlato in alcuni post precedenti, sono riuscito a vedere questo Afrodite Superstar (2006), diretto appunto da Venus Hottentot (pseudonimo di Abiola Abrams, regista, autrice e presentatrice tv, blogger), insieme alla produttrice Candida Royalle (Femme Productions, Post Porn Modernist Manifesto), che ha diretto o co-diretto le scene di sesso.  Il film fa parte di un filone erotico rivolto a un pubblico femminile, e in questo caso a un pubblico black, in particolare quello hip hop. Si può accostare al soft porn o softcore, in quanto le scene di sesso non sono violente, ripetitive e spiacevoli, e c’è un approccio allo stesso tempo più artistico e più realistico, volto a valorizzare il piacere femminile, non senza humour.

Ad ogni modo per la regista l’obiettivo del film è quello di dare voce ed espressione alle donne di colore, di accrescerne l’auto-stima sessuale, contro i modelli imperanti di sfruttamento e sottomissione, compresi i video hip hop, di cui parodizza gli stereotipi.  Come film indipendente e sperimentale, ha ricevuto premi (New School for Social Research, AVN Awards), ha partecipato a esibizioni ed è stato appoggiato con favore da Essence Magazine, The Village Voice, Spread Magazine, dall’American Association of Sexuality Educators, Counselors and Therapists, e da Feminists for Free Expression.  E’ stato accostato da un lato ad altri film più mainstream, come quelli di Michael Winterbottom, Lars von Trier, Gore Vidal, e altri, che tentano di ampliare in maniera intelligente i contenuti esplicitamente sessuali, oltre (e anche contro) i canoni del porno tradizionale, e dall’altro al filone sottoculturale delle suicidegirls, (dark, punk, hip hop, metal), qualcuna anche in Italia, ma a giudicare dai video su YouTube, ancora in ruoli troppo “di sfondo” decorativo alle band dei maschietti, a volte troppo MTV, meglio cercare altrove produzioni davvero autonome.

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