La “destra fantasy”: Tolkien e i Campi Hobbit

Tolkien e i Campi Hobbit


Nei primi articoli su Gianluca Casseri, il neofascista che a Firenze ha ucciso due senegalesi, Samb Modou e Diop Mor, i quotidiani lo hanno presentato come  frequentatore di Casa Pound a Pistoia,  e come “uno scrittore di fantasy appassionato di Tolkien” – ha scritto fra l’altro Le chiavi del caos (Edizioni Il Punto d’Incontro) con prefazione di Gianfranco De Turris (non uno qualsiasi, centrostudilaruna.it/autore/gianfranco-de-turris/) – . In quanto scrittore circolavano in rete numerosi suoi post e saggi, che Casa Pound e CS La Runa si sono affrettati a rimuovere per prendere le distanze dal “folle”, e per non avere rogne. Ma tanto folle il Casseri non lo era. Il saggio “revisionista” intitolato I Protocolli del Savio di Alessandria, scritto in risposta a Il cimitero di Praga di Umberto Eco, (http://olo-truffa.myblog.it/archive/2010/11/index.html), dimostra una gran proprietà di linguaggio, che non appartiene né a un folle né a un grigio ragioniere di provincia.  E in fondo la sua biografia assomiglia a quella di un qualsiasi anonimo appassionato di fantasy (*), che in Italia si coniuga spesso con “tradizionalista”, “neo-fascista” e “anti-moderno”. E naturalmente, fra Protocolli di Sion e Identitarismo, c’è tanto spazio per infilarci comodamente negazionismo e razzismo. Se poi si possiede (legalmente) anche una Magnum 357, prima o poi scatta la voglia di provarne l’efficacia sugli odiati “negri” (o “zingari”, o “ebrei”). Beninteso, questo non comporta alcun automatismo, cioè che il fantasy sia, di per sé, di destra, e che tutti gli aderenti a Casa Pound siano dei potenziali criminali, dei giustizieri solitari, o dei folli, a seconda delle convenienze. E però è bene approfondire i contesti, cercare di capire perchè e come nascono determinate pulsioni razziste e omicide, perchè e come si vestono o rivestono di determinati riferimenti culturali, come questi riferimenti culturali si aggiornano.

L’Italia è un paese strano, “anomalo”. Un Paese con una Costituzione antifascista che vieta la ricostituzione, sotto qualsiasi forma, del partito fascista, ma le cui norme vengono sostanzialmente ignorate, disattese e aggirate, tanto che i neofascisti sono andati allegramente al governo per un intero decennio. Ed è un Paese con una mediocre cultura di fantascienza vera, moderna, ma con un vasto sottobosco new age, “spiritualista” e “tradizionalista” su cui la cosiddetta “Destra fantasy” ha investito, da tempo, grandi risorse, anche editoriali,  a fini strettamente politici. E’ una storia che comincia alla fine degli anni Sessanta, quando, di fronte al dilagare imponente del ’68 e dei movimenti di sinistra, alcuni militanti della Destra Radicale decidono che è ora di andare oltre il fascismo puramente nostalgico, e di utilizzare i nuovi mezzi di comunicazione, la musica e le controculture alternative.

* “Nasce a Ciriegio (PT) nel 1961, mentre l’uomo va nello spazio e il cielo si eclissa per la massima eclissi del XX secolo. All’età di dodici anni, folgorato dall’incontro con H.P. Lovecraft, si aliena definitivamente dal cosmo ordinato che ci circonda. I suoi molteplici interessi nel fantastico, tutti rigorosamente inattuali, spaziano da Flash Gordon al cinema di fantascienza degli anni Cinquanta, dagli autori di Weird Tales ai film di Val Newton e oltre. Nel 2001, in pieno trionfo di Internet, ha la geniale idea di fondare una rivista cartacea, La Soglia, dove sfoga le sue manie multimediali. Per distrarsi dalle cose serie pare che faccia il ragioniere”. (http://tolkien.it/)

