all is full of love

 

Questo video di Bjork, realizzato nel 1999 da Chris Cunningham (http://it.wikipedia.org/wiki/Chris_Cunningham) è stato visitato su YouTube da oltre 13 milioni di visitatori, eppure ho l'”impressione” che nella grande Italietta media in cui ci ritroviamo a vivere, e fra la stragrande massa dei “giovvani” sia pressocchè ignorato. Stiamo parlando di musica pop, certo elaborata, intelligente, alternativa, ma non di musiche ultra-sperimentali, di avanguardia, di nicchia. Niente da fare. Meglio Lady Gagà. Meglio Branduardi. O De André?

 

Chris Cunningham (Reading 1970) è un regista inglese che ha realizzato celebri e premiatissimi videoclip,  installazioni video, mostre, collaborazioni cinematografiche, spot pubblicitari. Vive e lavora a Londra.

Alcuni anni fa si vociferava di due progetti cinematografici ambiziosi, Neuromancer, dal romanzo di William Gibson,  e Ranx (o Happy Birthday, Lubna), ispirato al celebre fumetto Ranxerox di Stefano Tamburini e Tanino Liberatore, per il quale avrebbe ottenuto un finanziamento di 95.300 sterline dall’UK Film Council, sceneggiato insieme a Gordy Hoffman e prodotto da Fernando Sulichin e Jim Wilson per la Film Four. Il fumetto, pubblicato da Frigidaire negli anni Ottanta, ha (aveva) come protagonisti un punk frankensteiniano, RanXerox appunto, e la sua ragazzina dodicenne. Insieme costituiscono una bizzarra coppia immersa in un mondo post-apocalittico. ambientato in una Roma come mai avreste potuto sognarla (nei vostri peggiori incubi). Che fine abbia fatto la produzione di questo film, però, non è dato sapere.

“un artista che ha scelto il corpo postorganico come elemento narrativo, sommando influenze che vanno da Cronenberg ad Argento (a suo dire, l’unico regista italiano che conosca a fondo) fino a H.R. Giger, a Marcel.Lì Antunez Roca, alla Fura dels Baus e agli show del gruppo Survival Research Laboratories di San Francisco fondato da Mark Pauline nel 1978.

Transbiomorfosi, androidi, clonazioni, scenari da science-fiction parossistica commentati dalla migliore ‘braindance music’ del nuovo millennio. La macchina da presa di Cunningham scandaglia nel buio fino ad annullare ballardianamente gli ordini di umano e artificiale. È una macchina che cerca ectoplasmi, estremità virtuali, l’imprevedibilità generata da un’epoca in cui tutto è esposto agli occhi, ogni cosa è visibile. Corpo e tecnologia, membra e oggetti carichi di elettricità: il linguaggio è forte, sfrutta il desiderio e l’angoscia, le nuove sociopatologie ma anche un’ironia gelidamente british che ha di sicuro un antecedente nelle visioni di Terry Gilliam”  (Nino G.D’Attis, blackmailmag.com)

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