   L’appropriazione “neo-fascista” di Tolkien inizia negli anni ’70, in particolare coi Campi Hobbit, un mix di campi paramilitari e festival alternativi promossi dalla destra radicale, ma ha un suo importante precedente nella pubblicazione de Il Signore degli Anelli da parte di Rusconi nel 1970, con la prefazione di Elèmire Zolla che  traccia le linee dell’interpretazione “tradizionalista” dell’opera. L’orientamento delle edizioni Rusconi, sotto l’influenza di Zolla e di Augusto Del Noce e la direzione editoriale di Alfredo Cattabiani , è più tradizionalista e antiprogressista che politico in senso stretto, e il vero intellettuale di riferimento della Destra radicale, nella prima metà degli anni ’70,  resta Julius Evola. Almeno fino al 1976, anno in cui la sconfitta elettorale del MSI spinge la corrente di Pino Rauti “Linea Futura” a promuovere con decisione una nuova linea politica e culturale “alternativa” rivolta in particolare al mondo giovanile e ai nuovi movimenti sociali.

Fino a quel momento il dibattito sul Tolkien di “destra” o di “sinistra” in pratica non esiste. Promosso da Rusconi come la “Bibbia degli Hippies”, Il signore degli anelli ha un ventaglio di lettori piuttosto ampio di “giovani inquieti, sradicati, aspiranti rivoluzionari” accomunati da una “sostanziale identità di condizione umana”, come affermava nel 1978 Marco Tarchi, ideologo della Nuova Destra e direttore della Voce della Fogna: “Un po’ alla volta, Tolkien diventa il livre de chevet di questa generazione di “irregolari”, che in esso ritrova il senso di una dimensione diversa…Piuttosto che una “Bibbia degli Hippies”, esso si trasforma nel breviario dei ribelli, dei disperati, degli emarginati, che in esso ritrovano una “altra dimensione” dell’esperienza esistenziale, capace di fondere l’elemento mitico e i richiami dell’attualità. Delusi dalle contraddizioni del progresso, giovani di destra e di sinistra, anarchici d’ogni segno, contestatori, vi trovano una profonda aspirazione ideale al cambiamento, alla costruzione di un mondo diverso” (M.Tarchi, “Intervento”, maggio-giugno 1978).

L’altra dimensione di Tarchi ebbe modo di sperimentarsi, dal ’77 all’’81, appunto nei Campi Hobbit, risposta  “metapolitica” e movimentista ai festival organizzati dalla sinistra, fra cui quelli del Parco Lambro. Ma venne osteggiata duramente dalla nomenclatura del MSI, e scaricata dall’atteggiamento ondivago dello stesso Rauti, cosa che portò all’espulsione dal partito di Tarchi nel 1981, proprio nel momento in cui s’apprestava a diventare segretario del Fronte della Gioventù. Al suo posto Almirante preferì il suo cosiddetto delfino, Gianfranco Fini.

La ridefinizione di una “nuova cultura” di destra passava anche per la rivista Diorama Letterario promossa dallo stesso Tarchi:

“Con «Diorama» si voleva dimostrare che l’ ambiente missino non era composto solo dall’ attivista duro e puro, né che la cultura di destra si riduceva alla figura del filosofo ex marxista Armando Plebe.«Si trattava di far emergere l’ esigenza di svecchiamento, di denostalgizzazione, dall’ interno, presentandola come spinta all’ ammodernamento dei temi e del linguaggio…Diorama si sarebbe trasformato nello strumento più efficace di modernizzazione intellettuale del neofascismo italiano. [… ] A poco a poco, fra le recensioni di testi sul fascismo e il nazionalsocialismo, gli eserciti sudisti e la tradizione di Roma, s’ insinuarono [… ] testi di letteratura fantastica (la monografia [… ] a J.R.R. Tolkien), un romanzo di Joseph Roth, il monumentale affresco sociologico di Sorokin, gli interrogativi epistemologici di Lorenz e di Eysenck, la narrativa di Guido Morselli. Il tutto veniva rigorosamente dissezionato alla luce di un presupposto di consonanza e/o utilità in termini di “ visione di mondo” , e molto spesso non per un’ intuizione originale ma sulla scia degli stimoli che provenivano dalla Nouvelle Droite francese». (M. Tarchi, Breve storia di un’ambientazione, in Diorama).

Nell’insieme, Tolkien era poco più di un tassello inserito fra altri autori come L.F. Céline, Pierre Drieu La Rochelle, Ernst Junger, Robert Brasillach, Oswald Spengler. Tolkien era il Maestro la cui parola “risana le ferite e le fa meno brucianti”. E’ dunque in quel singolare contesto della seconda metà degli anni ’70 che Tarchi, Simeone e Croppi inventano i Campi Hobbit, e che la Terra di Mezzo finisce per essere assimilata nel più consueto linguaggio fascio-misticheggiante:

“Sarà l’ impulso del sangue e della giovinezza [… ] che spingerà oltre, a capire e ad amare la nostra Terra di Mezzo. Roma non sarà più la città del papa, dei politicanti, della corruzione e della dolce vita. E neppure una squadra di pallone. Sarà un’ idea che ci aiuterà a ritrovare noi stessi ora smarriti e/o isolati in qualche lontana/vicina contea. Ma il tempo passa… e con esso gli uomini.
Quando tra cento anni, l’Europa sarà nel suo fulgore di noi sarà rimasto solo ciò che avremo fatto. Non ciò che avremo detto. Ma su tutto e su tutti, tra i santuari d’Europa e le nostre bandiere, al vento, sui bastioni della Terra di Mezzo, tra gli immortali monumenti [… ], uno sfumato canto immortale si leverà: “ se non ci conoscete guardateci nel viso, veniamo dalla fogna e andiamo in paradiso!” E scusateci Satana, ma Dio è con noi.” (da La Voce della Fogna)

All’esperienza dei Campi Hobbit Marco Tarchi ha dedicato un libro pubblicato da Vallecchi nel 2010, La rivoluzione impossibile, nonchè alcune interviste recenti fra cui questa de La Repubblica in cui Antonio Gnoli presenta così l’autore:

“Fu la destra fantasy, quella che con un balzo dell´immaginazione unì Tolkien e Evola, Il signore degli anelli e Rivolta contro il mondo moderno. Era il 1977. La sinistra ricaricava le batterie con un movimento di protesta che voleva in qualche modo ripetere le gesta del Sessantotto. La destra – quella creativa e radicale – cercava una via alternativa alle visioni nostalgiche dell´ambiente missino. Nacquero così i “Campi Hobbit”, un´esperienza durata dal 1977 al 1980, nella quale si mescolarono musica e politica, trasgressione e tradizione.” (in diorama.it)

L’appropriazione neofascista di Tolkien:
“ L’esperienza dei Campi Hobbit era stata iniziata , qualche anno prima,  nel 1977 a Montesarchio in provincia di Benevento,  da uno dei migliori quadri politici delle formazioni rautiane,  G. Simeone, che trovò nell’immaginario tolkeniano , la chiave di rilettura e di raccordo per evolvere l’ambiente giovanile neo-fascista verso “l’altrove identitario”. Tutta la storia dei Campi Hobbit è raccontata e commentata minuziosamente,  nell’ultimo testo elaborato da M. Tarchi, La rivoluzione impossibile, ed. Vallecchi.”  (http://www.mirorenzaglia.org/)

“Al convegno, che sarà coordinato da Achille Biele direttore del periodico sannita, parteciperanno tra gli altri: l’on. Alessandra Mussolini, segretario nazionale di Azione Sociale, l’on. Pino Rauti, segretario nazionale del Movimento Idea Sociale; Roberto Fiore, segretario nazionale di Forza Nuova; Adriano Tilgher, segretario nazionale del Fronte Nazionale; Luca Romagnoli, segretario nazionale della Fiamma Tricolore; Maurizio Murelli del gruppo Orion; Gabriele Adinolfi del gruppo Polaris; Alberto Rossi, leader storico dei Volontari Nazionali, e Raffaele Bruno, presidente dell’associazione culturale « Vento del Sud» .”

Leggi anche:

geigerdysf.splinder.com/morte-e-immortalita-in-tolkien

wumingfoundation.com/giap/Il Tolkien immaginario dei fascisti italiani

wumingfoundation.com/giap/Il professore, il barone e i bari. Il caso Tolkien e le strategie interpretative della destra

ipharra.org/la-destra-fantasy-il-sogno-impossibile-dei-campi-hobbit

minimaetmoralia.it/essere antifascisti in Italia nel 2011

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2 thoughts on “La “destra fantasy”: Tolkien e i Campi Hobbit

  1. Ho appena scaricato il tuo post, immagini e commenti inclusi, me lo leggerò con calma più tardi, su questo mio post mi sa che è sparita un’immagine del convegno con la Mussolini, mah!

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